Roma. Conto alla rovescia referendario in tutta Italia. Questa mattina urne aperte dalle 7 alle 23 per il referendum popolare sulla durata delle trivellazioni in mare. Oltre 3 milioni e mezzo di elettori pugliesi aventi diritto, su un totale di 4016 sezioni, sono chiamati ad esprimersi sul quesito abrogativo promosso da 9 consigli regionali che prevede la cancellazione dell’articolo 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006 numero 152 (Norme in materia ambientale). Perché la proposta venga approvata, dovranno votare ‘Sì’ il 50% più uno degli aventi diritto al voto. I dati sull’affluenza verranno resi noti dal Viminale alle ore 12, 19 e alle 23. Prosegue senza sosta l’attività di appello al voto parte del coordinamento regionale referendario No-Triv pugliese, dopo l’intensa maratona elettorale per battere il quorum, che ha visto riuniti dal 10 al 15 aprile i comitati per il ‘Sì’ di tutti i comuni italiani. Tutto il corpo elettorale è pari complessivamente a 46.732.590, ai quali vanno aggiunti 3.898.778 di elettori residenti all’estero, che esprimeranno il proprio voto per corrispondenza. Il numero dei giovani che per la prima volta andranno al voto è pari a 828.519. (A cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)

Referendum Trivelle, 10 cose da sapere per votare informati

REFERENDUM: MATTEO RENZI DENUNCIATO ALLA COMMISSIONE UE. Il Codacons ha presentato ieri un esposto alla Commissione Europea contro il Premier Matteo Renzi, per le sue dichiarazioni sull’astensionismo al referendum sulle trivelle. “Renzi sta violando palesemente le disposizioni dell’Europa – spiega il leader del Codacons, Carlo Rienzi – In occasione della riunione 1042 bis del 27 novembre 2008, il Comitato dei Ministri ha emanato una risoluzione con la quale si invitano le autorità pubbliche all’interno degli Stati Membri ad attenersi al “Codice di Buona Condotta sul referendum”. Tra i principi fissati da tale codice si prevede che “il suffragio libero include la libertà degli elettori di esprimere i loro desideri, nonché la libertà degli elettori di formarsi un’opinione, basata sulla libertà dei mezzi di comunicazione, la neutralità dei media pubblici e il rispetto del principio di unità di contenuti; i principi del patrimonio elettorale europeo possono essere attuati solo se sono soddisfatte determinate condizioni, in particolare il rispetto dei diritti fondamentali e l’organizzazione imparziale del referendum”. Con la sua battaglia in favore dell’astensionismo, è evidente che il nostro Presidente del Consiglio sta venendo meno agli obblighi previsti dal Codice europeo sul referendum, cui lo Stato Italiano ha deciso di attenersi – prosegue Carlo Rienzi – Per tale motivo abbiamo presentato una denuncia contro il premier Renzi alla Commissione Ue”.

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