Chiara Samugheo, la fotografa delle dive anni ‘50

StatoDonna, 13 gennaio 2022. È  morta oggi a Bari Chiara Samugheo, grande fotografa delle dive negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, da Liz Taylor a Monica Vitti, da Shirley MacLane a Sophia Loren, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida. Lo confermano all’ANSA fonti vicine alla famiglia.

La ricorda il Foto Cine Club di Foggia quando fu ospite alla terza edizione di “Foggia Fotografia, la Puglia senza confini” nel 2014 con le foto di quella giornata, alcune delle quali da noi pubblicate. Al cordoglio si unisce la Fondazione dei Monti Uniti: “Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Chiara Samugheo, la “fotografa delle dive”, una grandissima interprete della fotografia italiana e mondiale. È stato un onore conoscerla e ospitare la sua splendida mostra, organizzata in Fondazione con gli amici del Foto Cine Club – Foggia. Addio Chiara, le tue stelle non si spegneranno mai”.

Chiara Samugheo
Chiara Samugheo (fotocineclub Foggia)

Chiara Samugheo nasce a Bari come Chiara Paparella. Ancora molto giovane, vuole comporre musica. Contrariamente ai desideri dei genitori, che l’avrebbero voluta maestra di scuola, la Samugheo parte per Milano nel 1953. Qui inizia a frequentare l’ambiente intellettuale di Enzo Biagi, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e Giorgio Strehler, che le propone di frequentare corsi di recitazione e mimo. In questo periodo conosce Pasquale Prunas, fondatore della rivista culturale Sud e suo compagno di vita, che le suggerisce di trasformare il suo cognome assumendo quello del villaggio sardo di Samugheo, e la coinvolge nella redazione di una nuova rivista, Le Ore, che si occupava di fotogiornalismo internazionale, sullo stile di Paris Match.

Dapprima tenta la professione di giornalista di cronaca nera, ma, dopo l’incontro con Federico Patellani, uno dei fotografi più importanti di quegli anni, decide di iniziare a lavorare per lui. I suoi primi lavori sono di reportage su fenomeni magico – religiosi dell’Italia del Sud, come i tarantati, e di denuncia sociale ritraendo le baraccopoli napoletane e le zingare in carcere.

In seguito realizza servizi fotografici per i maggiori periodici internazionali, le copertine per importanti riviste, pubblica diversi libri e fotografa, a partire dalla fine degli anni ’50, le maggiori star internazionali (tra cui Liz Taylor, Shirley MacLaine, Monica Vitti, Sophia Loren, Claudia Cardinale e Gina Lollobrigida). Il periodo della “dolce vita” decreta il successo di un nuovo tipo di fotogiornalismo e di riviste, dove lo star-system rappresenta il motore del progresso. Copertine e servizi devono documentare la figura della “diva”, della donna cinematografica, come oggetto del desiderio. Le foto di Chiara Samugheo prendono le mosse da questo contesto, ma intendono restituire al corpo-oggetto delle dive una femminilità e una personalità reali, qualcosa di intimo, in contrapposizione all’ambiente effimero costruito intorno ai loro corpi, contribuendo così ad alimentare la mitologia del cinema italiano.

Al suo attivo, conta più di 165.000 scatti. L’imponente archivio delle foto di Chiara Samugheo è conservato presso il Centro studi e archivio della comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma. Una piccola parte del suo fondo, e precisamente 487 foto, si trova invece presso la Fondazione 3M a Pioltello. La fama della Samugheo cresce: lavora a Hollywood, in Spagna, in Russia, in Giappone; è ospite dello Scià di Persia, del produttore hollywoodiano Joe Pasternak.

Dopo aver vissuto a Roma per diversi anni, nel 1987 si  è trasferita a Nizza dove ha curato il suo atelier in Rue Droite, la strada degli artisti. Cittadina onoraria della Francia, il 2 giugno 2003 è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana.

 

 

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