Addio al colosso dell’abbigliamento: saracinesca abbassata per l’ultima volta | Centinaia di famiglie rimaste in mezzo alla strada

Molti negozi di questa catena chiuderanno (Canva) - statodonna.it
Chiudere i battenti, non è sempre facile: eppure, a volte sembra la decisione migliore. Come, a quanto pare, per questa catena di negozi.
Decidere di chiudere definitivamente un’attività commerciale è una scelta difficile, e spesso dolorosa. E dopo anni di impegno e sacrifici, prendere questa decisione può purtroppo essere inevitabile, quando le difficoltà economiche diventano insostenibili.
Uno dei segnali più evidenti è il calo costante delle vendite: poiché se i ricavi non riescono più a coprire le spese fisse e i costi operativi, mantenere aperto il negozio potrebbe portare solo a ulteriori perdite finanziarie.
Anche la concorrenza spietata, e i cambiamenti di mercato, possono render difficile la sopravvivenza di un’attività. E con l’aumento degli acquisti online, e la presenza di grandi catene, questo sta mettendo in crisi i piccoli commercianti, riducendo dunque il flusso di clienti.
Infine, problemi personali o di salute possono altrettanto influire sulla gestione del negozio. E se mancano le energie o le risorse per andare avanti, chiudere potrebbe essere la scelta migliore, per tutelare il proprio benessere personale e finanziario.
La situazione aggiornata
Lo stesso Gruppo Coin, noto marchio d’abbigliamento di fascia alta, sta affrontando una crisi economica la quale ha portato alla chiusura di diversi punti vendita, in tutta Italia. Motivo per cui, nei mesi scorsi le organizzazioni sindacali hanno richiesto aggiornamenti sulla situazione finanziaria dell’azienda. Anche se, nonostante l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), le difficoltà economiche permangono, e ulteriori chiusure son difatti previste nei prossimi mesi.
Il 21 marzo 2025, in tal proposito si è tenuto un incontro fra il Gruppo Coin e i sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs, presso appunto il Mimit a Roma. In cui si è confermato che 7-8 negozi chiuderanno, prossimamente, in Italia. Certo, ci son comunque segnali positivi, grazie ad alcuni investitori mostratisi interessati a rilevare l’azienda; così che, infatti, il Tribunale di Venezia ha quindi concesso una proroga di 60 giorni, per definire meglio il piano di risanamento. Per una ristrutturazione che dovrebbe, in caso, concludersi fra giugno e luglio 2025.

Quali negozi in chiusura
La mappa delle chiusure, include punti vendita a Roma Bufalotta, Roma Lunghezza, Latina, Vicenza, San Donà di Piave, Sesto Fiorentino, e Milano City Life. Le chiusure di Roma Bufalotta, Roma Lunghezza e Latina, son già avvenute; mentre quella del punto vendita sito alla Stazione di Roma Termini è prevista fra maggio e giugno 2025. A Milano City Life, invece, entro il 31 luglio.
La chiusura del negozio di Sesto Fiorentino è ancora in discussione, dal momento che la situazione è meno critica, rispetto ad altre sedi. Mentre a Bologna, potrebbe chiudere temporaneamente, quantunque manchi ancora una data certa. Persino Coincasa di Bassano del Grappa è in bilico, e ulteriori aggiornamenti son attesi nei prossimi mesi.