Chi paga e come

Con la legge di Stabilità il Canone Rai cambia forma (di pagamento) ma senza mutare molto nella sostanza: non più un bollettino ma un addebito sulla bolletta elettrica. Perché la Stabilità parte dal presupposto che laddove ci sia una residenza anagrafica e un contratto di fornitura dell’energia elettrica a nome del residente vi sia un apparecchio per guardare la TV. Il balzello non riguarda solo i televisori, ma tutte le apparecchiature dotate di un sintonizzatore per la ricezione del segnale – terrestre o satellitare – di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva (“apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” secondo il RDL 246/1938): quindi anche ricevitori TV portatili e per mezzi mobili; ricevitori radio fissi, portatili e per mezzi mobili con abbonamenti speciali per ricevere il segnale radiotelevisivo e terminali d’utente per telefonia mobile dotati di ricevitore. Soggetti al Canone anche quegli apparecchi che risultano adattabili alla ricezione della radiodiffusione, cioè: videoregistratori dotati di sintonizzatore TV; chiavette USB e schede per computer dotate, le une e le altre, di sintonizzatore radio/TV; decoder per il digitale terrestre; ricevitori radio/TV satellitare. Pertanto, nulla cambierebbe ai fini del pagamento se si privasse un normale televisore del sintonizzatore di cui è dotato, per esempio per utilizzarlo solo per la visione di DVD. Non sono soggetti al Canone, invece, computer privi di sintetizzatore TV perché, pur permettendo di guardare e ascoltare i canali televisivi pubblici, non ricevono il segnale terrestre o satellitare ma si avvalgono della rete.

Il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare, anche se si fosse intestatari di più allacciamenti elettrici; pertanto, non sarà dovuto per la seconda casa, a meno che questa non sia data in affitto a terzi: in tal caso sarà l’inquilino a dover provvedere al pagamento del Canone (art. 1 R. D. L 21/2/1938 n.246), anche nel caso in cui l’intestatario della bolletta elettrica fosse il proprietario dell’abitazione. Resta fermo che i detentori di apparecchi presso esercizi commerciali sono tenuti al pagamento dell’apposito canone speciale.

Quando e quanto si paga

L’importo è leggermente diminuito: dai 113,5 euro degli anni precedenti ai 100 euro per il 2016, di cui 70 saranno addebitati sulla bolletta elettrica di luglio e i 30 rimanenti spalmati nelle bollette successive. Si tratta, per questo aspetto, di un soluzione transitoria: dal 2017 in poi il Canone sarà spalmato su 10 rate da 10 euro l’una. Nei prossimi giorni, comunque, verrà attivato un numero verde per fornire i chiarimenti necessari a chi li richiedesse.

Chi non paga

Chi non possiede nessuno degli apparecchi soggetti al Canone (vedi sopra) deve presentare una dichiarazione di non detenzione, rilasciata sotto la propria responsabilità anche penale ai sensi del DPR 445/2000, all’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S. A. T., con le modalità che saranno definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia stessa. Dal 1 gennaio 2016, inoltre, non è più possibile effettuare la disdetta per suggellamento degli apparecchi.

Chi non ha pagato

La presunzione di detenzione di cui alla nuova legge di stabilità opera a partire dal 1 gennaio 2016.

Chi non pagherà

I cambiamenti introdotti dalla Legge di Stabilità favoriranno notevolmente la lotta all’evasione. Il ricavato sarà destinato ad ampliare la fascia di ultra75enni esenti dal pagamento, portando il limite reddituale per questi ultimi da 6.713,98 euro a 8.000 euro. Comunque, per adesso la legge prevede solo le modalità per costituire tale fondo.

Chi chiede cambiamenti

Sulla piattaforma Change.org sono comparse, negli ultimi giorni, diverse petizioni che vanno dalla richiesta di completa abolizione del Canone all’introduzione di modifiche sostanziali. L’Unione Nazionale Consumatori, per esempio, chiede, tra le altre cose, che vi sia una riduzione dell’importo a 77 euro (per mantenere il gettito invariato rispetto al passato, considerato il recupero dell’evasione), l’innalzamento del limite di reddito per le esenzioni relative agli over 75 e l’estensione dell’agevolazione a chi ha meno di 75 anni (con riferimento al reddito familiare). Da modificare, secondo i firmatari di tale petizione, anche diversi altri aspetti del servizio televisivo pubblico, relativi sia alla pubblicità – per esempio, l’abolizione di quella ingannevole, degli spot sul gioco d’azzardo, delle scritte pubblicitarie trasmesse nel corso dei programmi – sia al palinsesto stesso: più programmi a tutela dei consumatori, più attualità, più grandi eventi in diretta. Richieste, non da ultime, anche anche più tutele per i minori davanti al teleschermo.

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Fonti:

Canone Rai

Change.org

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