Congedo parentale
PH: www.mamme24.it

In Svezia il congedo parentale esiste dal 1974 e fin dalla sua istituzione ha garantito parità di trattamento per mamme e papà, che oggi possono usufruire, in totale, di ben 480 giorni di congedo pagato, di cui 90 riservati alla madre, 90 al padre e i restanti divisi liberamente secondo le necessità, fino al raggiungimento del nono anno d’età da parte del bambino. A ciò si aggiunge un contributo finanziario nel caso in cui i giorni siano utilizzati in modo equo da parte dei genitori.

In Italia, invece, il congedo parentale per i papà esiste solo dal 2013 (introdotto con la Legge n. 92 del 28 giugno 2012). Fino all’anno scorso i papà lavoratori dipendenti, in Italia, potevano godere di un solo giorno di congedo di paternità obbligatorio più due giorni di congedo facoltativo, quest’ultimo, però, alternativo a quello di maternità della madre (se i due giorni venivano richiesti dal padre, la madre doveva rientrare dal proprio congedo di maternità due giorni prima).

Dal 1 gennaio 2016 la situazione è cambiata, anche se non di molto: i giorni di congedo paternità obbligatori – quelli, cioè, che non influiscono sul numero di quelli di maternità della madre – saranno due. Potranno essere richiesti anche contemporaneamente al congedo obbligatorio della madre, comunque sempre entro i primi cinque mesi dalla nascita del bambino.

Entrambi i tipi di congedi paternità possono essere presi in giorni consecutivi ma non frazionati in ore. Per entrambi, i papà hanno diritto a un’indennità, a carico dell’INPS, pari al 100% della propria retribuzione, ma che può essere anticipata in busta paga dal datore di lavoro.

COME FARNE RICHIESTA

Se l’indennità è anticipata in busta paga dal datore di lavoro è necessario presentare a lui la richiesta in forma scritta almeno 15 giorni prima delle date prescelte (è possibile indicare nel novero dei due giorni, se lo si desidera, la data prevista per il parto). Se invece l’indennità è pagata direttamente dall’INPS è necessario presentare domanda on-line sul sito dell’Istituto o in alternativa rivolgersi a un patronato.

IL RACCONTO DI UN PAPA’

Un papà italiano che vive con la propria famiglia in Svezia ha creato il blog “Diario di un papà dopo il congedo parentale” per raccontare la sua esperienza vicino alle proprie figlie nel corso di questo periodo. Di seguito se ne riporta uno stralcio relativo al periodo di congedo parentale, a proposito del percorso di inserimento – come si vedrà, molto diverso dalla realtà italiana – di una delle figlie, all’asilo. Dalle sue parole trapela tutto l’entusiasmo che deriva della partecipazione agli eventi che segnano le tappe di crescita delle proprie figlie, mettendo in luce quanto il periodo di congedo possa rivelarsi utile, contribuendo a ridefinire i ruoli tradizionali nel nome delle pari opportunità.

“L’inserimento, due settimane, lo farò io. Lo feci anche con Eleonora. Periodo interessante ed emozionante allo stesso tempo. I primi due giorni di solito si sta in classe con i bimbi. Poi ci si inizia ad allontanare, prima mettendosi con gli altri genitori nella cucinetta a bere il caffè, poi verso il decimo giorno a portata di cellulare. Ricordo il magone la prima volta che la sentii piangere mentre mi allontanavo, e ricordo anche la “delusione” quando già al terzo giorno non pianse nemmeno una lacrima. Ma come? Si è accorta che non sono più nella stanza? Non le manco di già??

E se ieri Sofia mi sembrava così grande adesso, davanti a questa lettera, mi sembra così piccola! Forse perché ancora non cammina, o forse, giustamente, perché in effetti non ha nemmeno 13 mesi.”

Fonti:

Il cosmopolita curioso

Congedoparentale.blogspot.it

27esimaora.corriere.it

Guidafisco.it

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