Anna (nome di fantasia) e’ una donna di 55 anni: per un ascesso dentale si è ritrovata in sala di rianimazione dove ha trascorso un mese e mezzo in stato di coma. La signora si è rivolta all’associazione Avvocato del Cittadino per raccontare la sua storia e ricevere tutela.

Questi i fatti – “E’ il mese di luglio 2015 e la donna, decide di rivolgersi al suo dentista per quel fastidioso dolore che le provoca un dente dell’arcata inferiore. Nonostante l’avvio di una cura canalare, il patimento non svanisce, anzi, la situazione degenera: in pochi giorni la guancia inizia a gonfiarsi fino a diventare un tutt’uno con il collo. La signora Anna, che nel frattempo aveva deciso di passare qualche giorno al mare, rende edotto il suo dentista dell’improvviso peggioramento della situazione e dell’insopportabilita’ del dolore e le manda delle foto e dei messaggi tramite Watshapp. Lui le risponde: prendi l’antibiotico e non fare altro, se ti farai visitare da qualche medico ti verra’ consigliato di togliere il dente, ma tu non farlo(!).

La donna, finche’ puo’, segue il consiglio. La corsa al pronto soccorso ed il coma – “Da qui in poi, Anna non riferisce più la sua storia come un ricordo ma come un racconto dei suoi famigliari – dice Emanuela Astolfi, presidente di Avvocato del Cittadino – il dolore la devasta ed il marito la conduce in un primo momento al pronto soccorso ad Aprilia e successivamente al pronto soccorso del Policlinico Gemelli in Roma, dove viene operata d’urgenza per una mediaspinite da ascesso dentale. Le vengono estratti tutti i denti. L’infezione e’ estesa, troppo estesa: a seguito dell’intervento il primario comunica alla sorella ed al marito di Anna che la donna ha poche possibilita’ di sopravvivere e che devono prepararsi all’idea di perderla”. La signora trascorre un mese e mezzo nella sala di rianimazione del nosocomio, in stato di coma. Poi, miracolosamente, si risveglia.”Miracolosamente” ribadisce piu’ volte nel suo racconto.

Responsabilità medica – “I denti è meglio non toglierli mai: solo quando non c’e’ proprio piu’ nulla da fare bisogna procedere all’estrazione”: queste sono le parole che Anna si e’ sempre sentita ripetere dal proprio dentista, che l’ha avuta in cura per 10 anni. Ed anche l’ultima volta, prima della tragedia. Anna, attraverso i legali dell’associazione Avvocato del Cittadino, sta combattendo la sua battaglia per il riconoscimento della condotta colposa del dentista ed il conseguente risarcimento del danno patito. Tutti coloro che hanno bisogno di informazioni e consulenze per casi di malasanita’ possono rivolgersi all’associazione, attraverso i contatti riportati sul sito www.avvocatodelcittadino.com

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