“Shia si è proprio immedesimato: un miracolo spirituale”

Monte Sant’Angelo (Foggia), 13/12/2021 – Quando scelgo un personaggio devo essere certo che lui capisca chi sia il personaggio e che crei un’affinità con lo stesso e Shia si è proprio immedesimato: un miracolo spirituale. Ha passato quattro mesi in un convento tra le montagne in California e tuttora sta compiendo un percorso spirituale. Questa esperienza lo sta trasformando e lui aveva bisogno di questa trasformazione” (Abel Ferrara)”

Monte Sant’Angelo, la Città dei due Siti UNESCO sul Gargano, in Puglia, è il set del nuovo film su Padre Pio diretto da Abel Ferrara e interpretato dalla star della saga “Transformer” Shia LaBeouf oltre al cast italiano composto da: Ignazio Oliva (The Young Pope), Brando Pacitto (Baby, Braccialetti Rossi), Marco Leonardi, Luca Lionello, Martina Gatti (SKAM), Salvatore Ruocco (già attore di Abel Ferrara con Napoli Napoli, Pasolini. Gomorra di Matteo Garrone, Rex dei Manetti bros), Carla De Girolamo (Braccialetti Rossi), Alessandro Cremona (007 Spectre), Michelangelo Dalisi (Freaks Out) e Roberta Mattei (Anna di Ammaniti, Zero di Netflix). 

Monte Sant’Angelo è stata scelta da Abel Ferrara per ricostruire i fatti avvenuti nel 1920 a San Giovanni Rotondo: la prima vittoria socialista contadina repressa nel sangue, concomitante con l’arrivo in città del giovane frate in piena crisi mistica che manifesta i primi miracoli e riceve proprio allora le prime stimate. 

FOTO DI DOMENICO PIEMONTESE, CHE SI RINGRAZIA

Il film è stato presentato in conferenza stampa a Monte Sant’Angelo proprio da Ferrara, dal sindaco d’Arienzo e dalla produzione.

 

Per il sindaco Pierpaolo d’Arienzo – «Monte Sant’Angelo è una città in cui si respira una storia millenaria la cui monumentale bellezza la rende un set cinematografico naturale di grande impatto. Siamo lieti di ospitare questa importante produzione internazionale, un regista come Abel Ferrara e un cast di grandissimo livello ai quali stiamo dando tutto il supporto necessario affinché trovino le condizioni migliori per poter lavorare al meglio nella nostra città. Cinema e promozione turistica rappresentano, infatti, un binomio su cui puntiamo molto poiché in linea e in target con il nostro lavoro di promozione dedicato al brand la Città dei due Siti UNESCO. Grazie ad Apulia Film Commission e alla Regione Puglia che stanno continuando ad investire su questo settore offrendo grandissima visibilità ai territori e alla loro bellezza».

«Siamo onorati di accogliere questo film in Puglia, a Monte Sant’Angelo, che è un posto magico. Un momento importante di valorizzazione e promozione del territorio e il film, girato in questa stagione dell’anno, dimostra che la Puglia è una regione che si può vivere 365 giorni all’anno. Siamo una terra di accoglienza. La Puglia è femmina poiché nella sua diversità è una terra che accoglie. Auguro un grande successo al film che sarà una bandiera del Gargano, di Monte Sant’Angelo, ma anche di tutta la Puglia» – ha dichiarato Nancy dell’Olio, ambasciatrice della Puglia nel mondo nominata dal presidente della Regione, Emiliano.

 

Il regista, Abel Ferrara: «Il progetto è iniziato 5 anni fa, quando ho visto l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, qui a Monte Sant’Angelo.

Dall’inizio ho percepito l’atmosfera particolare della gente per questo progetto, ho percepito la bellezza di questi luoghi e quindi l’intenzione era quella di realizzare un film mistico, mitico, ma anche vero e reale. Ho cercato di capire il cuore, il vero spirito di Padre Pio, chi era realmente e la sua storia. Abbiamo capito che l’unico modo era cercare nel luogo in cui veramente la storia si è svolta».

L’accoglienza? «Abbiamo ricevuto un benvenuto pazzesco, qui tutto è perfetto». Abel Ferrara ha spiegato di aver conosciuto la figura di Padre Pio grazie a suo nonno, che nacque in un comune vicino Pietrelcina nello stesso anno del Santo. «Quando abbiamo scoperto che la sua storia coincideva con la rivolta socialista di San Giovanni Rotondo, l’inizio di una nuova era, ho sentito che c’erano tutti gli elementi per raccontare una storia forte. Non è solo la storia spirituale di Padre Pio, ma quello che mi ha attirato è la sua relazione con le persone vere. La sua potenza e la sua eccellenza come confessore, il suo collegamento spirituale. Tutto questo è un elemento di grande fascino. Una rivelazione sono state le lettere di Padre Pio, il carteggio tra San Marco La Catola e San Giovanni Rotondo» – ha spiegato.  

Ferrara ha paragonato Padre Pio – «le sue lettere sembrano scritte da un grande scrittore» – a Pasolini (nel 2014 Ferrara ha diretto proprio un film dedicato al regista, giornalista, scrittore e poeta, ndr): «Sono entrambi dei leoni, hanno vissuto la loro vita per dare ad altre persone. Faccio questo film perché vorrei essere parte di quello che loro avevano e che loro raccontavano». 

Perché ha scelto Shia LaBeouf? «Quando scelgo un personaggio devo essere certo che lui capisca chi sia il personaggio e che crei un’affinità con lo stesso e Shia si proprio immedesimato: un miracolo spirituale» – ha raccontato, aggiungendo – «Ha passato quattro mesi in un convento tra le montagne in California e tuttora sta compiendo un percorso spirituale. Questa esperienza lo sta trasformando e lui aveva bisogno di questa trasformazione». 

 

La sceneggiatura è firmata da Abel Ferrara e Maurizio Braucci (già autore di grandi successi come Gomorra e Martin Eden), ispirata dalle lettere autografe di Padre Pio e dalle reali vicende storiche che ha ricevuto l’approvazione da parte della comunità ecclesiastica.

 

La meticolosa ricostruzione storica di  San Giovanni Rotondo del 1920 è curata da Tommaso Ortino (Mozart in the jungle), art director italiano trapiantato a New York; i costumi sono opera della pugliese Antonella Cannarozzi, nomination all’oscar con “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino e costumista della serie HBO L’amica geniale; la fotografia è curata da Alessandro Abate.

 

Il progetto è una co-produzione Germania/Italia, con la tedesca Maze (DE) e l’italiana Interlinea Film, mentre la produzione esecutiva e il service della pugliese Oz Film di Francesco Lopez.  

La produzione vede all’opera un team di produzione interamente italiano ed un alto numero di professionalità pugliesi, che operano in tutti i reparti. 

 

La prima parte delle riprese si sono svolte tra il monastero di San Marco La Catola e l’Abbazia di Pulsano, dove gli stessi frati cappuccini, come omaggio a Padre Pio, hanno partecipato attivamente alla realizzazione delle riprese.

 

Il film si realizza grazie al supporto dell’Apulia Film Commission che da qualche anno ha spinto affinchè la realizzazione fosse fatta nei veri luoghi della storia.

 

Monte Sant’Angelo si conferma, quindi, set prediletto dalle produzioni cinematografiche. Grazie al sostegno dell’Apulia Film Commission, negli ultimi anni è stata scelta da importanti produzioni: “Non c’è più religione” diretto da Luca Miniero con Claudio Bisio, Alessandro Gassman, Angela Finocchiaro (2016), “Il mio corpo vi seppellirà” diretto dal regista Giovanni La Parola (marzo 2021), l’esordio cinematografico nel 2014 di Pio e Amedeo con “Amici come noi” (regia di Enrico Lando per la produzione di Medusa Film, Taodue in collaborazione con Mediaset premium), “The classic horror story” diretto da Roberto De Feo e Paolo Strippoli uscito a luglio su Netflix fino a “La sposa”, fiction per RaiUno con Serena Rossi come protagonista, la madrina dell’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia.

Tra i luoghi scelti dalla produzione: le bianche case a schiera del caratteristico centro storico, il Rione Junno, l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, la chiesa di Santa Maria Maggiore, le vie adiacenti al Santuario di San Michele Arcangelo e la cosiddetta “scala santa” che un tempo i pellegrini risalivano con le ginocchia in segno di penitenza.

Al termine della conferenza stampa il sindaco di Monte Sant’Angelo ha donato ad Abel Ferrara un quadro raffigurante il Santuario di San Michele Arcangelo (patrimonio UNESCO).

Ferrara ha anche ricordato Lina Wertmuller: «Un gigante. Ero uno studente di cinema quando vidi ‘Pasqualino Settebellezze’, era stupefacente. I suoi film sono speciali e belli perché lei era una persona bella, speciale e ricca». 

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