L’aborto negli Usa non è più un diritto, scenari da prima della 194 in Italia

Stato Donna, 27 giugno 2022. La Corte Suprema ha stabilito che negli Stati Uniti non esiste più il diritto di aborto, dunque ogni Stato federale potrà legiferare “liberamente” sul tema. Cosa succederà negli Stati Uniti adesso? L’interruzione di gravidanza potrà essere scelta dalle donne che avranno la possibilità economica di spostarsi ed andare in altri Stati federali ad effettuarla, diventerà dunque un lusso per coloro che hanno le possibilità economiche, non diversamente da come accadeva in Italia prima dell’approvazione della legge 194: le donne con possibilità economiche si recavano all’estero e quelle non abbienti provvedevano come potevano, con aborti clandestini che mettevano a rischio la loro vita.

Cosa che oggi, ahimè, succede in tante parti del mondo. Mi raccontava mia figlia di una amica brasiliana conosciuta in Erasmus che le diceva che le ragazze brasiliane, appena possono, mettono da parte un gruzzoletto in caso avessero bisogno di una Ivg, da fare clandestinamente. E non sono ragazze che non praticano la contraccezione. È di qualche giorno fa la notizia di una donna statunitense in vacanza a Malta, Paese che ha la legislazione sull’interruzione di gravidanza più restrittiva in Europa, e che ahimè fa parte dell’Unione Europea.

La turista, in stato iniziale di gravidanza, ha avuto una emorragia e il distacco della placenta: il feto non aveva possibilità di sopravvivere ma il suo cuore batteva ancora e secondo la legislazione maltese non si poteva salvare la donna, che rischiava la setticemia, praticandole una IVG. Chissà se mentre era trasferita in Spagna per un intervento d’urgenza aveva rimpianto di trovarsi a Malta o se immaginava che oggi la stessa cosa avrebbe potuto succederle nel suo Paese!

Ma, mentre nel Paese che abbiamo sempre ritenuto all’avanguardia nel riconoscimento dei diritti, Paese nel quale coloro che ora festeggiano la fine del diritto di IVG sono gli stessi che non si fanno remore nel permettere l’incontrollato possesso e uso di armi, cosa succede in Italia? Che in tanti ne approfittano per alzare la voce: comuni cittadini e cittadine, politici che hanno fatto del divieto di IVG la loro bandiera, e ovviamente esponenti della Chiesa.

Per rimettere in discussione un diritto che abbiamo ottenuto con una legge e confermato con un referendum nel 1978, referendum che raggiunse quasi l’80% del quorum e in cui i NO all’abrogazione della legge 194 prevalsero con l’88,42%.

Lo diciamo da tempo che i diritti vanno difesi, che i diritti conquistati non sono conquistati per sempre quindi è necessario stare in guardia. D’altra parte il fatto che l’IVG in Italia sia riconosciuta non vuole affatto dire che sia facile ottenerla visto l’altissimo tasso di obiezione di coscienza che in alcune province rende quasi impossibile la pratica.

Nella provincia di Foggia, ad esempio, all’interno della quale noi dell’Associazione Donne in Rete, insieme ad altre associazioni, stiamo conducendo da anni una battaglia perché il diritto all’obiezione, riconosciuto dalla legge, non cancelli il diritto delle donne di poter scegliere di fare una interruzione di gravidanza.

Tra l’altro l’area conservatrice negli USA ora già discute di rivedere le leggi sulla contraccezione o sui diritti delle persone LGBT. Ricordiamo che quando si parla di diritti è inutile anche come atto egoistico dire “a me non interessa” perché il percorso all’indietro è travolgente e la perdita di diritti si porta indietro altre perdite. L’IVG ha corso seri rischi in Italia quando il disinteresse della gente lasciò fallire il referendum sulla procreazione assistita. E si tratta di diritti che riguardano tutte e tutti.

Il riconoscimento di tali diritti rafforza la democrazia, alza il livello di qualità democratica della nostra società, negarli equivale ad un attacco ai valori democratici e, poiché solitamente i  diritti indietreggiano nei periodi di crisi economica è necessario più che mai stare in guardia per non rischiare una recessione non meno grave di quella economica.

Donatella Caione, 27 giugno 2022

 

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