Manfredonia. Un’introduzione. “Le basi della terza rivoluzione industriale sono state gettate”. È quanto ha appreso, per chi già non lo sapesse, dalla presentazione del libro di Angelo Consoli “Territorio Zero”, a Palazzo dei Celestini, ieri 29 gennaio. “Se n’è recentemente parlato anche in Parlamento, del costo marginale zero, della possibilità di andare verso una società con scenari economici e servizi del tutto diversi” è stata l’introduzione di Giorgio Sernia alla presentazione da parte dello stesso autore del libro, scritto in collaborazione con Livio De Santoli, docente di Impianti Tecnici della Facoltà di Architettura di Roma. “Territorio zero è un manifesto che impegna chi lo sottoscrive a realizzare un programma di sviluppo territoriale rispettoso delle risorse naturali in una visione innovativa. Contiene un programma politico-amministrativo, fondato su basi tecnico-scientifiche, che suggerisce soluzioni operative alle nuove generazioni di amministratori degli enti locali. Chi sottoscrive il manifesto di ‘Territorio zero‘ non mette quindi una firma come un’altra su un lodevole progetto, ma si assume l’impegno di affrontare tutte le tematiche territoriali secondo una visione del mondo diversa.” È quanto riportato nell’introduzione a cura dei due autori.

Ma cos’è la terza rivoluzione industriale? Cosa vuol dire territorio zero? Se la prima rivoluzione industriale aveva riguardato l’uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica (e l’utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate, come ad esempio i combustibili fossili) la seconda la scoperta di nuove fonti di energia (come il petrolio e l’elettricità, l’utilizzo di nuovi sistemi di comunicazione e di trasporto, e il dominio incontrastato del commercio mondiale), la terza è iniziata chiedendosi se si possa andare oltre il dominio incontrastato del fossile.

Diversi i punti presi in esame durante il dibattito: rivalutazione energetica (ricorso alla green Energy, rinnovabile, producibile); costo marginale zero; decarbonizzazione dei processi produttivi; stop alla cementificazione (utilizzo di materiali non inquinanti, attenzione alle prestazioni energetiche…). E ancora, il chilometro zero e uno studio idoneo del ciclo dei rifiuti, il considerare la salute in termini di prevenzione e non solo di cura, l’occuparsi del territorio in base alle sue reali potenzialità senza stravolgerne la vocazione profonda. Basato su sharing economy, digitalizzazione e democratizzazione dei processi economici, considerando la sovranità alimentare ed energetica decisamente più importanti di quella monetaria, questo nuovo modello di sviluppo avrebbe già trovato un tentativo di concretizzazione nella regione francese di Nord-Pas-de Calais. Ancora un esempio di matrice europea, quindi. A battere la grancassa di questo enorme cambiamento culturale, si chiama in causa la politica, per le scelte economiche e strategiche effettuate e ancora da farsi. La filosofia (si direbbe) per un opportuno mutamento del pensiero. E il mondo del cinema, dove, durante la presentazione, il nostro universo, dedito al mito del petrolio e della crescita dannosa per l’ambiente, è stato paragonato alla matrice del film dei Wachowski: “Ogni qualvolta pensate che al petrolio non ci sia alternativa, non siete voi, è Matrix che parla. Quando ragionate sul progresso in termini di danno ambientale inevitabile, non è una vostra riflessione, è Matrix che vi condiziona” sono state alcune delle spigolature di Angelo Consoli.

L’impatto della vita reale. Un nuovo orizzonte da sviluppare e un cambiamento radicale della struttura stessa del pensiero sul mondo sono richiesti, questo è certo. Fino ad ora le rinnovabili erano state prese in esame principalmente dal punto di vista tecnico, mentre l’approccio del libro vuole essere, per l’appunto, olistico. Appena uscita dalla presentazione, lo scontro con un signore in motocicletta privo di casco e con un tubo di scarico visibilmente non omologato mi ha riportato bruscamente alla realtà. L’enormità degli apporti trattati, la convergenza auspicata (e felice?) di politica, economia e quotidianità rinnovata, hanno messo alcuni auditori della presentazione davanti a qualche dubbio, da fugare solo con una lettura approfondita del testo. La risposta concreta che le energie rinnovabili dovrebbero offrire è da destinarsi invece alla pratica. Un problema sul quale ci si interrogava ancora, persino in ambito accademico, e con qualche brivido, fino a poco tempo fa.

Difficili, certo, da capire, le dinamiche, per un paese che è ancora intento a interrogarsi su cosa sia l’uguaglianza; ancora più difficile da accettare, persino tra i giovani, l’ipotesi di una totale rivoluzione culturale, che sradichi e tramuti le radici del mondo che sono abituati a conoscere. Eppure, via il petrolio-via il problema non sarebbe, secondo Consoli, così difficile. Una cosa è certa: se almeno l’estetica di questo nuovo mondo fosse curata quanto quella di Matrix, sarebbe davvero bellissimo.

(A cura di Antonella Attanasio – antonellattanasio84@gmail.com)

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Architetto, sbarcata a Manfredonia due anni fa, ho studiato a Roma e Praga e lavorato e vissuto a Parigi per qualche anno. Dopo un corso di formazione in una casa editrice di Bari, al momento mi occupo di giornalismo: curo in particolare la sezione culturale di Stato Donna, ma collaboro anche con altre testate, tra cui Stato Quotidiano.

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