Ripetute scortesie a Ursula von der Leyen, è bene farlo notare chiaramente

Stato Donna, 21 febbraio 2022. La profezia del proverbio potrebbe avverarsi. In effetti sarebbe stato difficile dall’aprile scorso immaginare una nuova scortesia, sulla scena mondiale, nei confronti di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione della UE.

Quella prima volta si era visto un Erdogan (vedi ultima foto nel testo) che faceva accomodare sulla sedia predisposta accanto a sé il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, lasciando in piedi la von der Layen, cui rimaneva solo l’opzione del divano a margine del colloquio a due fra gli uomini.

Stavolta niente sedie e divani. Il ministro degli Esteri ugandese le è passato davanti senza fermarsi a stringerle la mano, cosa che ha fatto invece con il solito Michel e con il presidente francese Emmanuel Macron. Anche chi non nutre simpatia per la signora e non ha fede europeista non può non stigmatizzare i due episodi a così breve distanza.

Foto:europatoday.it

Vero è che nel video più recente il ministro, dopo la sollecitazione di Macron, si è rivolto verso la von der Leyen con un sorriso. Ma appare evidente il diverso trattamento riservato ad una persona di sesso femminile. Che non trova accettabile la spiegazione letta sul web, secondo la quale la religione islamica del ministro avrebbe impedito lo stringere la mano ad una donna e che comunque il sorriso senza il contatto fisico sarebbe un segno di rispetto.

La reciprocità non deve certamente essere un dogma, altrimenti salta tutto nelle relazioni umane se ci mettiamo a contare col bilancino. Ma è anche vero che nei due video emerge con chiarezza quale delle due mentalità vince sull’altra, senza che ci si ponga il problema delle conseguenze del gesto.

Foto: europatoday.it

Conseguenze politiche non ce ne saranno di sicuro, anche perché l’educazione della signora von der Leyen le ha consentito di rimanere imperturbabilmente serena di fronte a questi “gentiluomini”. Le conseguenze possono essere di livello culturale, come è di moda dire. In un mondo dove la Turchia è Nato e dove l’Africa si interfaccia con l’Europa con nuovi protagonismi, atteggiamenti di chiusura non fanno bene ai colloqui e alle relazioni.

Chi ci garantisce che non si restituisca pan per focaccia anche nella vita ordinaria? Siamo un’Europa dove la religione islamica conta forti numeri, dunque gesti così non passano inosservati nella riflessione sul futuro della convivenza religiosa. Intanto queste questioni dovrebbero essere previste per i prossimi incontri diplomatici. Ormai sappiamo cosa può succedere. Nel frattempo qualcuno potrebbe comunicare al doppiamente imbambolato sig. Michel che le questioni si risolvono anche facendo notare gli sgarbi. Sempre con diplomazia.

Maria Teresa Perrino, 21 febbraio 2022

 

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