ROMA (Reuters) – Il cosiddetto referendum sulle trivelle, che potrebbe essere l’ultima consultazione con le vecchie regole prima della definitiva attuazione della riforma costituzionale, si è concluso senza quorum, con un successo politico per il premier Matteo Renzi e la conferma degli impianti offshore entro le 12 miglia di Eni ed Edison. Il dato definitivo sull’affluenza, diffuso questa mattina dal sito web del ministero dell’Interno, dice che si sono recati alle urne il 31,18% degli aventi diritto (tenuto conto anche degli elettori all’estero), quasi 19 punti percentuali in meno della soglia minima per i referendum abrogativi. L’unica regione in cui ha votato oltre il 50% degli elettori è stata la Basilicata. (Reuters)

REFERENDUM, MICELI (FILCTEM-CGIL): “INUTILE PER GLI ITALIANI. ORA SI APRA SUL SERIO IL CONFRONTO SULLA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE”. “Si è voluto sottoporre a referendum il tema di una ulteriore accelerazione della fase di transizione energetica e questa scelta è stata sconfitta dell’esito della consultazione”: a dirlo è Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, alla luce dei dati sull’affluenza nella consultazione referendaria. “Ora – aggiunge – si apra sul serio il confronto di merito sulla Strategia Energetica Nazionale: probabilmente sarà necessario discutere della politica energetica in sede europea”. “Comunque – conclude il leader sindacale – è una bella giornata per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, anche dell’indotto, che così potranno guardare con maggiore tranquillità alla propria prospettiva e a quella delle loro famiglie”.

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