Savino Luce: nella vita con la poesia, chiede una pista ciclabile nei 5 reali siti

Stornarella, 23 settembre 2022.  Vivo lo sguardo e desti l’interesse e la passione per la vita in un uomo d’altri tempi che scrive poesie e sogna un futuro migliore.
84 primavere al suo attivo, tenacia sempre in tasca e tanti versi già pronti nel cassetto, Savino Luce ha qualcosa da chiedere al mondo della politica locale, non solo di Stornarella, ma di tutti i Cinque Reali Siti:“Una pista ciclabile che attraversi e colleghi tra loro i comuni di Carapelle, Ordona,Orta Nova, Stornara e Stornarella”. Una richiesta, la sua, che già nel 2010 era stata presentata a tutti i sindaci di allora, con tanto di lettera protocollata e tenuta agli atti.

Nato in una famiglia di dieci figli, il poeta di Stornarella è approdato alla scrittura poetica dopo il pensionamento, apprendendo da autodidatta tecniche ed espressioni da utilizzare. E conta già 3 raccolte pubblicate: da poche settimane, ha presentato “Dalla memoria alla speranza”; al 2018 risale “La forza di un sognatore”; al 2013, invece, “L’alba di un nuovo giorno”.

La sua vita, comunque, già prima di arrivare alla poesia, risulta essere ricca di esperienze, maturate in diversi campi. Nella Marina, per cinque anni, fino a raggiungere il grado di sottufficiale; al fianco di suo padre, curatolo presso le aziende di Riomorto e Santa Maria dei Manzi, del barone Manfredi, nella gestione di tali  masserie; in qualità di capo-cantoniere, vincitore di concorso, presso l’ente Provincia di Foggia, mestiere che svolgerà fino al 2003; in campagna, dove si dedica alla cura dei terreni ereditati dai suoi; come volontario al servizio dell’associazione culturale L’Ortese e dell’Unitre dei Cinque Reali Siti.

Scorrendo l’album delle foto della sua vita, è possibile trovarvi ricordi legati a imprese gloriose, premiazioni, attestazioni di stima nei suoi confronti ricevute in vari ambiti. Piccoli e grandi passi di una vita trascorsa sempre all’insegna di curiosità, desiderio di scoprire, esplorare e di reinventarsi. Nella notte dell’11 novembre 1999, una grande tragedia colpiva Foggia: un edificio ubicato in Viale Giotto crollava seppellendo tutti i condomini. Il signor Luce, sollecitato, insieme ad altri dipendenti, “accorreva e si prodigava nelle opere di soccorso al limite delle umane possibilità”. In tale occasione, la Provincia di Foggia conferiva a Savino un attestato di benemerenza, per mano dell’allora presidente dott. Antonio Pellegrino.

Nella veste di poeta, nel 2003 partecipa al Convegno dell’ANPOSDI (Associazione Nazionale POeti e Scrittori DIalettali); nel 2010, viene premiato a Serracapriola; nel 2017, gli viene conferito il premio “Carolina Pugliese” nel corso della X edizione della Settimana della Cultura, ad Orta Nova; nel 2019, con la poesia “Larve d’alive” – L’albero di olive, Savino Luce riceve l’Encomio Solenne per essersi classificato al primo posto nella IX edizione del Premio di Arte e Cultura “Due Sicilia” – per la Storia e l’Identità Meridionale, a Palermo.

Il suo impegno è emerso nel tempo anche nella vita comunitaria del paese in cui vive: per esempio, negli anni ‘70, come presidente del comitato festa patronale, e, più tardi, in qualità di nonno vigile.

La sua poesia
racconta di esperienze lontane a livello fisico, ma sempre sentite vicine nel cuore, come quelle dell’infanzia, dell’adolescenza, con un misto di nostalgia dei giorni  passati e speranza in un tempo migliore.
E sembrano riecheggiare, nei versi di Savino Luce, il desiderio di andare oltre, che fa pensare a Leopardi; il mistero della vita racchiuso nella semplicità delle piccole e umili cose che Giovanni Pascoli aveva rappresentato nei suoi versi; l’uso degli oggetti come correlativo e simbolo concreto di sentimenti e stati d’animo, come è stato proprio della poesia di Eugenio Montale.

Tutto questo ritorna nei versi del poeta di Stornarella, ma in un modo che è tutto suo, originale e personalizzato a tal punto che viene facile dire, in un sussulto, che allora la grande poesia non è solo quella che si trova nei libri dove sono raccolti i cosiddetti ‘grandi autori’ della Letteratura Italiana, ma è ovunque vi siano parole ispirate, profondamente sentite e sapientemente disposte.  E si trova, quella poesia dunque, anche nei versi di Savino Luce.

La scrittura, anzi, per lui è qualcosa di più.
Con la poesia a Savino piace convivere, come lui stesso scrive nella sua raccolta di recente pubblicazione “Dalla memoria alla speranza”, perché gli dà “l’opportunità di essere creativo e, allo stesso tempo, di meditare sul senso della vita, che non consiste in potere o ricchezza: esso sta nel sapere cogliere ciò che la vita ci offre, come l’amicizia, la solidarietà, l’amore per la propria famiglia e per il proprio paese, il rispetto e l’accoglienza dell’altro, la pace nel mondo, la fede in Dio”.

A dispetto della solitudine che gli ha imposto la vita quando sua moglie è venuta a mancare e i suoi figli son dovuti andare lontano per trovare lavoro, Savino Luce ha deciso di darsi una direzione e ritrovare una ragione di vita nell’impegno, nell’incontro con gli altri, nel lavoro, nella buona volontà e nella voglia di continuare ad imparare.

E si può ben considerare un esempio di vita. Uno tra i vari che l’universo degli anziani offre ogni giorno, perché continuamente ricco di saggezza e delle verità eterne su cui si regge il mondo.

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