Roma. “Sheng nu“: “Avanzi-donne”. Sono chiamate così in Cina le ragazze che dopo i 27 anni non sono sposate. Di recente, milioni di cinesi si sono appassionati per un video-documentario sul tema “con molte lacrime”. “Non è solo un insulto lanciato da maschilisti volgari e frustrati, il termine è stato usato sui giornali controllati dal governo comunista e in tv. Negli ultimi anni, mentre cresceva l’indipendenza femminile e il successo professionale delle giovani cinesi, l’espressione ingiuriosa è diventata così comune da essere inclusa nel dizionario di mandarino per decisione delle autorità ministeriali“, come riporta un testo di Guido Santevecchi sul Corriere della Sera.

Nel video, le donne intervistate configurano la problematica attraverso una differente interpretazione: “Ho un bellissimo lavoro, ottime prospettive di carriera, questo si chiama ‘potere femminile’, altro che avanzi-femminili“. Come riportato ancora nel testo del Corriere della Sera, le ‘avanzi-donne’ in verità sono in gran parte “laureate, giovani in carriera che vivono in città e hanno trovato un buon lavoro“. Questo mentre “In Cina la tradizione richiede che un ragazzo sia superiore alla fidanzata e guadagni più di lei“.

Il 7 aprile – primo giorno di pubblicazione del video, lanciato sotto l’hashtag #changedestiny – sono state oltre 1,5 milioni le visualizzazioni sul web.

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