Non si scherza con pacca sul sedere, la replica di Remigi è anche peggio

Stato Donna, 28 ottobre 2022. Quando la Rai ha richiamato, a vario titolo e in varie trasmissioni, intellettuali e artisti con molti anni sulle spalle mi sono ritrovata felice. Forse perché sono vecchia anch’io e quindi mi fa bene vedere che la società non abbandona, non trascura e non mette da parte chi ha contato nel periodo d’oro della gioventù. Ho anche notato che le donne, a differenza dei maschi, per sopravvivere in questa nuova stagione della loro vita televisiva e per difendersi dal confronto con chi è giovane davvero, ricorrono a trattamenti estetici, talvolta per nulla migliorativi. Non tutte, ma tante.

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Gli uomini, no. Loro sono più fortunati, avanzano nell’età quasi con l’idea condivisa che più invecchiano più sono fighi. Quindi, quando ho visto nella trasmissione di Serena Bortone, ‘Oggi è un altro giorno’, la presenza fissa del cantautore Memo Remigi, ottantaquattrenne, non solo non mi sono sorpresa ma la cosa mi ha fatto piacere, vuol dire che stiamo superando i luoghi comuni, ricordo di aver pensato.

E lui, suonando il pianoforte e interagendo sempre con garbo e sorrisi smaglianti con gli ospiti del programma, si era guadagnato un suo spazio di simpatia. Poi mi arriva improvvisa la notizia che una ripresa ‘in diretta’ effettuata nella trasmissione televisiva mostra il cantautore che palpeggia il sedere di una giovane Jessica Morlacchi, cantante e anch’essa ospite fissa della trasmissione.

Quando la notizia diventa virale, Serena Bortone comunica in tv l’allontanamento dell’anziano cantautore dalla sua trasmissione, in nome di un codice etico che in nessun modo può essere violato. La risposta del cantante riportata dai media è questa: “Mai avrei compiuto un gesto che, ripeto, aveva un intento esclusivamente ludico e che non avrei mai pensato potesse essere equivocato in qualcosa di molto più grave. In tutti questi mesi abbiamo lavorato in un clima sereno, goliardico e spensierato che ci ha permesso di scherzare insieme durante le dirette del programma. Concludo rinnovando le mie scuse alla cara Jessica Morlacchi e a tutte le donne che si sono sentite offese o turbate da questo mio gesto”.

Mi sono tornate alla mente parole materne di quando ero bambina … “attenta a non avvicinarti a …”, “non salutare quel vecchio …” E mi sono resa conto di aver covato dentro di me l’idea che dei vecchi non bisogna fidarsi. Ma è proprio così? Non lo so se esiste una legge di natura, se così si può chiamare. Penso che in vecchiaia qualcosa succede, questo sì. Non a tutti ma succede.

Se i bambini non hanno freni inibitori e alla società spetta di difficile compito di educarli ad una giusta vita sessuata, la vecchiaia è una fase della vita in cui è possibile perdere i freni inibitori. E forse non sono sbagliate le parole iniziali con cui Memo Remigi si difende, dicendo di sé che non è mai stato un molestatore.

Può succedere che fisiologicamente la mente perda il controllo di quanto dignitosamente fatto per una vita intera e si rende colpevole di qualcosa di inusuale. Facevano bene i greci antichi a non dare giudizi troppo sicuri sulla vita delle persone prima che la vita stessa fosse terminata. Io non ho problemi a pensare ad un comportamento anomalo dovuto alla vecchiaia e che rischia di affossare una bella carriera, costellata di altrettanto belle canzoni, condotta con una famiglia pure essa bella, con figli e nipoti.

E neanche mi faccio fuorviare da qualche resoconto di questi giorni sulla sua vita privata e familiare. Né dimentico che ora gli stupratori indicati dai fatti di ordinaria violenza sono giovani appena usciti dalla prima adolescenza o giovani adulti, predatori del corpo femminile come se non ci fosse più un domani. Se in particolare la terza età allenta i freni, quello che emerge è sia l’istinto primitivo sia forse la vera educazione ricevuta, dove, parole dello stesso Remigi, una palpata è uno scherzo goliardico.

C’è nelle sue parole una sottovalutazione poco intelligente del gesto compiuto. Non si scherza dando pacche sul sedere. E questo ci dice quello che secondo me accomuna un po’ tutte le età e tutte le persone, anche quelle che per anni si sono comportate bene: la constatazione che una educazione alla corretta sessualità è ancora latitante.

​Mi dispiace se questo signore pagherà molto per un unico gesto. Ma è anche vero che nessuno è chiamato a sedersi nella vita, beandosi di convincimenti che fanno bene solo a se stessi. Pagherà intanto la gogna pubblica, come sta avvenendo. Poi, forse, si chiarirà le idee, il che è buono per lui. Mi dispiace per i figli e per i nipoti, che ora ereditano una situazione pesante. Il silenzio decoroso, invece di gridare ai quattro venti le sue ragioni, aiuterebbe molto la famiglia e mi auguro per tutti che questo cantautore lo pratichi.

Maria Teresa Perrino, 28 ottobre 2022

 

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