Daniela Marcone: “Per troppo tempo abbiamo accettato come ‘normali’ le infiltrazioni della mafia”

STATOQUOTIDIANO.IT, Manfredonia 14 ottobre 2021. Si è tenuto nella serata di ieri, al Luc di Manfredonia, il convegno organizzato “Discrimine legalità ed infiltrazioni mafiose”, organizzato dall’associazione “Pop officine popolari” di Manfredonia.

Tanti gli ospiti, tra cui Daniela Marcone, vice presidente nazionale della nota associazione “Libera” fondata da Don Luigi Ciotti, Pippo Cavaliere del comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, Pierpaolo D’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo, Gaetano Prencipe, candidato sindaco di Manfredonia ed infine Vincenzo Signoriello e Miriam Grassi del progetto “Un’impresa per amica”, con moderatore Toni Augello.

L’attenzione dei ospiti della serata è stata naturalmente concentrata, all’unisono, sul fenomeno mafioso molto radicato nel nostro territorio, non solo come manovalanza criminale e dedita ai traffici illeciti ma pienamente infiltrata nelle istituzioni, prova ne è il fatto che ben quattro comuni del foggiano sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. Ma come sradicare il fenomeno mafioso?

Daniela Marcone è chiara: “Facendo rete, rete tra di noi con le istituzioni in cammino per sradicare il fenomeno partendo da una profonda presa di consapevolezza e senza paura di leggere fino in fondo le relazioni di scioglimento dei diversi comuni per infiltrazioni mafiose”. E’ in effetti accaduto qualcosa che negli anni passati è stato sottovalutato, ossia la presenza mafiosa. “La base è cambiare la mentalità della gente, per troppo tempo abbiamo considerata normale la violenza, come per le estorsioni ma occorre denunciare senza paura”.

La mafia annovera tra le sue file giovanissima manovalanza, senza lavoro ed attratta da lauti guadagni, in tutto questo spesso la politica è sorda alle problematiche sociali del territorio.

“La politica deve porre attenzione al territorio, depresso dal punto di visto economico, avere maggiore sensibilità. A partire dalla politica nazionale ci deve essere una inversione, prendendo coscienza del fatto che tutti i nostri comportamenti devono essere governati da una scelta etica e soprattutto i comportamenti di un amministratore e di un politico”.

Antonio Castriotta

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