Pensione anticipata, “o ci andate quest’anno o mai più” | L’INPS ha dato il suo ‘ultimatum’

Richiamo per pensioni (screenshot Inps/Canva Foto) -www.statodonna.it
Come funziona la pensione anticipata e quali sono le nuove condizioni imposte dall’Inps? Ecco cosa devi sapere ora!
Dopo anni di lavoro, arriva il momento tanto atteso: la pensione. Un lavoratore lascia il suo impiego con la certezza di ricevere l’assegno previdenziale, convinto di aver versato i contributi. Un controllo più attento rivela un problema: la pensione non arriva. Il sogno si trasforma in incubo.
Lo shock è enorme. Senza stipendio e senza pensione, il lavoratore si trova in una situazione drammatica. Come è possibile? Il problema potrebbe essere un errore nei contributi, un requisito non rispettato o una norma cambiata all’improvviso.
Chi si trova in questa situazione scopre troppo tardi che qualcosa non torna nei suoi anni di contribuzione. Magari un datore di lavoro ha versato meno del dovuto, o qualche mese di lavoro non è stato conteggiato. La burocrazia non perdona, e l’INPS può bloccare la pensione in un attimo.
L’errore può essere anche dello stesso lavoratore, che non ha verificato in tempo i suoi contributi. Basta una leggerezza per trovarsi senza soldi e senza certezze. Recuperare i contributi mancanti è difficile, e l’unica speranza è una lunga battaglia burocratica. Nel frattempo, come si vive? Ecco come difenderti!
L’annuncio Inps
Un annuncio dell’INPS ha gelato migliaia di lavoratori. La notizia, inaspettata, potrebbe creare panico tra chi si prepara a lasciare il lavoro. Molti potrebbero scoprire di non avere diritto alla pensione o di dover aspettare più del previsto. Nessuno se lo aspettava, ma le regole sono chiare e i controlli si intensificano.
L’INPS avrebbe confermato che alcuni pensionamenti previsti potrebbero slittare o essere bloccati. Gli errori nei calcoli, i contributi insufficienti o le nuove normative potrebbero lasciare molte persone senza reddito. Come funziona e cosa fare per evitare questa situazione?

Cosa succede
L’isopensione permette di lasciare il lavoro con un anticipo fino a 7 anni rispetto ai normali requisiti per la pensione. È attiva fino al 2026. Chi è nato nel 1966 potrebbe essere tra gli ultimi a beneficiarne, a meno che non ci sono proroghe. Secondo InvestireOggi, questa misura è un’alternativa concreta alla pensione di vecchiaia o anticipata prevista dalla legge Fornero.
Chi ha almeno 60 anni e 20 anni di contributi può accedervi, così come chi ha maturato 35 anni e 10 mesi di contributi (o 34 anni e 10 mesi per le donne). L’isopensione non è per tutti. È riservata ai lavoratori del settore privato e solo se l’azienda ha almeno 15 dipendenti. Non può essere richiesta dal lavoratore stesso, ma deve essere l’azienda ad avviare la procedura. Serve un accordo con il sindacato e l’approvazione dell’INPS e del Ministero. In cambio, l’impresa può gestire gli esuberi in modo controllato.