Maria Nobili (Aido Foggia): ‘Serve più sinergia in questa generosa provincia’

Stato Donna, 24 maggio 2022. “La donazione degli organi al tempo della pandemia è stata problematica e come tutte le questioni che attengono alla sanità, ha subito una battuta d’arresto. Maria Nobili, presidente Aido della provincia di Foggia, racconta a Stato Donna i due anni difficili. “L’impossibilità di incontrare di persona i cittadini non ha aiutato la nostra associazione alla consueta sensibilizzazione sulla necessità di donare i propri organi, dopo la morte, a scopo di trapianti, che non ci sono se non ci sono donazioni”. L’A.I.D.O. si è costituita 50 anni fa cogliendo il senso profondo della solidarietà sociale, impegnandosi in una vasta opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Che azione bisogna svolgere, dottoressa?

“Bisogna svolgere un’azione prevalentemente culturale con un intervento costante nel tessuto sociale. Educare la gente al problema del prelievo e del trapianto, modificando gli atteggiamenti spesso scettici e diffidenti. Bisogna continuare a sensibilizzare la società, la collaborazione è fondamentale per realizzare la terapia del trapianto e per poter diminuire il divario tra la disponibilità e la necessità di organi. La gente deve sapere che la sua attitudine alla donazione è fondamentale per evitare che neppure uno solo   dei possibili beneficiari del trapianto, muoia per non aver potuto disporre in tempo di un nuovo organo che sostituisca quello   malato”.

 Qual è la situazione in Italia?

Nonostante la buona posizione raggiunta negli ultimi anni (21,4 donatori per milione di popolazione), la necessità di trapianti di organi e tessuti in Italia è grande. La lunghezza delle liste di attesa (circa 9.000 pazienti) e le disparità tra nord e sud del Paese quanto a numero di donazioni, ci dicono che ancora “molto rimane da fare”, più un problema è complesso, più tentare di trovare una soluzione è una sfida appassionante.

Complesso perché?

Interagiscono più attori con ruoli diversi, gli amministratori pubblici, gli esperti e gli operatori sanitari, gli operatori sociali (insegnanti, educatori, giornalisti, ecc.), le associazioni di volontariato e dei pazienti, le persone in attesa di trapianto e i loro familiari, i cittadini.

In che modo state portando avanti questa campagna di sensibilizzazione?

Gli incontri nelle scuole con studenti e docenti hanno avuto risultati positivi in termini di adesione e condivisione. L’apertura dei giovani al progresso e all’innovazione, il loro interesse per le conquiste della scienza, la loro sensibilità per i problemi sociali confermano la validità di questo intervento, iniziato nel 1985 che continua ogni anno scolastico.

Ma con il Covid tutto è cambiato

Purtroppo in questi anni la pandemia ci ha costretti ad usare metodologie diverse di comunicazione, social e incontri su piattaforme digitali che non hanno avuto lo stesso impatto degli incontri in presenza. Nonostante tutto la nostra attività è proseguita e quest’anno siamo riusciti a partecipare ad eventi in presenza, la giornata di sensibilizzazione alla donazione, organizzata con i volontari AIDO e il gruppo della donazione del Centro di Rianimazione Di Foggia, con uno stand informativo, presso il Policlinico di Foggia. Abbiamo incontrato ed informato cittadini e operatori sanitari, raccogliendo adesioni.

Eravate con il vostro stand alla festa del volontariato di Foggia

Sì, abbiamo partecipato sia con uno stand informativo che con una conferenza agli studenti delle scuole superiori. Siamo riusciti a dirimere parecchi dubbi, fare corretta informazione e raccogliere numerose adesioni.

Sulle donazioni la provincia di Foggia ha molte difficoltà

Nonostante le informazioni di alcuni media sull’ultimo posto della nostra provincia in merito alle donazioni, come presidente provinciale dell’Aido Foggia, posso affermare che questa è una provincia generosa e virtuosa, contiamo più di 15.000 iscritti, quindi persone che hanno espresso il proprio consenso alla donazione degli organi e l’età media si è notevolmente abbassata. Nel 2022 nella provincia di Foggia sono avvenuti 9 accertamenti di idoneità alla donazione, nessuna opposizione a Foggia e 3 opposizioni a S. Giovanni Rotondo. Sono stati eseguiti 6 prelievi di organi e utilizzati 5.

Quali sono le criticità?

L’attività dell’Aido non si sostituisce a quella del coordinatore dei trapianti ma si pone al suo fianco con il compito di informare, educare e diffondere la cultura della donazione. Solo dalla sinergia delle competenze si può cercare di impedire che ancora tante persone muoiano in attesa di un organo. In definitiva la nostra attività proseguirà fino a quando non ci sarà una legge a garantire che, con una corretta informazione, tutti i cittadini possono fare una scelta consapevole, e fare in modo che le liste di attesa di chi attende un organo per vivere, si accorcino sempre più.

Le modalità per esprimere la volontà quali sono, dato che lei parla di “sinergia”?

La compilazione del tesserino blu del Ministero della Salute che deve essere conservato insieme ai documenti personali. È possibile compilare online la dichiarazione di volontà e stampare il proprio tesserino sul sito della Campagna d’informazione “Dai valore alla vita”, la registrazione della propria volontà presso la Asl di riferimento o il medico di famiglia; una dichiarazione scritta che il cittadino porta con sé con i propri documenti. A questo proposito il Decreto legislativo 8 aprile 2000 ha stabilito che qualunque nota scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, è considerata valida ai fini della dichiarazione; l’atto olografo dell’Aido o di una delle altre associazioni di settore, fare la dichiarazione in comune alla richiesta della carta di identità.

 

 

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