L’amicizia vera solo nel momento del bisogno? No, è una cosa diversa

Stato Donna, 5 giugno 2022. Ci sono giorni desolati, giorni in cui le parole sono macigni, da pronunciare e da ascoltare. Giorni in cui le ore non passano mai, lente e alienanti, soffocanti come una coperta troppo calda o un abbraccio non desiderato.

Giorni in cui il telefono è un nemico, con le sue notifiche continue e indesiderate o i suoi mutismi angoscianti. Giorni che sembrano stillicidi di un tempo lento e scandito, gocce moleste in un mare di silenzio. Sono questi i giorni in cui tutto è più difficile. In cui la tentazione di rimanere nascosti, senza parlare, è forte perché altrimenti qui finisce male, eh. Giorni in cui si fa fatica a ricordare i motivi per cui normalmente si è felici. Sono questi i giorni in cui si annaspa per afferrare la mano che un amico ci tende.

Perché l’amicizia è un balsamo, dolce e profumato che, steso sulle ferite che la vita ci procura, le disinfetta e le guarisce che anche se rimane una cicatrice, comunque è un segno gentile e poi lo dice anche Ligabue.

È, certa amicizia, una specie di amore ma senza dolore, senza struggimento. Ma non è un amore a metà, o figlio di un dio minore. È, forse, più forte perché sopravvive senza l’ansia di doversi toccare, senza l’angoscia di un telefono che non suona mai, senza la tensione di un equilibrio precario, senza la rabbia di avere torto, o la sottile soddisfazione di chi dice “te l’avevo detto”. No, l’amicizia è diversa. È quello scambio sincero, reciproco in cui si entra nelle scarpe e anche nei vestiti dell’altro come fossero i propri, facilmente, senza indugi o equivoci.

È quello sguardo limpido nel quale rispecchiarsi è naturale, dove non si incontrano giudizi, ma solo pareri magari anche ruvidi, che aiutano a crescere, e a guardarsi dall’esterno, però con gli occhi propri. E, se il rimprovero di un amico ci fa crescere senza offenderci ma senza illuderci, il suo complimento ci rende forti, e vincenti. Perché non è vero che l’amico si vede solo nel momento del bisogno. L’ amico è lì quando sei felice, quando vuoi condividere la gioia per un successo, quando realizzi un sogno, quando raggiungi un obiettivo.

L’ amico è quello che, anche se non vi sentite mai, ogni volta è come se vi foste lasciati il giorno prima e le risate, le parole, la gioia di ritrovarsi sono le medesime per entrambi. Amici sono le persone che appartengono alla tua vita. Da poco, magari, e allora c’è la bellezza di raccontarsi, di scoprirsi, di sostenersi, e aiutarsi se serve, anche se non si conoscono i dettagli e le sfumature delle cose. Istinto e impressione dell’angelo le guide. Infallibili.

Oppure da molto, da moltissimo tempo ed è un sentimento vero, e bello, e magari inconsapevole, e quando ci si vede i discorsi non sono tutti su “come eravamo” “cosa facevamo”. Niente solo serate amarcord come dice un mio amico, a proposito, ma solo il puro piacere di stare insieme e ritrovarsi davanti a un calice di prosecco, o di una birra cruda perché siamo grandi adesso, conosciamo il mondo noi, e poi ridere e chiacchierare fino a tardi, che deve bastare fino alla prossima volta. Cose di cui essere grati.

Simonetta Molinaro, 5 giugno 2022

 

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