Alessandra Morlino, dalla moto allo shiatsu quando la passione è donna

Stato Donna, 20 ottobre 2022. “Se nasci con la voglia di fare tante cose è un vero problema, me lo dico spesso anch’io con ironia, è sempre un’impresa soprattutto se ami le cose insolite”. Lo dice Alessandra Morlino che nella vita lavora come logopedista, per passione è motociclista, spinta dalla sua ricerca interiore di “far affiorare i pieni e i vuoti della sua esistenza” è professionista di discipline olistiche come operatrice shiatsu.

Da piccola sognava di girare il mondo: “Volevo visitare i posti più strani e conoscere tante culture, studiare lingue e lavorare in ambasciata. Anche se non ho più fatto l’interprete ho cercato di fare tutte quelle cose che mi permettessero di comprendere ciò che apparentemente, o forse no, è diverso da me”.

Oggi è una logopedista: “Il tema è pur sempre quello del comunicare, ma in una modalità un po’ diversa. Amo questo lavoro perché abilitare lo strumento della comunicazione a chi non lo possiede, è un po’ come regalare la chiave che apre le porte della conoscenza e della curiosità, perché tutto parte da qui”.  Come concilia un’attività olistica con quella di motociclista, lo spiega così: “Mi occupo di benessere, come esiste la tangoterapia, l’ippoterapia, tutte quelle passioni che permettono di entrare in una condizione di riequilibrio energetico, esiste la mototerapia. Ecco, questo fa sì che non ci sia tanta differenza, è il mezzo usato che è diverso ma la finalità è  unica. Certo la mentalità occidentale è restrittiva e ha difficoltò a vederla in quest’ottica, bisogna riuscire ad aprirsi a nuove prospettive”.

Quando ha deciso che sarebbe diventata motociclista “era un  momento in cui le donne in moto erano un po’ mosche bianche, potevano trovare intorno a sé toni incoraggianti da parte di alcuni uomini, oppure derisione da parte di altre tipologie maschili. Non nascondo che in certi casi ho pensato di abbandonare questo mio progetto, ma poi la determinazione mi ha riportato sulla giusta strada, tanto che diventare Centaura mi ha permesso di organizzare qualche evento interessante nella mia città, passando dall’ecologia al “No alla violenza contro le donne”.

La curiosità che la guida è “quella bella – dice Alessandra- che ti riempie il cuore e i neuroni, come quando ho deciso di intraprendere il percorso di operatrice shiatsu e di tutte quelle discipline olistiche che oggi mi hanno portato ad essere una professionista nel settore, passando dalle campane tibetane al reiki, al qigong allo stretching dei meridiani”.

Sulle campane tibetane apre uno squarcio: “Le ho conosciute quando ho cominciato a fare meditazione, sono strumenti sacri che vengono forgiati nel Tibet secondo una cultura tipica di quella parte dell’Asia. Le persone che se ne occupano hanno un’arte che si tramanda di famiglia in famiglia, quella di armonizzare sette metalli uniti fra di loro battendo con il martello. Hanno un suono meraviglioso, ultimamente sono utilizzate nei reparti oncologici dove li sostengono e li accompagnano in questo percorso”.

A proposito di come la città di Foggia abbia risposto alla sua specialità orientale aggiunge: “Foggia è un terreno difficile,  se mi fossi trovata in un’altra città, per esempio Pescara, sarebbe stato tutto più agevole, ma la mia determinazione mi ha sempre aiutato. Oggi ho un folto gruppo di persone che mi segue dopo che quest’ attività si è confrontata con una città diffidente. Io mi sento una pioniera del mio campo, ho avuto la possibilità di avere la scuola, anche questo mi ha permesso di divulgare. E poi ci sono gli affezionati, persone  che mi seguono da molti anni: è stato un successo mio personale, a loro non insegno nulla- aggiunge con un pizzico di modestia-  sono un  tramite”.

A rivedere i suoi percorsi, scelti sempre tra quelli più complessi, non c’è nulla che non rifarebbe: “Tutto ha avuto un senso e nulla è stato per caso, sapendo poi che il caso non esiste. Ho vissuto in un campo ricco di frutti da cogliere e con l’imbarazzo di non sapere quale frutto assaggiare per primo. Quel campo è ancora davanti ai miei occhi e io non smetto  di raccoglier con curiosità”.

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