2014-2024, l’Ospedale della Murgia compie dieci anni: un presidio diventato “grande” con il territorio

Un decennio segnato dal progressivo aumento della capacità di garantire assistenza sanitaria ai cittadini: 16 reparti di degenza, 234 posti letto (+67%), 7.200 ricoveri (+12,4%), oltre 1 milione di prestazioni ambulatoriali (+35,6%), 7.800 day service (+325%), 771 dipendenti (+41%). Inaugurata la TAC di ultima generazione acquistata con fondi PNRR: dal 20 aprile esami sui pazienti

“In dieci anni, questo ospedale è nato, cresciuto e diventato grande insieme alla comunità di operatori sanitari, ai cittadini della Murgia e al territorio che lo circonda, assicurando ad un bacino di circa 150mila persone le migliori cure possibili”. Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha commentato l’evento “Dieci anni insieme per la migliore cura”, organizzato quest’oggi da ASL Bari e Direzione medica di presidio per celebrare i primi due lustri di attività del “Fabio Perinei”.

Un decennale scandito dai momenti salienti, raccolti in un video-racconto, della breve ma intensa storia dell’Ospedale, dall’inaugurazione allo sviluppo negli anni sino ai passaggi cruciali della pandemia e della ripartenza, e arricchito con le storie delle persone, operatori e pazienti che hanno attraversato e vissuto quei reparti come luoghi in cui si danno e si ricevono cure ed assistenza. Un intreccio di vicende personali, la sofferenza, la cura e la guarigione, dal forte senso comunitario – il legame tra personale sanitario, ammalati e simboli della terra murgiana – che lo street artist Fedeliano Nacucchi – “FN KEY?” ha impresso nel grande murale di 27 metri di lunghezza per 4 di altezza che da oggi accoglie e accompagna chi entra nell’Ospedale.

Da un lato il racconto emozionale, dall’altra i “numeri” a testimoniare la solidità di un progressivo percorso di crescita che ha costellato l’intero decennio, nonostante l’emergenza sanitaria del 2020-2022: in dieci anni +12,4% di ricoveri totali (da circa 6.400 a quasi 7.200) e aumento degli indici di complessità (da 0,8 a 1,1); +35,6% di prestazioni ambulatoriali assicurate (passando da circa 805mila a 1 milione e 92mila); l’aumento significativo dei posti letto, dagli iniziali 140 agli attuali 234 (+67%); la crescita delle unità di degenza (dalle 10 originarie alle 16 di oggi), sino all’esplosione (+325%) delle prestazioni in day service, salite dalle 1.841 del 2015 alle 7.828 del 2023, e al potenziamento delle risorse umane, con un organico medio aumentato del 41%, da 545 unità (nel 2016) a 771 (nel 2023). Senza tralasciare il ruolo fondamentale del Pronto Soccorso (26.168 accessi del 2023), che è il primo punto di contatto con i bisogni di salute della comunità.

Un filo rosso che giunge sino all’attualità e alle sfide già in corso, a partire dalla “rivoluzione digitale” grazie alla quale il “Perinei” è oggi il primo presidio in Puglia ad aver integrato con Cartella Clinica Elettronica le attività di Pronto soccorso, Laboratorio analisi, Diagnostica per immagini e gran parte degli ambulatori specialistici, portando a compimento il progetto regionale di digitalizzazione dei percorsi sanitari e di alimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Una parabola d’innovazione completata con i finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che hanno reso possibile l’acquisto e l’installazione della nuova TAC 128 slice di ultima generazione inaugurata durante l’evento.

Alla giornata celebrativa hanno partecipato Luigi Fruscio, direttore generale facente funzioni ASL Bari, Luigi Rossi, direttore sanitario ASL Bari, Annalisa Altomare, direttrice medica del “Perinei”, assieme a personalità e istituzioni locali, sindaci del territorio, operatori sanitari, volontari, cittadini e studenti del Liceo scientifico e linguistico Federico II di Svevia di Altamura.

«La realizzazione dell’Ospedale “Perinei” – ha detto Luigi Fruscio – ha dato una valenza strategica a tutta l’area murgiana in cui abbiamo tante eccellenze in grado di prendersi cura dei bisogni dei cittadini. Oggi celebriamo i primi dieci anni ed è l’inizio anche di un percorso in cui tutti noi, professionisti della sanità, abbiamo il dovere di rendere questa assistenza sempre più forte e più presente. Grazie agli investimenti del PNRR stiamo dando nuovo impulso all’aggiornamento tecnologico e poi abbiamo ulteriori progetti per migliorare l’assistenza e la presa in carico diretta del cittadino».

«La ricorrenza di oggi – ha aggiunto Luigi Rossi – è il risultato di un grande lavoro di squadra, abbiamo ripercorso insieme dieci anni di storia di questo ospedale che si porta dietro anche anni e anni di comunità. Ovviamente non è un punto di arrivo ma di partenza perché obiettivi da raggiungere ce ne sono ancora tanti e sono affidati a tutti gli uomini e le donne che lavorano in questa struttura in una prospettiva di miglioramento continuo, avendo ben chiaro il ruolo della sanità pubblica».

«Questo ospedale – ha ricordato Altomare durante il suo intervento – in dieci anni è cresciuto in tutti gli ambiti e le specialità, dai ricoveri alle prestazioni sino alla Sanità digitale e alle attività di eccellenza, diventando anche un “ospedale fluido” in grado di superare la pandemia e integrarsi con il territorio. Interdisciplinarietà, sensibilità ai percorsi di umanizzazione e lavoro in rete con gli altri ospedali sono i nostri punti di forza, consapevoli dei nostri limiti ma sempre alla ricerca della migliore cura per le persone, con l’umiltà dello studio e dell’ascolto, l’ottimismo della volontà e la forza dell’agire insieme».

La storia: il nucleo iniziale

L’Ospedale della Murgia, inaugurato il 13 aprile 2014, nasce dal raggruppamento di Reparti e Servizi rivenienti dagli Stabilimenti Ospedalieri di Altamura, Gravina in Puglia, Santeramo e Grumo, funzionalmente inglobati in Presidio Ospedaliero Unico, ai sensi del Piano Riordino della Rete Ospedaliera del 2002 e successivamente, in maniera scaglionata, andati incontro a riconversione in Presidi Territoriali di Assistenza.

Il nucleo originario del presidio unico avvia le proprie attività con dieci unità di degenza: Unità Terapia Intensiva Rianimatoria (UTIR), Cardiologia-Area Critica, Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, Nefrologia, Chirurgia generale, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Medicina-Lungodegenza e Oncologia. Parallelamente vengono attivati i servizi trasferiti dalle precedenti strutture: Patologia clinica, Unità raccolta fissa sangue (articolazione del Servizio Immuno-Trasfusionale del “Di Venere”), Medicina e Chirurgia di Accettazione ed Urgenza con Osservazione Breve Intensiva, Radiodiagnostica, Servizio di Anestesia (Blocco Operatorio), Dialisi, Servizio di Endoscopia Digestiva e Ambulatori specialistici (Ostetricia e Ginecologia, Day Service di Oculistica, Cardiologia e Ortopedia, Otorinolaringoiatria, Pneumologia, Medicina interna, Neurologia, Chirurgia Generale, Riabilitazione, Pediatria, Terapia antalgica e Nefrologia).

Il consolidamento dell’Ospedale (2015-2017)

Un “puzzle” che viene assemblato, organizzato e rinforzato nel corso degli anni. Nel periodo 2015-2017 prioritariamente viene dato impulso alla stabilizzazione funzionale ed organizzativa dei reparti preesistenti, con l’avvio delle procedure e l’acquisizione dell’autorizzazione all’esercizio per Neurologia con Stroke Unit (con 15 posti letto), Urologia (10 p.l.), Otorinolaringoiatria (10 p.l), Oculistica (4 p.l.), l’ampliamento del numero di Sale operatorie e l’apertura di Ambulatori specialistici rientranti nell’ambito delle reti regionali di Reumatologia (Medicina), per la Diagnosi e cura delle malattie demielinizzanti (Neurologia) e per la Litotrissia (Urologia). Contemporaneamente si lavora all’attuazione di modelli organizzativi innovativi, funzionali alle risorse esistenti, tra cui l’attivazione della guardia interdivisionale di area chirurgica, area medica e radiologica, requisiti necessari per l’accreditamento di un Presidio ospedaliero dotato di DEA (Dipartimento Emergenza e Accettazione) di 1° livello. In questo periodo viene istituita la Commissione locale per l’Accertamento di Morte Cerebrale e vengono avviati i Day Service per le specialità di Oculistica, ORL, Urologia, Oncologia, Medicina, Ostetricia e Ginecologia, Neurologia, Pediatria, con un sostanziale contributo al miglioramento dell’appropriatezza dei setting assistenziali. Comincia anche il processo di miglioramento della qualità dei servizi che riguardano principalmente flussi informativi, distribuzione diretta dei farmaci, ricetta dematerializzata, gestione centralizzata di servizi, ma anche il coinvolgimento diretto di Associazioni di volontariato a tutela a sostegno delle attività sanitarie, in particolare M.I.Cro. Italia Odv, “Una Stanza per un sorriso”, Oasi del sorriso, Associazione Ciechi, Amaram, Aned e il variegato mondo dei donatori di sangue (Avis Altamura, Fidas Gravina, Fidas Altamura, Fidas Poggiorsini, Fratres Gravina) e di midollo osseo (Admo Altamura e Admo Gravina).

Il Piano di Riordino (2018-2019)

Il Regolamento di Riordino della Rete ospedaliera (RR. N. 7 del marzo 2017) consente l’implementazione dell’Ospedale in termini di Reparti e Servizi, in una configurazione più vicina a quella attuale. Tra maggio ed ottobre 2019, l’Ospedale si arricchisce di importanti presidi che ampliano e qualificano l’offerta sanitaria: all’interno dell’Endoscopia Digestiva  viene attivato l’Ambulatorio di Gastroenterologia dedicato alle MICI (Malattie intestinali croniche infiammatorie); viene inaugurata l’unità operativa di Medicina trasfusionale che garantisce i servizi immunotrasfusionali ad un notevole bacino di utenza in virtù di una considerevole attività di raccolta (superiore alle 4mila unità anno).

L’emergenza sanitaria (2020-2022)

A partire dal 2020 il “Perinei” è impegnato in prima linea nel fronteggiare l’Emergenza pandemica da Sars-Cov 2, diventando Ospedale Covid, con l’attivazione del reparto di Malattie Infettive Covid e Rianimazione Covid dotati di oltre 80 posti letto. Conseguentemente, tutte le altre unità operative subiscono un ridimensionamento in termini di posti letto finalizzato al mantenimento del numero strettamente necessario per consentire la presa in carico di patologie acute e tempo-dipendenti e, nello stesso tempo, per reperire personale da adibire ai reparti Covid. Uno sforzo imponente, in termini di risorse umane e strutturali impiegate, che nei momenti di maggiore afflusso impegna nella gestione dei pazienti Covid anche il Blocco Operatorio e – in parte – l’ambiente unico dell’UTIC, posto in adiacenza al Reparto Terapia Intensiva Covid.

In questa fase emergenziale, a settembre 2020, la Cardiologia compie un deciso salto di qualità, e con essa l’intero ospedale, grazie all’attivazione dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica e del servizio di Emodinamica interventistica, dotato di un moderno angiografo digitale ad alta definizione e 3D.

Dopo la breve tregua di luglio-dicembre 2021, la quarta ondata dell’emergenza sanitaria Covid 19 ha comportato l’accorpamento e riconversione dei reparti di Area chirurgica, Medicina Interna e Malattie infettive, per un totale di 40 posti letto per pazienti Covid, di cui 2 dedicati a emodializzati. Complessivamente nel periodo ottobre 2020-luglio 2022, l’Ospedale della Murgia ha assicurato cure e assistenza qualificata a 1.022 pazienti Covid con 16.738 giornate di degenza, garantendo anche oltre 6.600 vaccinazioni a operatori sanitari, over 80, persone fragili e caregiver.

Dal settembre 2022 le unità operative sono oggetto di progressiva riespansione sia in termini di posti letto sia per attività, riportando il presidio ad una configurazione ottimale con 16 reparti di degenza (e 23 unità operative totali), gran parte dei ruoli di direzione assegnati, e la funzionalità a pieno regime dei Servizi di Medicina e Chirurgia accettazione ed urgenza con OBI (8 posti letto), Radiodiagnostica, Patologia Clinica, Servizio Immunotrasfusionale, Endoscopia Digestiva, Riabilitazione e il Poliambulatorio specialistico ospedaliero.

Il 2023: potenziamento e Sanità digitale

Durante tutto il 2023, l’Ospedale della Murgia “cambia ancora pelle” mettendo in campo diversi interventi strutturali che interessano la revisione dei percorsi ospedalieri anche in relazione al nuovo contesto epidemiologico, con la riattivazione del Reparto Covid in maniera permanente e il mantenimento del Reparto di Malattie Infettive, adiacente ma strutturalmente separato, comprese le verifiche (tuttora in corso) finalizzate alla revisione completa di tutti gli impianti elevatori del presidio. Nell’ultimo anno si susseguono la sostituzione degli infissi in Pronto Soccorso e delle porte nel Reparto di Ostetricia e Blocco Parto, la messa in sicurezza delle porte di emergenza presso tutti i piani con l’installazione di allarme sonoro sulle porte di emergenza, l’avvio dell’ampliamento degli spazi accreditati del Blocco Operatorio (con sei sale operatorie) e la revisione dell’illuminazione esterna del Presidio.

Importante anche il “pacchetto” di interventi nel settore tecnologico, a partire dall’installazione del nuovo Arco “a C” 3D (Amplificatore di brillanza) per il Blocco Operatorio e dall’avvio e completamento dell’informatizzazione delle attività clinico ospedaliere, tra cui la messa a regime in tutte le unità operative della Cartella clinica elettronica, l’informatizzazione delle consulenze di Pronto Soccorso, delle prestazioni ambulatoriali dei reparti di Neurologia, Cardiologia, Oculistica e l’avvio del progetto di informatizzazione collegato alla Cartella clinica elettronica del Laboratorio Analisi. Fondamentale, su questo versante, anche l’implementazione del progetto RIS PACS in grado di velocizzare il processo radiodiagnostico grazie alla gestione di tutte le attività amministrative e diagnostiche in un sistema integrato: dall’accettazione all’esame, dalla refertazione all’archiviazione digitale del referto e delle immagini.

L’Ospedale, inoltre, procede al rinnovo totale in tutte le strutture della dotazione di 300 personal computer, desktop e workstation e dispositivi informatici (235 stampanti) nel quadro del progetto di Sanità digitale finanziato con fondi Pnrr, e all’acquisizione di nuove apparecchiature e arredi sanitari, tra cui Colonna artroscopica, Ecografi per Ostetricia, Colonna Isteroscopica, Ecotomografo di Cardiologia, Barelle bilancia, nuove sedie a rotelle, divani letto per la Pediatria, potenziamento del Parco Ambulanze e, in particolare, l’ampliamento della dotazione di attrezzature di Oculistica ed Endoscopia Digestiva.

Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi e clinici, oltre alla realizzazione di Audit per il monitoraggio della spesa farmaceutica ospedaliera, a settembre 2023 l’Ospedale della Murgia ottiene la Certificazione ISO 9001:2015 per l’Ambulatorio Sclerosi Multipla della Neurologia e viene attivato stabilmente il percorso di Partoanalgesia, a completamento della rete del Parto indolore in tutti i Punti Nascita della ASL Bari; è di poco tempo prima (fine luglio), inoltre, la partenza della fase operativa, nell’ambito della Patologia Clinica e a seguito del protocollo d’intesa tra ASL Bari e Procura della Repubblica di Bari, del progetto riguardante l’effettuazione in 48 ore di esami tossicologici di 2° livello finalizzati all’accertamento di reati stradali. Altri momenti di particolare rilevanza, negli ultimi mesi dell’anno, riguardano la realizzazione del primo prelievo multiorgano nell’ambito del percorso “Trapianto Organi e Tessuti” e l’attivazione del percorso legato al primo trapianto di cornea.

2024: l’arrivo della TAC di ultima generazione

L’ultimo tassello della storia decennale del “Fabio Perinei” riguarda l’arrivo e l’installazione di un’apparecchiatura TAC di ultima generazione, acquisita nell’ambito della Missione 6 Salute del PNRR, in particolare il sub-investimento 1.1.2 dedicato all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (grandi macchine). La Tomografia computerizzata (128 slice), appena concluso il necessario collaudo, entrerà in servizio (a partire dal 20 aprile) permettendo all’équipe di Radiologia di eseguire esami diagnostici per un ampio spettro di patologie e in tempi ridotti, potendo impiegare l’innovativa tecnologia dell’intelligenza artificiale in tutto il sistema, con la standardizzazione della procedura di scansione nonché l’ottimizzazione dell’esposizione alla dose, un notevole beneficio per i pazienti. La nuova macchina, infatti, è in grado di effettuare uno studio completo di patologie che riguardano tutti i distretti corporei, dal cervello fino al piede (per la valutazione delle complicanze vascolari). Permette, inoltre, di scansionare le patologie cardiovascolari, di effettuare la colonscopia virtuale, lo studio di protesi articolari riducendo gli artefatti metallici, lo studio vascolare intracranico e lo studio delle patologie neurologiche, traumatologiche, oncologiche con tempi di acquisizione delle immagini notevolmente ridotti e con un impiego di irradiazione che, rispetto alle tecnologie radiologiche tradizionali, è abbattuto sino all’80 per cento.

Un “gioiello” tecnologico all’avanguardia che potenzia e completa la dotazione della Radiologia dell’Ospedale, che può quindi contare su 2 TC, 1 Risonanza Magnetica Nucleare da 1,5 Tesla, 1 Mammografo digitale 3D con tomosintesi, 1 Mammografo digitale, 2 diagnostiche con sistemi  RX telecomandati digitali , 2 diagnostiche con sistema stativo pensile RX digitale, 2 ecografi di ultima generazione, 3 sistemi portatili per RX digitali e 2 intensificatori di brillanza (Arco a C) per il blocco operatorio.

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