Caione chiude la casa editrice: “Stanca ma non di lottare contro gli stereotipi”

StatoDonna, 11 gennaio 2022. Con il primo libro di Casa Editrice Mammeonline del 2005, e l’ultimo libro di matildaeditrice.it/ del 2021, un cerchio si chiude. Donatella Caione ha annunciato la fine dell’attività della sua casa editrice racchiudendo in due pubblicazioni (nella foto di copertina) il percorso lungo 16 anni e 100 libri pubblicati.

“Un percorso fatto di incontri felici tra persone appassionate, di libri belli, di passione incondizionata, di editoria militante. Forse è un caso che questi due libri siano il primo e l’ultimo, ma forse no, perché le mamme della comunità erano unite proprio dal desiderio di condividere una certa visione dell’essere madri, con passione ed intelligenza, contro gli stereotipi. In mezzo c’è tutto il resto, libri che hanno avuto successo e sono stati più volte ristampati ed altri che non hanno avuto la visibilità che meritavano ma non uno di essi sono pentita di aver pubblicato perché tutti raccontano storie che bisognava raccontare”.

Spiega i motivi che l’hanno spinta a chiudere, e la pandemia ha sicuramente influito (gioca-la-tua-carta-contro-il-sessismo)  “Sono venuti meno gli incontri nelle scuole, i laboratori, le presentazioni. Il momento dell’incontro è stato sempre determinante per vendere soprattutto albi illustrati su tematiche particolari ma soprattutto è stato importante per farli nascere. Mi riferisco sia agli incontri con bambine e bambini sia ai momenti di confronto e discussione con le persone appartenenti in diverso modo alla filiera libro. E questo nonostante in questi due anni abbia vissuto con entusiasmo gli incontri online. Ma qualcosa si è spento”. C’è un discorso di vendite, anche se sono state importanti quelle online sono crollate quelle dirette “non potendo far fronte alla concorrenza delle grandi librerie online che riescono a spedire un libro in un giorno e senza costi di spedizione”.

Donatella Caione, che fissa questi sue motivazioni sul sito della casa editrice, aggiunge: “E comunque sono proprio stanca, credo di aver dato quel che ero in grado di dare. Anche il mio tema prediletto mi ha stancato perché ormai è diventato di moda fare libri contro gli stereotipi di genere ed è veramente difficile combattere la banalità di tanti testi che sono nati recentemente. Resta però l’orgoglio di aver trattato molti temi in anticipo sui tempi e la gioia di avere avuto un piccolo gruppo di persone che li hanno conosciuti, sostenuti ed amati”. Oltre a quanti, aggiunge, “nei gruppi tematici si scambiano consigli su temi da me trattati ignorando molto spesso i libri da me pubblicati”.

Ho conosciuto poi la difficoltà di trattare temi cosiddetti difficili ma è stato ahimè… difficile. Ad esempio, siamo tutte/i capaci di scandalizzarci quando un padre uccide il figlio ma poi è considerato tabù leggere con bambini e bambine un libro sulla violenza assistita e/o la violenza in famiglia. E purtroppo i libri non basta pubblicarli, bisogna anche venderli. E non è sufficiente complimentarsi con chi ha il coraggio di trattare temi difficili”.

Ci sono alcune cose che non rimpiangerà: “Dover spiegare che il libro spedito con piego di libro arriverà entro pochi giorni ma che non si può fare il paragone con le grandi librerie online che lo fanno pervenire in un giorno. I pacchi che si perdono. I corrieri che danno i numeri.
L’ordine che arriva all’ultimo momento con richiesta di consegna il giorno dopo. Dover spiegare che se un libro costa 10 euro quel che resta alla casa editrice dopo aver pagato stampa, distribuzione, diritti d’autore sono pochi centesimi e quindi solo vendite corpose possono portare a dei ricavi. Vedere i libri girare molto (vendendone poche copie)”.

Le cose belle che le mancheranno sono, per esempio, “aver dato la prima o seconda possibilità ad autrici ed illustratrici, autori ed illustratori. Aver anticipato alcune tematiche quando quasi nessuno le trattava, a cominciare dalla procreazione assistita fino al contrasto agli stereotipi di genere e alla violenza contro le donne, ma anche l’intercultura, il contrasto alle discriminazioni e altri temi di nicchia come le diversità di apprendimento, la perdita delle persone care, le difficoltà dell’adozione, la separazione dei genitori. Aver subito la censura che non sarebbe una cosa bella se non fosse che ne deriva la consapevolezza di aver saputo dare fastidio ed essere d’impatto. Aver pubblicato dei libri veramente belli. Non essere riuscita a pubblicare dei bei progetti propostimi negli ultimi anni. Essermi divertita, anche nel rompere gli schemi. Aver imparato un lavoro, totalmente da autodidatta. Aver incontrato tante bambine e bambini, ragazze e ragazzi e aver provato la gioia di vivere i libri con il loro sguardo. Aver conosciuto tante persone stupende”.

E ora? “I libri saranno sul mercato ancora per pochi mesi e quindi chi desidera acquistarne uno in libreria può ancora farlo, sia che conosca già la casa editrice sia che voglia approfittare di quest’ultimo periodo per conoscerla. A chi voglia acquistarne più di uno propongo invece di fare un ordine sul sito o tramite mail o messaggio su Facebook o Instagram e richiedere per ogni 2 libri acquistati un altro in dono (scelto da voi o da me). Oppure propongo di contattarmi per acquisti più corposi o per sostenere delle donazioni. Chiedo quindi aiuto nel far conoscere questa opportunità e nell’aiutarmi ad alleggerire il magazzino. Non sparisco, sarò presente nel mondo dell’editoria per l’infanzia e come attivista per combattere stereotipi e discriminazioni in modo diverso”.

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