Sanità sempre più rosa, le donne medico sorpassano gli uomini

Stato Donna, 3 novembre 2022. La componente femminile è fortemente presente nel personale del Servizio Sanitario Nazionale. Sono 442.445 le donne che lavorano con contratto a tempo indeterminato presso le strutture del SSN, ossia oltre il 68% circa del personale del Servizio Sanitario Nazionale (fonte Conto Annuale IGOP – Ragioneria Generale dello Stato) è costituito da donne.

Solo l’8,3% delle dirigenti medico riveste il ruolo di direttore di struttura (complessa o semplice). Circa il 20,6% dei dirigenti uomini ne risulta a capo. Il peso percentuale del genere femminile sul totale differisce tuttavia, nei diversi ruoli in cui il personale del SSN è inquadrato.
Infatti, nel ruolo sanitario il 69,4% del personale è donna; nel ruolo professionale il 23,7%, il 64,1 del ruolo tecnico è rappresentato da donne, nel ruolo amministrativo le donne sono pari al 72,5%.

La presenza femminile è inoltre molto variabile a seconda della categoria professionale cui si fa riferimento. Ad esempio, circa la metà (49,9%) dei dirigenti medici del SSN è donna, mentre oltre i tre quarti (circa il 78%) del personale infermieristico è costituito da donne. Anche a livello territoriale possiamo notare un’ampia variabilità nelle diverse realtà regionali. Con riferimento al totale del personale a tempo indeterminato, la percentuale di donne dipendenti del SSN passa dal valore minimo di 51,2% rilevato per la regione Campania, al valore un massimo pari a 76,2% registrato nella Provincia autonoma di Bolzano.

Con riferimento alla distribuzione per fasce di età, si nota come le donne risultino generalmente più giovani dei propri colleghi uomini. Ciò è soprattutto evidente per la categoria professionale dei dirigenti medici. Verosimilmente la questione è legata alla crescente femminilizzazione delle professioni con maggiori immissioni in servizio (cui corrisponde spesso un’età anagrafica non avanzata) di dipendenti di genere femminile.

In generale si può senz’altro affermare che la presenza femminile all’interno del SSN è significativamente cresciuta negli ultimi anni. Con riferimento al ruolo sanitario, tale affermazione vale in particolar modo per i profili dirigenziali e meno per il personale del comparto.

Dal 2010 al 2020 ad esempio, la percentuale di donne afferenti al personale infermieristico è rimasta pressoché invariata (pari a circa 78%), mentre, nel medesimo periodo, oltre alla quota di donne medico sul totale medici, nel SSN cresce considerevolmente anche la percentuale di veterinari e di dirigenti sanitari donna.

Dal 2010 al 2020 infatti la percentuale di dirigenti veterinari donna passa dal 18% al 27,1% ed il peso della componente femminile della dirigenza sanitaria (biologi, farmacisti, fisici, chimici e psicologi) aumenta dal 72% al 78,5%. Il confronto temporale mostra come il quadro di riferimento sia in continua evoluzione e come la presenza femminile si stia facendo sempre più importante in tutte le categorie professionale inclusa quella medica.

La percentuale di dirigenti medici donna è cresciuta progressivamente negli ultimi anni passando dal 38,4% dell’anno 2010 al 49,9% dell’anno 2020.
Tale trend è destinato a crescere considerata la prevalenza del genere femminile nelle classi di età più giovani.

In particolare, con riferimento ai soli medici SSN di età inferiore ai 45 anni i dati mostrano come il 63,8% di essi sia donna diversamente da quanto si rileva nelle classi di età superiori o uguali a 45 anni in cui c’è una netta prevalenza di uomini rispetto alle donne che rappresentano solo il 43,9% del totale medici di età pari a 45 anni ed oltre.

Sebbene i dati del Conto Annuale 2020 evidenzino una sostanziale parità di genere del numero complessivo di medici con contratto a tempo indeterminato (il 49,9% è donna), solo l’8,3% delle dirigenti medico donna riveste il ruolo di direttore di struttura (complessa o semplice). Contrariamente, circa il 20,6% dei dirigenti medici uomini risulta a capo di una struttura semplice o complessa. In particolare, tra i direttori di struttura complessa, solo il 18,0% è di sesso femminile, mentre tale percentuale sale al 35,5% tra i medici a capo di una struttura semplice, dato in ogni caso sbilanciato rispetto all’analogo dato riferito al sesso maschile.

Approfondendo il dato per tipo di specializzazione, sempre con riferimento al SSN (dati Conto annuale 2020), si registra una forte presenza femminile in alcune discipline. In particolare per l’area funzionale dei servizi: Genetica medica con il 65,5% ed in Scienza dell’alimentazione con il 61,2%. Per l’area funzionale di medicina: Neuropsichiatria infantile con il 78,7% e Pediatria con il 72,9%.
La situazione è diametralmente opposta per quel che concerne l’area funzionale di chirurgia: è donna solo il 26,5% dei chirurghi generali del SSN, il 18,2% degli specialisti in cardiochirurgia, il 16,7% degli specialisti in ortopedia e in urologia il 15,4% degli specialisti è di sesso femminile.

 

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