Roberta Tomaiuolo nei panni di una fata Winx: “Cosplayer è gioia e recita”

Stato Donna, 30 novrembre 2022. “Avevo sei anni quando è uscita la prima stagione di questo fantastico cartone italiano ideato da Iginio Straffi… Come ogni bambina della mia età avevo magliette, zaini, astucci e cartella a tema. Ho fatto anche la collezione dei vestiti di carnevale e dei piatti, per non parlare dell’album di figurine, bambole e giornaletti, ero piena”. Roberta Tomaiuolo è la prima fata Winx nel contest per cosplayer che si è tenuto a Milano. La studentessa di Scienze Motorie oggi di anni ne ha 24.

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Cosa rappresentano per te le Winx?

Sicuramente sono uno dei ricordi più preziosi che ho fin da bambina. Ricordo ancora le serate a vedere e rivedere su un vecchio computer uno dei loro primi musical. Ballo sin da quando sono piccola e per me era davvero un’emozione unica vederle esibirsi. Le canzoni erano una bomba.

Che caratteristiche deve avere un cosplayer?

Io credo che l’unica cosa importante sia divertirsi. Il cosplay è per tutti. Nel mondo cosplay non esiste un’età, un tipo di fisico ma il COS-PLAY non è altro che Costume + Divertimento e Interpretazione. Se poi si vuole trasformare l’hobby del cosplay in un lavoro il discorso diventa più complesso: bisogna perfezionare l’interpretazione e avere cura della qualità dei costumi, degli accessori, scarpe, trucco, lentine…

Tu hai il fisico di una Winx…

Credo che avere il fisico di una Winx sia umanamente impossibile, gambe lunghissime, vita strettissima… quindi no.

Il creatore delle Winx Straffi che tipo è?

Io ho avuto il piacere di conoscerlo per pochissimo, giusto per una foto e per la premiazione. Sono un po’ timida inizialmente ed è già un traguardo essere riuscita a scambiare qualche sorriso e a ricevere un “sei bellissima” da parte sua. Non so dirvi molto, però da come ha parlato all’intervista e da come si rivolgeva a me e alle altre fate sembra un “tipo” gentile, con il sorriso sempre sulle labbra. È una di quelle persone che ti fa sentire a suo agio anche senza dire nulla, o almeno io l’ho percepito così.

Da appassionata del cartone a cosplayer. Raccontaci il passaggio

La passione per il cosplay invece è nata verso i 14 anni. Giocavo con mio fratello ai videogiochi, è stato lui a tramandarmi tutto ciò che sapeva sui videogiochi, fumetti, manga e cosplay. Infatti, il primo cosplayer in famiglia è stato proprio lui e pian piano mi ha invogliato a provare. Era uno dei pochi nella mia città a organizzare i pullman per le fiere del fumetto e per gli appassionati. Lui sfoggiava i suoi cosplay e sono andata a curiosare in fiera: la prima è stata il Romics di Roma. Vedere le persone così entusiaste di vestirsi da un personaggio amato me ne ha fatto innamorare.

Come scegli i tuoi vestiti?

Li scelgo in base al personaggio. Tutti i cosplay che faccio sono di personaggi che amo e con cui, almeno personalmente, riesco un po’ a rispecchiarmici fisicamente. Amo i personaggi molto esuberanti, con un carattere gentile ma allo stesso tempo divertente. Però adoro anche i personaggi un po’ permalosetti che tendono ad essere un po’ aggressivi ma comunque buoni, un po’ come Bloom. Difficilmente mi vesto da personaggi cattivo, è raro che mi trovi a tifare per loro.

Gli abiti li cuci tu?

Premetto che sono negata per il cucito Ho comprato una macchina da cucire, ho fatto un corso, ma niente. Riesco al massimo a fare piccoli accessori in Foam e pezzi di armature molto semplici con lo stesso materiale. Avendo poi troppe passioni riesco a gestire a malapena il tempo tra studio, danza, cosplay, i miei amici e il mio ragazzo.

Di solito compro i miei vestiti su store online come Dokidoki e Uwowo, ormai diventati famosissimi. Se devo fare qualcosa che non sia presente invece mi affido a delle altre cosplayer che, diversamente da me, sono riuscite ad inserire più volte l’ago nella macchinetta da cucire. Io ad esempio adoro @aliscosplay (su Instagram) che è colei che mi ha cucito il costume di Bloom. Infatti dico sempre che la gara l’abbiamo vinta insieme perché è stata bravissima ed è così giovane e talentuosa.

È vero che in questo mondo hai conosciuto i tuoi amici?

Si. Ho amicizie ormai storiche conosciute durante una fiera del fumetto o semplicemente giocando al computer. Ad esempio, grazie al Lucca Comics del 2015, ho conosciuto una delle mie più care amiche, e grazie a lei altre persone fantastiche. Sono entrata in una crew (di ballerini) chiamata “SuperNova” con cui ballo canzoni giapponesi, coreane e cinesi da 7 anni e il nostro legame è speciale e insostituibile.

Paola Lucino, 30 novembre 2022

 

 

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