“C’è una parte del mio cuore in ogni matrimonio che organizzo”

Stato Donna, 24 giugno 2022. Un giorno Marita decide che il suo lavoro d’ufficio per lei non è più motivante, ha bisogno di cambiare. Frequenta un corso da wedding planner e fa il salto verso un mondo che non conosce, a parte le lezioni che ha seguito. “Sì, non sapevo nulla, come avviene oggi per chi si sofferma solo sull’immagine del matrimonio e non sa che dietro ci sono mesi e mesi di conversazioni, di decisioni, di scelta di fornitori all’altezza e affidabili, di budget da tenere sotto controllo, di impegno di tempo per tante ore da passare fuori e anche stanchezza fisica. Però questo lavoro mi mette gioia perché faccio parte del giorno più bello di qualcuno”.

Marita Campanella, wedding planner, di spose sa tutto, praticamente. Su Instagram e su Pinterest sono tantissime le donne che si interessano delle ultime tendenze di moda, dagli abiti, alle scarpe, all’acconciatura, e che lei riassume in storie e in blog.

Marita Campanella con Ilenia Diana

“Conosco gli atelier da nord a sud, sono stata docente nel corso di bridal influencer tenuto da Ines Pesce esperta di marketing. Non mi perdo una fiera”. In pandemia è cambiato anche il suo ruolo, nel senso che ha dovuto consolare le tante spose disperate cui saltava l’appuntamento del matrimonio, un compito “gratuito” per ripianificare, a data da destinarsi, la macchina di preparativi che si mette in moto quando devi preparare le nozze.

La Puglia è una location molto gettonata come sigillo di queste cerimonie: “C’è tanto turismo di ritorno che ruota sui matrimoni, coppie che vengono a sposarsi qui con i loro parenti e restano anche per qualche giorno di vacanza, se non di più. Una regione apprezzata a livello internazionale”.

Un sopralluogo a Verona

In questi giorni sta collaborando con Ilenia Diana di Only Food per la “Notte romantica” di Vico. Che esperienza è quella di lavorare per uno dei borghi più belli d’Italia? “Molto diversa dal privato, ovviamente, c’è più burocrazia, servono una serie di autorizzazioni. Devo dire che in quest’ultimo periodo i Comuni si stanno dando molto da fare per valorizzare il territorio, coinvolgendo persone esperte del settore e facendosi consigliare. Un po’ diverso è con alcuni privati, che sono ancora poco aperti al cambiamento e per cui, in piena stagione, un matrimonio è visto come un impiccio, privati che, fra l’altro, hanno scarsa considerazione del ruolo di chi ne sa più di loro”.

A Foggia di eventi ne ha organizzati diversi, in particolare laddove ci sono dei giardini che permettono di celebrare il rito e il ricevimento. Marita spiega: “Sono celebrante di riti simbolici, all’americana, diciamo, che si celebrano all’aperto dopo la cerimonia in Comune. Ne ho officiati tanti, uno di questi insieme al sindaco di S. Severo dato che erano dei suoi amici. Una donna con due figli che ha ritrovato l’uomo della sua vita dopo la separazione dal marito”.

Circa la scelta degli abiti in questa circostanza, dipende dall’età e dai gusti: “Le spose più giovani, in genere, indossano il classico abito da matrimonio, ma può essere anche un vestito lungo, bianco e dritto per le spose più avanti negli anni, o un tailleur”. La liturgia è quella tanti i riti tipici della luce, dei nastri, della sabbia.

“Il primo consiste in due candele che si accendono con un unico cero, i nastri si tagliano e si riuniscono, e poi quello dei tre vasi di sabbia, il cui contenuto viene versato in quello centrale, simbolo di due vite che si fondono in una sola. Dopo tanti anni di professione, ancora mi emoziono quando da celebrante devo pronunciare il mio discorso agli sposi. Dico sempre che non è solo un giorno di festa ma è l’unione di due persone che decidono di vivere insieme, un vero e proprio impegno nella creazione di una nuova famiglia in cui non dovrà mai mancare l’amore”.

Non solo matrimonio, in qualche caso ha anche organizzato gli eventi seguendo lo sviluppo della famiglia: “Per una coppia, dopo il loro matrimonio, mi sono occupata anche del battesimo della loro figlia, della prima comunione e della festa di pensionamento del padre. Molti clienti si fidelizzano, e io li seguo passo dopo passo. In ogni matrimonio c’è una parte di me, è come un figlio che proteggi sin dal primo momento. Poi da noi al sud i matrimoni sono molto sentiti, anche per tutto il tempo che si dedica non solo alla loro preparazione ma al ricevimento in cui si riuniscono parenti e amici. Al nord è diverso”.

Marita parla dei momenti difficili che ha vissuto – a parte la pandemia che è stata la perdita del 70% del fatturato- quando cioè, da un giorno all’altro, ha deciso di cambiare attività senza sapere bene cosa fosse quello a cui andava incontro. Ma dei momenti più belli che ha vissuto non dice nulla, anzi, li proietta nel futuro: “A settembre sarò parte dello staff di un destination wedding, cioè di stranieri che vengono a sposarsi in Italia. Andrò a Verona perché la coppia si è conosciuta in questa città e ha organizzato un matrimonio in grande con un pre-wedding in un ristorante di fronte all’Arena, il matrimonio in una villa famosa e il pranzo il giorno dopo in un famoso vigneto della Valpolicella”.

Degli sposi di questo mega-matrimonio non dice di più, ma spiega come le sia arrivata la proposta: “Durante una sfilata a Forte dei Marmi, in spiaggia, un gioielliere amico della coppia mi ha chiesto di far parte dell’organizzazione. È la prima volta per me di un destination wedding, quindi i momenti più belli potrebbero sempre ancora arrivare, sebbene un pezzo del mio cuore sia in tutti i matrimoni che ho preparato”.

 

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