“A chi figli e a chi figliastri” la sconvolgente critica contro Meloni a Bali

Stato Donna 17 novembre 2022. Giorgia Meloni, nostro Premier, è stata impegnata in questi ultimi giorni a Bali, nell’incontro con tutti i responsabili politici del Pianeta, per fare il punto su argomenti di vitale importanza per tutti noi.

In questa sua prima apparizione al fianco dei responsabili politici grandi e piccoli ha portato con sé la propria figlioletta. La cosa pare non sia piaciuta a qualcuno. Tutto è cominciato con un articolo del 15 novembre sulle pagine de La Stampa, in cui si faceva notare come le mamme operaie non si portano i figli in fabbrica e che c’è discrepanza notevole fra chi si permette certi privilegi e chi non può.

Il massimo della critica alla Meloni giunge però dal noto uomo politico ed ex direttore de l’Unità Furio Colombo, il quale, nella trasmissione ‘L’aria che tira’, dice testualmente che esistono bambini cui spetta la top class per Bali e bambini cui è riservato il fondo del mare; “state tranquilli che li affonderemo”, conclude il giornalista interpretando in questo modo il pensiero della Meloni. La conduttrice cerca invano di farlo ragionare sui termini che sta usando.

Legittimamente Colombo può criticare il governo presieduto da Meloni: è il gioco di un sistema, quello nostro, in cui esiste la libertà di espressione. Quello che la conduttrice Myrta Merlino fa immediatamente notare è l’uso improprio dei termini utilizzati.

A queste polemiche sui media si associa il web, dove, ad occhio, sembra quasi che siano le donne le più accanite accusatrici della Meloni. Le accuse ripetono, in toni più o meno aspri, la disparità sociale fra chi può godere della presenza dei figli e chi per lavoro o per indigenza non può permettersi questo che viene inquadrato come un lusso.

La Meloni, sorpresa dalla polemica, ha risposto a tutti che sostanzialmente in che modo una madre e una donna che gestisce la sua vita sono solo fatti suoi.

Quello che dovrebbe far riflettere è l’asperità dei giudizi delle donne sulla donna nella sua veste di Premier e Madre, cui contestano il fatto che non ha diritto ad una vita privata in quanto parte delle istituzioni; il fatto che la baby sitter portata al seguito potrebbe gravare su noi contribuenti; molte inoltre ricordano che una donna di destra come lei che non può fare nulla di buono nei due ruoli che sta rivestendo.

Libertà di parola, dicevo … Sempre sacra, in democrazia.

Ma forse dovremmo ricordare che le parole sono le uniche armi con le quali giriamo, in casa e fuori, nel privato e nel pubblico. E che con le parole si uccide, sia fisicamente inducendo alla disperazione sia moralmente, creando disagi interiori di fortissima intensità, come sanno tutti coloro che sono stati maltrattati attraverso le parole.

Accusare la Meloni di volere i bambini migranti in fondo al mare credo sia qualcosa che meriti un’azione giudiziaria. Per ristabilire quella moderazione del ragionare che una volta perduta può scatenare conflitti fortissimi nella società stessa, in quanto solitamente l’intellettuale viene invitato nelle varie tv proprio per fornire ai telespettatori  argomenti di riflessione sulla realtà comune.

Alle moltissime donne che si sono accanite contro Meloni-mamma forse bisogna fare una iniezione di fosforo perché si attivino le cellule che tengono vivi i ricordi; in tal caso saprebbero che un Fratoianni, leader di estrema sinistra, legalmente riceve insieme a sua moglie, anch’essa parlamentare, uno stipendio da nababbo e non per questo gli si impedisce di parlare di miseria e povertà. Alcuni politici sono apparsi nelle cronache per non aver sistemato decentemente, dal punto di vista della normativa del lavoro, chi era alle loro dipendenze.

Questo sistema che alimenta la corrente alternata del ricordo non favorisce una sana discussione, soprattutto quando, in modo quasi schizofrenico, si chiede forse da parte delle stesse persone la pace fra Ucraina e Putin, mentre si alimenta candidamente la guerra civile in Italia.

Qualcuno dovrebbe riflettere di più prima di aprire la bocca ed emettere suoni …

Maria Teresa Perrino, 17 novembre 2022

 

 

 

 

 

1 commento

  1. Purtroppo credo che più della passione politica qui entri in ballo l’invidia più bassa che ci sia e anche la mancanza di conoscenza vera delle situazioni..un conto è portare un figlio con sé ma con la tata e un conto sarebbe portare un figlio in una fabbrica con i rumori delle macchine..e ancora più diverso costringere piccini a barcarsi verso l’ignoto..a come si fa con questa gente che non collega la bocca con il cervello?un abbraccio mia grande amica

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