“Io solitamente non mi stanco mai”: parola della miss pugliese Floriana Rignanese, un vero e proprio “tsunami” d’energia, come si definisce lei stessa, a Roma in vista dei suoi progetti professionali futuri.

La sua carriera nel mondo dello spettacolo è cominciata quando era ancora minorenne, con il concorso di Miss Italia. “Doveva essere solo una passione”, racconta, “ma a distanza di anni è diventata una professione. È stato un inizio divertentissimo: che la strada dello spettacolo potesse rivelarsi per me quella giusta emergeva già da allora dal fatto che, al di là della bellezza, sono una persona molto loquace, mi piace stare in mezzo alla gente e provo una grande gioia a salire su un palco. Questa predisposizione mi ha permesso di coltivare la mia passione, e da lì è nata la grande avventura nel mondo dello spettacolo che dura ormai da vent’anni: ho accumulato tante esperienze tra moda ed eventi, decine e decine di conduzioni di spettacoli, sia nelle piazze che in tv. Importantissimo è stato l’incontro con Michele Placido che mi ha preservata da eventuali “storture” in ambito artistico – perché è un mondo delicatissimo – permettendomi di fare, piuttosto, un’esperienza dura, impegnativa, seria, che mi ha insegnato il metodo di lavoro.

Quali sono state le tue ultime esperienze professionali?

Due programmi televisivi gastronomici, “A tavola con Floriana” e “Una miss in cucina”, in onda tutti i giorni su Telefoggia Shopping e sul canale web Insomnia Tv.

Ti piace cucinare quindi.

Provenendo dal mondo della moda avevo tutto un altro background, era qualcosa che non avevo in previsione, ma, siccome sono una buongustaia ho accettato la sfida e devo dire che sta andando alla grande: mi ci diverto e sto imparando a cucinare.

I piatti che proponete sono della tradizione pugliese?

Sì, assolutamente: sono tutti piatti pugliesi, rivisitati in base alle scelte degli chef, scelte che risentono del loro bagaglio di formazione personale, svoltasi in Italia e all’estero. I prodotti che utilizziamo, inoltre, sono rigorosamente locali, provenienti dalle aziende agricole del territorio pugliese.

Oltre alle trasmissioni gastronomiche, di cosa ti stai occupando? Come mai sei a Roma?

Collaboro spesso con associazioni di Roma, città che ho scelto, che ritengo offra molte possibilità. Credo che la mia mentalità, il mio modo di fare, le mie ambizioni, siano più in linea con una città artistica come questa – la televisione, il cinema, si fanno fondamentalmente qui -; poi è una città anche molto “meridionale”, vicina alle abitudini del contesto da cui provengo: c’è disponibilità, giovialità. Sicuramente è anche una città impegnativa da vivere, ma sotto il profilo umano mi dà tanto. In questi giorni qui a Roma sono stata ospite alla presentazione del libro di Antonio Zequila, che è un mio caro amico. Ho lavorato con lui in passato, mi sono occupata di alcune conduzioni con lui a Caserta in occasione della finale nazionale di “Ragazza Cinema Ok”. Da allora è stato un amore a prima vista artisticamente parlando, ora stiamo cercando di collaborare a progetti anche cinematografici, insieme stiamo pensando a un cortometraggio sul bullismo e sulla omosessualità nel quale vogliamo coinvolgere molti amici attori.

Guardando al passato, cosa consiglieresti alle ragazze più giovani che vogliano intraprendere il tuo stesso tipo di percorso?

Consiglierei loro di non rinunciare ai propri sogni perché è un diritto legittimo di ogni ragazza; noi, piuttosto, abbiamo il dovere di sostenerle. Però consiglio loro anche di pensare a delle alternative, di studiare: il solo spettacolo non basta ma bisogna vivere, parallelamente a questo, la vita di tutti i giorni, mantenendo i piedi per terra.

I tuoi obiettivi da qui a 20 anni?

Sicuramente quello di avere una famiglia: prima non ci pensavo, ora inizio a pensarci perché in questo momento della mia vita sento in modo particolare il legame con le mie radici, con i valori della famiglia dalla quale provengo, alla quale sono molto legata e che ho coinvolto nel mio lavoro. Sento anche il bisogno di diventare mamma e, tornando alla cucina, cucinare per il mio uomo, per i miei bambini, per i miei amici.

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