Scoperto un libro inedito di Alcott, l’autrice di Piccole donne

Stato Donna, 29 settembre 2022. È stata la studiosa dell’Università di Udine, Daniela Daniele, a scoprire il romanzo inedito “L’amuleto d’ambra” di Louisa May Alcott, l’autrice di “Piccole donne”, tra i romanzi di formazione più conosciuti dell’Ottocento. L’opera, scritta circa 150 anni fa, è stata tradotta e curata dalla stessa Daniele e pubblicata in anteprima mondiale per la collana “Raggi” della Elliot (Roma, 2022).

Docente di lingue e letterature anglo-americane e profonda conoscitrice della scrittrice americana, Daniela Daniele ha scoperto il manoscritto alla Houghton Library di Harvard dov’era stata invitata a consultare l’archivio di Alcott. Il testo faceva parte di una raccolta di scritti, volumi e altro materiale depositati dalla moglie di un nipote dell’autrice nella sezione libri rari della biblioteca. Grazie alla direttrice della Houghton, l’americanista dell’Ateneo friulano è riuscita a ottenere un microfilm del manoscritto che ha poi ha sbobinato alla Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato.

Il romanzo, 150 pagine suddivise in quattro capitoli, è di difficile datazione tuttavia Daniele ritiene sia stato composto in due fasi, prendendo spunto dal racconto del 1870, “La bella baiadera” (tradotto da Ester Formichella, in una raccolta, sempre a cura di Daniela Daniele, pubblicata da Rizzoli nel 1997).

La trama “L’amuleto d’ambra. Un racconto dell’India coloniale”, come indica il sottotitolo scelto dalla scrittrice, è un racconto che si apre a Delhi durante l’occupazione inglese. Qui avviene l’incontro tra un’indigena di rara bellezza e un ufficiale britannico catturato dai ribelli Sepoy che lei cura con la dedizione di una Pocahontas. Con un salto temporale, nel capitolo successivo, vediamo il trionfo della protagonista sui palcoscenici parigini, dove l’ufficiale, afflitto da un malessere post-coloniale, la riconosce, tentando una difficile mésalliance che li induce a una disincantata riflessione sulle ferite del colonialismo e sulla loro distanza.

Studiosa di Alcott Daniela Daniele è la maggiore studiosa in Italia di Louisa May Alcott. Un’autrice che la docente del Dipartimento di lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Università di Udine, approfondisce da oltre trent’anni e a cui ha dedicato un Progetto di rilevante interesse dipartimentale (Prid) sostenuto dall’Ateneo. Fra le varie attività che ha condotto nel settore degli studi alcottiani, ha di recente partecipato al terzo “Annual Gathering” della Thoreau Society a Concord (Massachusetts, Stati Uniti), nella sezione curata dalla “Louisa May Alcott Society”. Nel 2019 ha organizzato al Centro studi americani di Roma il 13° incontro del Gruppo di lettura di letteratura ottocentesca dell’Associazione europea di studi americani (Eaas) sul tema “Love and Its Misfits in the Fiction of Louisa May Alcott”, con la partecipazione di molti studiosi europei.

Piccole donne prima edizione 1868- foto libgen.on

Ha inoltre curato il romanzo di Alcott, “Enigmi” (Ellliot, 2019) e di Martha Saxton “Louisa May Alcott. Una biografia di gruppo” (Jo March, Città di Castello, 2019), firmando la postfazione. Di Alcott ha ritradotto, con una nuova postfazione, “Mutevoli umori” (Bollati Boringhieri, 1995; Elliot, 2020). Ha pubblicato il saggio “The Right Tone for the Hardest Moments: Louisa May Alcott ‘s New York Stories of Child Labor and Benevolence in the 1870s”, per la rivista di studi americani, “Transatlantica” (2, 2019) e i racconti suffragisti dell’autrice nella raccolta di scritti a cura di Gianpaolo Borghello e Vincenzo Orioles in onore di Roberto Gusmani (2012).

Ha anche curato il forum su “Louisa May Alcott’s Rhetoric of Love,” (con Martha Saxton, Lorraine Tosiello, Jelena Sesnic, Cécile Roudeau, Julia Nitz, Asun Lopez-Varela, Mariana Net, Michaela Keck, Etti Ginzburg, Ralph Poole, Verena Laschinger, Ausra Paulauskiene, Hannah Champion, Azelina Flint, Marlowe Daly-Galeano) per “RSA Journal. Rivista di Studi americani” (31/2020).

Louisa May Alcott Scrittrice, attivista, femminista, antischiavista, Louisa May Alcott (1832, Filadelfia – 1888, Boston), è nota in tutto il mondo per essere l’autrice del romanzo “Piccole Donne”, pubblicato per la prima volta nel 1868. Seconda di quattro sorelle, Louisa May aveva il padre insegnante, e trascendentalista, e la madre assistente sociale, e anch’essa impegnata a favore dei diritti delle donne.

La situazione economica familiare era precaria per cui Alcott iniziò a lavorare presto, ma al contempo si esercitava con la scrittura. Parallelamente si occupava dei diritti delle donne, soprattutto dell’estensione del diritto di voto, diventando la prima donna a iscriversi negli elenchi per l’elezione di un consiglio d’istituto scolastico a Concord. Divenne anche una sostenitrice dell’abolizione della schiavitù e iniziò a scrivere articoli e brevi saggi per la rivista “Atlantic Monthly”.

Durante la guerra civile lavorò come infermiera, ma contrasse il tifo che la costrinse a una lunga convalescenza. Quindi iniziò a scrivere romanzi usando uno pseudonimo. Nel 1868 scrisse il primo libro per ragazze di “Piccole donne”, un racconto quasi autobiografico della sua infanzia con le sorelle. La seconda parte, “Piccole donne crescono”, fu pubblicata nel 1869 e racconta la storia delle quattro sorelle nella fase adulta. Seguirono altri due romanzi sulla vicenda delle sorelle. La serie, terminata nel 1886, ebbe un successo di critica e commerciale. Alcott, a causa di una malattia cronica era però in precarie condizioni di salute e morì a 55 anni per un ictus, due giorni dopo la scomparsa del padre.

(In copertina dal film Little Women, 1949 -Photo by Metro-Goldwyn-Mayer/Getty Images)

 

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