Rosa Nicoletta Tomasone, come far rivivere la storia e l’unità della cultura

Stato Donna, 14 luglio 2022. Mente fervida e personalità dinamica. Attiva nonostante la sua non giovane età. Una donna che, negli anni, ha saputo proporsi ed imporsi sul territorio locale, nazionale ed internazionale seguendo le sue passioni ed il suo profondo sentire.

È Rosa Nicoletta Tomasone, di Sansevero, che ama tutto ciò che è vita, si interessa di Letteratura e di Scrittura, che ha pubblicato 40 libri toccando gli aspetti e i generi più diversi, quali la narrativa, la saggistica, la politica, il romanzo e la poesia, e giungendo così ad essere insignita dell’ onorificenza  di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito, il più alto degli Ordini della Repubblica Italiana e il cui capo è il presidente della Repubblica.
Un riconoscimento che le è stato conferito per i suoi meriti culturali, tra cui le varie iniziative e gli eventi organizzati nel tempo, quali, ad esempio, il Corteo Storico a Sansevero, Convegni sul Latino, tutti rivolti sempre  e innanzitutto alle categorie più deboli “per tirarle su e portarle ad una emancipazione completa”, come la stessa Tomasone evidenzia a colloquio con Statodonna.

Ultimo evento realizzato, ultimo solo in ordine di tempo, il 10 luglio scorso, la messa in scena  ed il corteo storico a Stornara per suggellare l’importante rinvenimento di un documento storico che rivela il legame della cittadina dei Cinque Reali Siti con l’imperatore Carlo V d’Asburgo che, il 16 aprile 1519, quando egli era conosciuto ancora con il titolo di Carlo I, assegnava tale territorio, come feudo, al nobile napoletano fedele alla Corona, tale Pietro Antonio Paderico.

Come è cominciato il percorso che l’ha portata all’incarico di Grand’Ufficiale?

“Sicuramente si tratta di un riconoscimento che non è arrivato ex-abrupto, all’improvviso.Da 40 anni sono docente. E, già per tale onorato servizio prestato nella scuola, mi era stato conferito il Diploma di Medaglia d’Oro della Scuola, Cultura, Arte. Nel 2000, mi è stato, quindi, riconosciuto  l’accesso al grado iniziale dell’Ordine al Merito, ossia quello di Cavaliere, quando capo dell’Ordine era il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. In seguito, i prefetti della provincia di Foggia, di volta in volta avvicendatisi, hanno proposto il mio nome affinché mi venissero riconosciuti i gradi successivi nello stesso Ordine, ossia quello di Commendatore e quello di Grand’Ufficiale”.

Nel frattempo, lei fondava il Centro Einaudi.

“33 anni fa, con mio marito, il professor Domenico Vasciarelli, ed altri soci, tra cui lo storico Francesco Totaro, vicepresidente del Centro, che ha curato personalmente le ricerche che hanno portato al ritrovamento del documento celebrato a Stornara il 10 luglio scorso”.

Tale rinvenimento rientra in un progetto particolare?

“Sì. In collaborazione con la Fondazione Yuste di Spagna, il Centro Einaudi si è reso protagonista di un importante progetto culturale: rivalutare la figura di Carlo V d’Asburgo, centrale nel periodo rinascimentale per il suo impegno profuso al fine di ridare unità all’Europa

Perché proprio Carlo V?

“Innanzitutto, perché il nostro territorio è fossilizzato sul Medioevo e intorno alla figura di Federico II. Quando invece la Storia ha anche altro da raccontare. Il Rinascimento, per esempio, e l’età Moderna.
In tale periodo di rinascita, Carlo V si caratterizza come figura transnazionale, che ha dominato Germania, Spagna, Paesi Bassi, colonie in Africa, America e Asia, ma anche in Italia Settentrionale e, poi, in Italia Meridionale, lasciando un segno indelebile nel tempo”.

E dal progetto è nata una rete di collaborazioni.

Una rete cui possono aderire tutte quelle realtà geografiche che mostrino di avere legami con la Storia di Carlo V, come è accaduto per Stornara.

Tale rete oggi è riconosciuta da vari ministeri e dalla Regione Puglia. E anche durante la pandemia essa è rimasta operativa, organizzando vari tavoli di lavoro.

Al momento, comprende già località situate in varie parti d’Europa, in Nord Africa e in Centro America”.

La sua rilevanza è stata riconosciuta nel 2015 dal Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti umani, l’identità culturale europea.

“Esatto. Il progetto della rete, denominata Le vie di Carlo V, è stata riconosciuto con l’appellativo di Itinerario Culturale, che si caratterizza per l’intento di rivalutare e valorizzare, sul piano culturale e turistico, luoghi, idee e figure storiche che, appunto, abbiano avuto un legame con Carlo V.

Durante il semestre italiano della presidenza del Consiglio dei Ministri dell’ Unione Europea, sono state allestite delle mostre sui 29 Itinerari Culturali riconosciuti all’Italia ed è stato pubblicato un opuscolo nel quale viene menzionato anche il nostro Centro Einaudi”.

Qual è il suo ruolo all’interno della rete?

Io ricopro l’incarico di vicepresidente internazionale e di coordinatore per l’Italia”.

Come vive il ruolo di Grand’Ufficiale?

“Con responsabilità e impegno.

E tenendo  presente la stessa responsabilità con cui questo titolo mi è stato conferito e che ha già riconosciuto l’impegno che ho profuso negli anni e i numerosi titoli che avevo già conseguito.

Sono, infatti, anche Accademico della Storia del Portogallo, e lo Stato Vaticano mi ha assegnato il titolo di Dama dell’Ordine di San Silvestro”.

In quale direzione orienta il suo impegno?

Lavoro soprattutto per il sociale guardando soprattutto alla condizione delle donne, che mi interessa particolarmente. Penso, per esempio, alle donne afghane a cui è stato dedicato  il Premio giornalistico istituito dal nostro Centro Einaudi e intitolato a Maria Grazia Cutuli, giornalista italiana assassinata in Afghanistan.

Ora, di nostro interesse, è la problematica degli stupri di guerra, emersa nel conflitto tra Ucraina e Russia”.

Qual è il suo prossimo obiettivo per il futuro?

Continuare a promuovere la Cultura e mirare ad una sempre maggiore coesione in Italia intorno alla Cultura e all’Arte”.

Non è stato facile compiere un cammino così ricco di traguardi raggiunti per Rosa Nicoletta Tomasone, come non lo è per qualunque essere umano.

Ma lei di certo non ha perso tempo a piangersi addosso: “Perché, se si vuole raggiungere alte mete nella vita” la sua incisiva sottolineatura “bisogna raccogliere le sfide affrontando la cocciutaggine, l’ignoranza, le ostilità, l’invidia che sono intorno a noi tutti. Ciò vale non  solo per le donne ma anche per gli uomini”.

Daniela Iannuzzi, 14 luglio 2022

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