Il vaso sui vasi, capolavori da Ruvo di Puglia in mostra a Reggio Calabria

Stato Donna, 16 agosto 2022. Quando si dice Reggio Calabria il pensiero va ai meravigliosi Bronzi di Riace, che come un parente lontano e amatissimo ogni tanto bisogna andare a salutare, seppur velocemente. Dieci minuti, infatti, è il tempo concesso a ciascun gruppo di visitatori, sempre numeroso e curiosissimo. Recentemente i Bronzi sono stati rialloggiati nella loro sede originaria, il Museo Nazionale, le cui sale espositive sono in corso di modernizzazione attraverso nuovi percorsi e materiali archeologici unici al mondo. Non a caso Aristotele riporta che nel V a.C. l’Enotria tramuterà il nome in Italia, poi esteso a tutti i popoli presenti nella nostra nazione.

Un Museo che merita una visita accurata nella bellezza della storia e dell’arte antica, ma che si è arricchito di un prezioso cameo, una mostra di vasellame proveniente dalla preziosissima collezione Jatta di Ruvo di Puglia. I materiali, unici, di una bellezza travolgente esaltata dai velluti rosso porpora che fanno da sfondo, vengono riconsiderati attraverso una lente d’ingradimento originalissima che comunica con tutti in modo inequivocabile: il vaso sui vasi, questa è l’intitolazione. La mostra è visitabile fino al prossimo 11 settembre 2022.

I materiali esposti infatti sono accomunati da raffigurazioni di vasi visti nella loro funzione originaria quotidiana, la risposta più immediata all’irrisolta questione della comunicazione criptica di didascalie museali scientificamente corrette ma assolutamente incomprensibili ai non addetti ai lavori. Cos’è un askòs? A che serve una oinochoe? Cos’è una panoplia? Queste le domande che riecheggiavano per tutto il museo sulla bocca dei miei figli, già provati dal tempio esastilo, periptero con crepidine proposto loro nella sempre fascinosa Valle dei templi di Agrigento, luogo che non richiederebbe parole ma lunghi silenzi.

È urgente riflettere su un linguaggio forbito che però distrae dal messaggio di cui dovrebbe essere portatore e dalla oggettiva naturale bellezza complessiva dell’antico. E questa mostra è stata concepita proprio in modo diretto, immediato, permette a tutti di girare liberamente intorno a concetti ed oggetti visualizzabili, riconoscibili, facilitando il contatto con l’antico, non più proposto come un arcano incomprensibile, una specie di laminetta orfica per pochi adepti, ma come una chiave per decifrare il presente, quello si criptico ed indecifrabile.

Il progetto deriva da una sinergia del MArRC con la Direzione Regionale Musei Puglia, e si inserisce nelle celebrazioni del Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Il percorso si snoda in quattro sezioni, “Il rito del vino”, “I guerrieri della Peucezia”, “I vasi delle donne” e “Offerte per i defunti”, con riferimento ai tanti aspetti sociali che connotano le comunità indigene della Puglia centro settentrionale tra il V e il IV secolo a.C. In fieri la pubblicazione del catalogo che preannuncia riflessioni dense e concrete.

Laura Maggio, 13 agosto 2022

 

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