Foggia. Il prof. Fausto Tricarico è uno di quei pochi medici che, guardandoti dritto negli occhi, disserta, senza esitazione alcuna, di “neoplasie del colon retto” e di “anastomosi” con la stessa chiarezza ed intelligibilità con cui affronta argomenti meno impegnativi e più frivoli. Nato a Troia nel 1953 , si è laureato in medicina a Napoli ed ha conseguito, successivamente, la specializzazione in Chirurgia di Urgenza e Pronto Soccorso; a tutt’oggi ricopre l’incarico di Direttore della “Struttura complessa di Chirurgia generale ospedaliera” presso gli Ospedali Riuniti di Foggia e di Capo del Dipartimento chirurgico.

Questo nuovo assetto organizzativo della ASL, voluto fortemente dalla spending review con l’obiettivo precipuo di garantire un miglioramento della efficienza della macchina statale, ha, certamente, attuato una ottimizzazione dei costi, riducendo la spesa pubblica, ma ha anche eccessivamente “burocratizzato” la Sanità. Il prof. Tricarico, con riferimento alla riforma attuata per consentire il contenimenti dei costi di gestione della sanità, all’uopo considera come, essa sia comunque necessaria , attesa la inoppugnabile problematicità in cui versa la sanità pubblica, a causa , principalmente, di quella scomoda falla a tutt’oggi aperta nei bilanci dello Stato. Tuttavia, osserva, come sia inopinabile la circostanza che il pericolo che si corre applicando in maniera indiscriminata queste misure correttive di carattere manageriale sia quello di ridurre il ruolo del primario a quello di un mero burocrate, proclivo principalmente a fare quadrare i conti con la ovvia conseguenza che si rischi di trascurare il paziente-utente che è e deve essere la figura centrale e predominante nel sistema sanitario.

Il prof. Tricarico è un professionista pragmatico per indole ma anche per esigenze contingenti dal momento che non è sempre agevole svolgere il ruolo di primario in uno dei reparti, nella specie, quello di chirurgia d’urgenza, in cui, giocoforza, è necessario possedere la lucidità e la prontezza per fronteggiare sia evenienze traumatiche che quelle spontanee. Ed è indiscutibile come sia ancora più oneroso per un professionista responsabile e coscienzioso fare i conti con il dilagare del fenomeno delle richieste di risarcimento danni avanzate da pazienti che, incardinando giudizi a volte temerari, attribuiscono ai sanitari responsabilità professionali molto spesso infondate. Nonostante l’impatto della legge Balduzzi sul sistema della responsabilita’ civile in ambito sanitario – e la conseguente attribuzione della natura contrattuale alla responsabilità del sanitario – attualmente il nostro Parlamento è stato nuovamente investito della controversa questione della natura della responsabilità professionale ascrivibile al medico anche alla luce dell’incremento esponenziale delle controversie, sia penale che civili, promosse ai danni di strutture sanitarie e medici.

A tale proposito il prof. Tricarico evidenzia come, sebbene il 98% di questi i giudizi si concluda con l’archiviazione, atteso che viene acclarata la non sussistenza degli estremi di reato di omicidio colposo paventato dai ricorrenti, tuttavia, inspiegabilmente, i mass-media dimentichino di diffondere le notizie di assoluzione con la stessa solerzia con cui “sbattono il mostro in prima pagina”. Nessun intervento chirurgico è qualificabile come di facile esecuzione e scevro di rischi: Tricarico precisa come, a volte, durante l’esecuzione di un intervento chirurgico “può subentrare un accadimento che non è qualificabile come “errore” bensì come “complicanza” in rapporto alle difficoltà dell’intervento medesimo. Non è dunque trascurabile come il confine fra errore e complicanza non è sempre ben demarcato. Il nostro è un reparto adeguato , che deve fare fronte a circa 2000 ricoveri annui e a circa 1700 interventi con un numero di complicanze registrabile per statistica. La chirurgia è fatica, sacrificio e responsabilità e, dal momento che il nostro obiettivo è il paziente ed il suo stato di salute, occorre che l’impegno profuso sia sempre il massimo”.

Da quanto argomentato dal prof. Tricarico e dalla sua attività professionale esercitata , da innumerevoli anni, nelle corsie del suo reparto emerge ,ictu oculi, la passione di un medico che con fatti concreti e non solo con vacue parole , sta dedicando parte della sua esistenza , al malato e alle sue esigenze, con spirito di abnegazione e grande modestia,comprendendone le ansie,le paure più o meno motivate, le angosce di chi è costretto a sottoporsi ad interventi chirurgici spesso delicati ed invasivi. Il prof.Tricarico evidenzia come,per affrontare un intervento chirurgico complesso siano necessari tre fattori: il paziente, con le sue peculiarità fisiche come, ad esempio, la assenza di patologie pregresse che contribuiscono a garantire una migliore riuscita dell’operazione; il chirurgo, inteso non semplicemente “uti singulus” bensì come organizzazione di cose e persone (macchinari ed attrezzature , infermieri, personale ausiliario, OSS) che cooperano alla buona riuscita di un intervento; non ultima, la famiglia del paziente che deve collaborare riuscendo a compr endere e a reagire agli imprevisti, evitando sterili polemiche , “poiché chi cura non è responsabile della malattia”.

È opportuno segnalare la nascita della “BREST UNIT” (Unità cura del cancro della mammella), istituita recentemente presso gli Ospedali Riuniti di Foggia al fine di effettuare il trattamento e l’assistenza interdisciplinare delle patologie neoplastiche della mammella. L’obiettivo , ci riferisce il prof. Tricarico, è quello di offrire un trattamento di altissima qualità, conformemente a quanto previsto dalle linee guida europee, nell’ottica di una ottimizzazione dei tempi e delle risorse. A tale fine il prof. Tricarico, spiega come le figure professionali coinvolte , quali oncologo, senologo, psicologo, radiologo,biologo molecolare, permettano di individuare e standardizzare il trattamento “confezionandolo su misura su ogni paziente”, in virtù delle peculiarità fisiche e della storia clinica di ciascuno. E ci sia auspica che la campagna di prevenzione promossa dal reparto di Chirurgia di urgenza di Foggia in collaborazione con il Lions club di Foggia, finalizzato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori del colon-retto possa contribuire a scongiurare sempre piu casi di questo tipo di neoplasie purtroppo al secondo posto per diffusione .

Pertanto, ad maiora ! E non resta che augurare al reparto di Chirurgia d’urgenza di Foggia un in bocca al lupo e un buon lavoro, sperando che al comando di questa complessa e multiforme macchina vi sia sempre il prof. Tricarico, un professionista competente e versatile che ha il merito e l’innata virtù di non avere mai dimenticato di essere, oltre ad un bravo chirurgo, prima di tutto, un uomo , che ha di fronte a sé, quotidianamente, non solo pazienti ma anche esseri umani con cui si rapporta, da circa un trentennio, con grande umanità e dedizione.

(A cura di Cinzia Meccola – avvocatomeccola@virgilio.it)

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