Una squadra di donne avversarie si gioca importanti collegi a Foggia e provincia

Stato Donna, 23 agosto 2022. Dicevamo delle sorprese sulle candidature che mancavano e rese note ieri. Dieci punti La prima in Capitanata è quella di Giandonato La Salandra (Fdi) capolista nel collegio di Foggia, colpo di scena nel senso che ci si aspettava, forse, il nome del consigliere regionale De Leonardis. In ogni caso il segretario provinciale rappresenta gli storici meloniani e d’altra parte, nella diatriba sui nomi, quello del coordinatore provinciale è quasi inappellabile. La Salandra in una nota ringrazia Marcello Gemmato e Giorgia Meloni per la fiducia e fa riferimento a una “comunità che viene dal movimentismo giovanile e che oggi è cresciuta”.

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Nell’uninominale alla Camera Fdi una figura esterna al contesto locale, Eugenia Roccella, giornalista, già sottosegretaria alla salute, di famiglia radicale, che ha partecipato ai movimenti femministi e che a un certo punto della sua carriera si è avvicinata alla fede. Parla della sua storia in un’intervista a Tv2000 dello scorso gennaio. Oggi si occupa di temi di bioetica, è stata portavoce del family day, incentra il suo pensiero sulla differenza “uomo e donna” e sul calo demografico, è parte della rete per “la vita nascente”. Idee nette su questi temi delicati e sensibili.

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Confermata la candidatura di Anna Maria Fallucchi nell’uninominale al Senato, come avevamo anticipato, una candidatura di estrazione fittiana anche se, da quello che emerge nel quadro complessivo del puzzle dei posti assegnati, meloniani e fittiani hanno certosinamente collaborato in questo frangente lasciandosi alle spalle differenza e distinguo. Inoltre, la scelta di Giorgia Meloni di candidarsi anche in Puglia, è un segnale che la leader di Fdi punta sulla regione in cui, per molto tempo, un’opposizione perlopiù solitaria ha tenuto testa al lungo governo del centrosinistra che viaggia spedito verso il ventennio.

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A liste completate Fdi in Capitanata ottiene due collegi su tre e si intesta il capolista La Salandra, Fi rigioca la carta di Giandiego Gatta nel collegio del Gargano come nel 2018, la Lega sceglie Joseph Splendido nel listino Camera senza competizione nell’uninominale, spostata in altri collegi.

Dopo di lui, nel listino, Marianna Natale di S. Giovanni Rotondo, già candidata alle regionali, prima è Gavia Vannia di Pordenone. Al secondo posto nel listino Camera per Fi, dopo l’assessore di Barletta Marcello Lanotte, c’è Rosa Caposiena, consigliera comunale di S. Severo, che ripete la corsa del 2018 – allora in terza posizione- e che ricorda sui social come quest’impegno elettorale premi l’impegno di decenni in aula consiliare.

La squadra in campo a Foggia e provincia punta su molte candidature femminili. La competizione diretta all’uninominale Camera vedrà concorrenti Valentina Lucianetti del Pd, Eugenia Roccella (Fdi), al Senato Teresa Cicolella (Pd), Anna Maria Fallucchi (Fdi), Gisella Naturale (M5s), senatrice uscente, candidata anche nel plurinominale dopo Mario Turco capolista.

Da Foggia nel listino, per Italia Viva e Azione c’è Rosa Cicolella, dopo Mara Carfagna, che corre in vari collegi pugliesi e Giovanni Casella, presidente del consiglio comunale di Bisceglie.

Sarà Marco Pellegrini, senatore uscente del M5s, il candidato in corsa per l’uninominale alla Camera nel collegio di Foggia. Lorenzo Frattarolo, coordinatore regionale di Italia Viva, è candidato nell’ uninominale al Senato per Italia Viva e Azione. Chiara D’Errico, già candidata alle scorse regionali, corre per il partito di Matteo Renzi nel collegio Gargano- Manfredonia Cerignola. Chiara D’Errico nell’uninominale Gargano: “Il nostro polo delle idee e concretezza”

Il territorio, complessivamente, ha avuto il suo spazio sebbene non manchino, in ogni partito, malpancisti per le scelte compiute. I responsabili politici o gli eletti, più o meno nettamente in quanto a caselle ottenute, sono inclusi nella grande corsa per le politiche, forse anche di più che nelle scorse competizioni perché, se è vero che gli spazi sono più ristretti, i vertici sanno bene che le campagne si giocano sui simboli e al traino dei leader ma certo anche nel contesto locale.

 

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