Tumore seno, in Puglia screening allargato a 40enni e test BRCA

(nota stampa). “Da oggi comincia un’altra battaglia: quella “totale” contro il tumore al seno e all’ovaio. Ho presentato una proposta di legge per allargare alle 40enni lo screening e per introdurre i test genetici gratuiti BRCA anche per i familiari sani, così da prevenire la morte attraverso programmi di sorveglianza clinica e strumentale. Il tumore al seno colpisce una donna su otto e non ci sono motivi plausibili per non attivare al massimo tutte le modalità di diagnosi precoce e quindi rendere efficaci tutte le terapie di cui disponiamo.

Si tratta della più imponente e popolare politica di genere, comune a tutti i cittadini e senza alcuna venatura di parte”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Misure per il potenziamento dello screening di popolazione sul tumore mammario e istituzione del programma di valutazione del rischio per pazienti e famiglie con mutazioni geniche germinali, sottoscritta dai consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Mauro Vizzino, Lucia Parchitelli, Vincenzo Di Gregorio, Paolo Campo, Francesco Paolicelli, Ruggiero Mennea, Michele Mazzarano, Debora Ciliento, Maurizio Bruno, Donato Metallo e Loredana Capone.

“Ad oggi, come è noto, lo screening è assicurato ogni due anni alla fascia d’età compresa tra i 50 e i 74 anni. Una scelta che non tiene conto dei dati secondo cui le percentuali di incidenza della malattia sono altamente significative nella fascia tra i 45 e i 49 anni e pure nella fascia tra i 40 e i 44 anni”.

“Per questa ragione dunque, con questa proposta di legge, il programma di screening annuale per la prevenzione precoce del tumore alla mammella sarà esteso alla popolazione femminile pugliese di età compresa tra i 45 e i 74 anni e sarà eseguito attraverso inviti inoltrati dalla Asl di riferimento, equiparati per natura giuridica alle prenotazioni ordinarie per le prestazioni diagnostiche a richiesta (il che comporta l’applicazione delle stesse regole ed eventualmente delle stesse sanzioni per mancata disdetta). Il test sarà ripetuto ogni anno per la fascia d’età 45-49 e ogni due anni per quella 50-74. Il mancato raggiungimento di questi obiettivi significherà la decadenza del Direttore Generale della Asl di riferimento o, per le questioni di sua più stretta competenza, del Direttore sanitario della struttura. Per quel che riguarda la fascia d’età tra i 40 e i 44 anni sarà in capo ai medici di medicina generale il compito di analizzare la storia clinica dei familiari delle proprie pazienti e la conseguente valutazione del rischio: nel caso valuti la necessità di approfondimento invierà al Centro senologico di riferimento la richiesta di approfondimento ulteriore per l’ammissione anticipata al programma ordinario di screening.

La proposta di legge ha come ulteriore punto centrale della strategia – continua Amati – l’istituzione della CGO, la Consulenza genetica oncologica: si tratta di un programma di diagnosi precoce e prevenzione primaria per verificare la natura sporadica o genetica dei tumori della mammella e dell’ovaio.

Nell’ambito della CGO spicca l’eventuale test genetico, che viene eseguito con il prelievo di sangue periferico finalizzato all’analisi nel Dna estratto dei geni candidati BRCA1 e BRCA2, ossia quei geni che sono i principali responsabili della predisposizione genetica a sviluppare il tumore. Questo test potrà essere eseguito, gratuitamente, sia alle persone ammalate che a quelle sane con casi in famiglia.

L’importanza del test genetico BRCA1 e BRCA2 riguarda la conseguente decisione, in caso di esito positivo, di disporre più approfonditi programmi di sorveglianza clinica e strumentale.

La proposta di legge punta a intensificare dunque la lotta a questo tipo di tumori, considerato che il tumore alla mammella è la prima forma di tumore nelle donne, con una percentuale del 5/10 per cento di origine ereditaria, mentre il tumore all’ovaio raggiunge la quota del 30 per cento dei tumori esistenti, e ben il 10 per cento ha origine ereditaria.
Spero ora in un’approvazione tempestiva, perché i tumori non hanno nessuna clemenza nei confronti dei tempi dei provvedimenti legislativi o amministrativi.

Ringrazio tutti i colleghi consiglieri regionali che con entusiasmo hanno sottoscritto la proposta e auspico una sottoscrizione totalitaria e l’approvazione unanime”

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