Serena al Serale di Amici. Maria Rosa Carretta: “È sempre stata molto determinata”

Cerignola, 06.04.2022 – “Rispettosa e da sempre molto determinata, Serena ha frequentato la nostra scuola dall’età di 5 anni. Già da allora, aveva chiaro il suo obiettivo: stare in una sala di danza, ballare, sudare, impegnarsi. E la madre aveva riposto in noi tanta fiducia lasciandola nella nostra Accademia per molte ore, dopo le lezioni nella scuola istituzionale”.

A parlare, a Statoquotidiano,  Maria Rosa Carretta, fondatrice e direttrice dell’Accademia “Scarpette Rosa”, di Cerignola, la scuola frequentata da Serena Carella prima di entrare nella trasmissione “Amici” di Maria DeFilippi.

“Serena ha frequentato da noi il corso propedeutico alla danza e poi ha studiato per molti anni danza classica.

Nel frattempo, insieme studiavamo per partecipare a concorsi nazionali ed internazionali.

Io sono anche giudice di gara del WADF (World Artistic Dance Federation) e la portavo con me. Lei ha, dunque, vissuto fin da piccola l’aria internazionale della danza”.

Come è arrivata ad Amici?

“Intanto, va detto che due anni fa aveva già iniziato il suo percorso all’estero in una compagnia in Francia, a seguito del buon esito di un’audizione.

Nel frattempo, Serena prendeva parte ad audizioni anche qui, in Italia. In una di queste, è stata notata dalla redazione di Amici.

All’inizio, Serena non era intenzionata a partecipare al Talent, poi, per una serie di eventi, è stata catapultata in quella realtà.

Nel 2015, era stata chiamata per un casting a Roma, per Amici. Però allora non era stata presa.

Dopo due anni, è stata  richiamata dalla redazione del programma, ma poi non fu selezionata.

Nell’agosto 2020 è stata ancora chiamata e questa volta è stata scelta.

Così, nel 2021 è stata inserita nella trasmissione.

Ed ha sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso”.

Anche di fronte agli attacchi di Alessandra Celentano.

“Io mi rivedo nella maestra Celentano, per quello che riguarda la tendenza a spronare i ragazzi a fare sempre meglio. Lei poi è in un Talent e si sa che deve fare spettacolo. E quindi capisco il suo atteggiamento a volte un po’ sopra le righe.

Però non tutti i ragazzi avrebbero retto ai suoi attacchi.

Siamo fortunati perché Serena era già abituata a questo metodo di lavoro, nel senso che nella nostra scuola lei aveva già acquisito quella certa disciplina artistica che porta al rispetto dell’altro. Io, dal canto mio, avevo sempre ripetuto che l’insegnante è lì per far crescere e migliorare e va rispettato. La Celentano ha notato, secondo me, che Serena era già abituata al fatto che, nella danza, la professionalità sta proprio in questo: umiltà, educazione, silenzio, lavorare, non parlare e non badare a chiacchiere.

E, in conclusione, penso che Serena abbia fatto la differenza ad Amici quest’anno. Penso che la trasmissione si stia basando su Serena e che si stia tenendo in piedi grazie a Serena”.

Ed ora è al serale. Cosa significa per lei questo risultato?

“Il percorso di Serena mi ha dato gioia e ha reso visibili i frutti del mio lavoro, dell’istruttrice Martina Fortunato, che ha seguito Serena in parti del percorso nella nostra Accademia, e di tutto il gruppo di lavoro.

La nostra scuola è nata nel 1989 ed ha un’esperienza trentennale. Io ho iniziato come ballerina e  ho fondato Scarpette Rosa agli inizi della mia carriera. Così posso dire di aver visto crescere ed affermarsi questa realtà e, in essa, tanti ballerini.

Molti tra loro ora lavorano in compagnie internazionali.

Non sono entrati nella popolarità televisiva, ma si sono realizzati nella danza.

Per esempio, Marco Corcella è in una compagnia in Florida, a Miami, la Sarasota Ballet; Luigi Shopuc ha lavorato al Teatro Alla Scala di Milano ed ora è nella compagnia di Viktor Litvinov ed Eugenio Buratti, a Firenze. Mio figlio, Paco Power,  ha costituito una compagnia in Francia, “Giusy Row”; Giorgia Reitani lavora a Copenaghen.

E la mia soddisfazione è nella realizzazione dei miei allievi che spesso cominciano per gioco e poi vedono diventare la danza il loro lavoro”.

Per i giovani, cosa rappresenta la danza, secondo lei?

“Al di là della visibilità e del successo, la danza è socializzazione e, per questo, diventa un punto di riferimento.

La danza nasce, comunque, da una grande passione. È la passione che spinge molti dei miei allievi a riuscire parallelamente nella danza e negli studi nelle scuole istituzionali: tra loro c’è chi frequenta il classico e lo scientifico con grandi risultati.

La danza, inoltre, richiede determinazione e coraggio. Ma fondamentale è la passione, che unisce e forma il carattere, come vale anche per il calcio e altre discipline sportive”.

La valenza della danza è di grande importanza, dunque, anche sul piano educativo.

“Se fatta con autorevolezza e disciplina, sicuramente.

I ragazzi hanno bisogno di questo, soprattutto oggi.

Lo sport e la danza formano, non sono tempo perso, educano ad un modus operandi improntato alla serietà.  Ed anche quando i ragazzi abbandoneranno tali discipline, rimarrà in loro il segno di un’educazione che punta su valori quali: essere puntuali, essere in ordine, aiutare gli altri nelle difficoltà, rispettare il prossimo. Che servono sempre in età adulta.

Ed io sono solita chiedere alle autorità del nostro paese di investire sulla danza, perché questa può offrire percorsi di crescita sani per i ragazzi”.

Tornando a Serena, quali sono i suoi progetti per il prossimo futuro, secondo lei?

“Intanto, io spero che non rimanga in televisione. Sarebbe riduttivo dopo tanti anni di studio e sacrifici, perché in televisione i ballerini hanno vita breve. L’esperienza in teatro, invece, sarebbe più duratura e, inoltre, più forte sul piano emotivo, grazie al contatto diretto che si può stabilire con il pubblico.

Io spero che Serena arrivi a vincere Amici o, per lo meno, che venga notata da qualche compagnia estera e che lavori all’estero.

In Italia ci sono poche possibilità per i danzatori. Ed io, lavorando spesso all’estero, posso vedere e testimoniare la differenza.

In Francia, per fare un esempio, i ballerini percepiscono cachet più alti. In Italia, invece, la condizione del ballerino è davvero difficile: quando va bene, devono pagarsi vitto e alloggio percependo davvero poco al mese”.

Daniela Iannuzzi

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