Chi non ricorda gli anni di “Non è la Rai“? Le trentenni se li ricorderanno bene, perché anche se allora erano poco più che bambine guardavano il programma e partecipavano attivamente da casa, “agghindandosi” come le ragazze della trasmissione e a volte ballando e cantando insieme a loro davanti alla TV i tormentoni della disco-music e della dance di quegli anni.

Negli armadi di casa prendevano tutto ciò che poteva servire a vestirsi come le “ragazze di Non è la Rai”: cinture, collane, trucchi, accessori coloratissimi di ogni tipo. Coinvolgevano a volte anche noi mamme nel fare loro strane acconciature fatte di codini con fiocchetti colorati e improbabili trecce, così da sentirsi più somiglianti alle allora famose ragazze della trasmissione.

http://www.youtube.com/watch?v=GH9CKX3teaM

Noi mamme eravamo un po’ divertite guardando le nostre figlie, ma anche un po’ scettiche nei confronti del messaggio che il programma avrebbe potuto dare loro: erano tante, giovanissime, sicuramente brave ragazze, che studiavano o già lavoravano, ma a vederle così non incarnavano appieno ciò che avremmo voluto per il futuro delle nostre figlie. A loro invece piacevano tanto. Quella “nuvola” di adolescenti vestite tutte uguali che si divertivano a cantare e ballare, che si commuovevano languidamente ascoltando canzoni d’amore… era per loro un sogno. Credo che moltissime, in quei momenti di spensieratezza, abbiano pensato tra sé e sé: “E’ questa la mia strada!”. Probabilmente altrettante, oggi, sono contente che non sia andata così.

Adesso a distanza di tempo la ricordiamo insieme, madri e figlie, sorridendo con tanta tenerezza per l’ingenuità di allora.

 

[A cura di: JVintage, blogger]

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here