Campagna elettorale molto al maschile, le donne candidate e la provincia di Foggia

Stato Donna, 30 agosto 2022. Non sappiamo quali indicazioni i leader di partito abbiano dato ai loro candidati, ma ne emerge una decisiva prevalenza della propria voce rispetto a quella dei loro candidati, peggio se si tratta di candidate. Non è solo un’impressione, Noi Rete Donne, in una nota, ha comunicato dei dati per il periodo 3-20 agosto.

Nel totale di circa 70 ore in cui soggetti politici o istituzionali hanno preso la parola in tv, dal 3 al 20 agosto, in 61casi la voce era maschile, ossia l’87 per cento del totale”. Dunque l’appello è a quanti sono chiamati a dettare le disposizioni attuative della normativa primaria (Rai, la Commissione parlamentare di vigilanza e, per le televisioni e le radio private, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) di rispettare la par condicio di genere per la visibilità delle candidate nelle trasmissioni televisive e tribune politiche.

Leggi anche: Una squadra di donne avversarie si gioca importanti collegi a Foggia e provincia

I leader di partito sono tutti uomini tranne Giorgia Meloni, ma poiché da soli non possono coprire le numerose tribune politiche, ergo ci sono uomini in tv in sostituzione di altri uomini. Si fa anche e soprattutto sui social la campagna elettorale, abbiamo detto. Vediamo cosa succede dalle nostre parti dopo la prima fase e, soprattutto, dopo la presentazione dei candidati.

Diciamo che sono in vantaggio sull’uso dei social – nel vivo di un dibattito serrato in cui si lascia al proprio interlocutore (capo partito) il massimo della visibilità- quanti hanno già ricoperto una carica istituzionale nazionale senza soluzione di continuità fra prima e oggi.

Ci occupiamo in particolare delle candidate. Gisella Naturale (M5s), senatrice uscente, sui social discute di ambiente, agricoltura, danni del maltempo, iniziative intraprese. Circa l’ipotizzato confronto in tv fra Letta e Meloni, scrive: “Se non fosse intervenuta l’Agcom sarebbe stata una commedia romantica forse”. Incursioni nella cronaca politica.

Rosa Cicolella (candidata di Azione-Italia Viva) parla di “quote rosa” e del processo di cui sono oggetto in base a un articolo della Stampa. “In una società civile e democratica il tema delle quote rosa dovrebbe essere superato e risolto. Ma così non è. Le resistenze ad una democrazia di genere e una società ancora fortemente maschilista ricca di pregiudizi e muri culturali, rende necessario spingere la Storia per educare. Le quote rosa sono un diritto legato alla realtà per assicurare al paese la presenza indispensabile delle donne”. Un dibattito che ancora divide, evidentemente.

Stigmatizza, sulla scia di Calenda, la polarizzazione di Letta con quei manifesti shakespeariani, tipo No vax/ Scienza e vaccini. “La peggiore sinistra. L’arroganza di sentirsi migliori e di voler dividere le persone tra buoni e cattivi”. Se non è la polemica con il governatore Emiliano- vedi per esempio alcuni post del candidato al Senato Frattarolo- è quella contro la sinistra in generale.

Valentina Lucianetti, candidata del Pd. Il 17 agosto scorso diede l’annuncio della sua candidatura, ci è sembrato di vedere dei manifesti con il suo volto e un claim “Insieme contro la paura”.  L’altra candidata Teresa Cicolella su Instagram immortala la presentazione dei candidati nel circolo David Sassoli di Foggia, su facebook ricondivide un post di Raffaele Piemontese che, fra i nomi in lista per le politiche, sui social, è uno dei più attivi. Vale anche per lui il discorso precedente, senza soluzione di continuità rispetto al lavoro social finora svolto da assessore regionale. Candidate Pd ma Raffaele Piemontese in campo, verrebbe da dire.

Anna Maria Fallucchi, candidata di Fdi. Dopo una sfilza di immagini di Giorgia Meloni oggi posta una foto con alcuni rappresentanti di Coldiretti: “Insieme a quella che ormai considero la mia famiglia, la Coldiretti della Provincia di Foggia, di cui orgogliosamente faccio parte, da sempre”. I tempi delle regionali lasciavano più spazio alla singola iniziativa, per tutti.

Marialuisa Faro, candidata di “Impegno civico” e deputata uscente, argomenta sul caro bollette, sulla ferita ancora aperta del viadotto S. Lorenzo, sulle necessità del turismo, su Landella “assolto” da Salvini alternando argomenti nazionali e locali. Anche lei senza soluzione di continutià in quanto a comunicazioni social e impegno precedente.

Chiara d’Errico: “Orgogliosa dell’operato del direttivo nazionale di Italia Viva per la nascita del TerzoPolo, via al viaggio più importante (quello per le politiche)”. Riposta Teresa Bellanova e Matteo Renzi. Toni sempre entusiastici, i suoi, nel monitorare la politica del suo partito.

Stefania Russo, candidata per Alleanza verdi sinistra, annuncia l’apertura della campagna elettorale, fissato incontro a Candela per parlare di futuro automobilistico, argomenta di pace e nuovi schiavismi. Il manifesto con parole cancellate e in evidenza è l’altro messaggio oltre il simbolo.

In Forza Italia uno dei più attivi sui social è Mauro D’Attis, il segretario regionale, anche Giandiego Gatta non sembra granché operoso e, finora, nemmeno Rosa Caposiena dopo aver comunicato il suo compiacimento per il secondo posto in lista.

Da notare che molte candidate scendono in campo in collegi uninominali senza il paracadute del listino, e sono tutte del territorio tranne Eugenia Roccella di Fdi. I volti e gli slogan dei leader postati sui social sono le nuove copertine, tendenzialemente, o le immagini più condivise.

 

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