Eccezionale presenza nelle acque di Rodi, avvistato il “diavolo di mare”

Stato Donna, 29 luglio 2022. Oggi la troupe di Linea Blu stava girando una puntata sul mare del Gargano e delle Isole Tremiti accompagnata dal presidente del Parco del Gargano Nicola Pazienza. E cos’ha visto in acqua? Qualcosa di raro e di inaspettato nel porto turistico di Rodi, come comunica lo stesso ufficio stampa. Si tratta di un giovane “diavolo di mare”, il nome scientifico è Mobula Mobular, di un paio di metri di lunghezza, probabilmente attirato dal plancton che le tante specie di alghe e molluschi rilasciano nella acque dove prosperano. Si tratta di una specie protetta ed in via di estinzione.

“È una bellissima occasione- proseguela nota-  per far conoscere la costa dell’alta Puglia al grande pubblico e questa visita eccezionale è l’ennesima prova che le nostre acque sono ottime. Il “diavolo di mare” è un buon segno quindi che qualifica sia le acque del porto che quelle delle spiagge di Rodi Garganico. Una presenza che contribuirà alla conferma della bandiera blu per il 2023. Il vessillo FEE sventola sulle nostre banchine fin dal 2018, primo anno della gestione di Meridiana Orientale srl del porto” comunica l’ufficio stampa del porto turistico.

Il “bottone blu” arrivato dagli oceani sempre più presente sulle coste garganiche

Dà rilievo alla presenza dell’esemplare la biologa marina Lucrezia Cilenti, che già per Stato Donna aveva commentato la presenza non solo del granchio blu ma anche della Porpita porpita sul Gargano. Ma qui siamo in tutt’altra specie: “Eccezionale presenza nelle acque calme e calde del porto turistico di Rodi Garganico- scrive sui social- di un esemplare di Mobula Mobular, un pesce cartilagineo endemico del Mediterraneo in via di estinzione. È un gigante epipelagico, che si nutre incanalando crostacei planctonici e piccoli pesci di branco usando le loro pinne cefaliche e poi intrappolando/filtrando il cibo attraverso piastre branchiali specializzate. Questa specie può essere tra le meno conosciute dei più grandi vertebrati marini. Tutti gli esemplari di Mobula rinvenuti nel Mediterraneo appartengono ad un’unica specie, Mobula mobular ed è l’unico raggio del diavolo conosciuto nel Mar Mediterraneo”.

Dal punto di vista della pesca aggiunge: “Le caratteristiche del ciclo vitale di questa specie li rendono vulnerabili in quanto pescati accidentalmente da varie tecniche di pesca, in particolare nella pesca pelagica su larga scala con reti da posta derivanti. È vulnerabile “a causa del suo areale limitato al Mar Mediterraneo, della sua abitudine di nuotare principalmente su fondali bassi inferiori a 50 m, lasciandoli così particolarmente esposti alla pesca sia mirata che con catture accessorie e del potenziale riproduttivo molto basso, con un periodo di gestazione attualmente sconosciuto e la nascita di un solo cucciolo. Alcuni studiosi affermano che la combinazione del basso tasso di crescita e della bassa produttività implica un tempo di recupero della popolazione molto lento rispetto ad altri taxa di elasmobranchi, sottolineando la minaccia di portare i raggi del diavolo all’estinzione locale anche con bassi livelli di pressione della pesca artigianale”.

 

 

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