Roma. IL Consiglio di Stato ha dato il via libera al canone RAI in bolletta dopo lo stop del mese scorso al provvedimento. Intanto a viale Mazzini è emerso un “caso corruzione con la sospensione del gip di Roma di due funzionari accusati di aver percepito tangenti per gli appalti sulla fornitura delle luci per alcune trasmissioni, tra le altre anche Sanremo 2013”. Lo riporta l’Ansa.

Come riporta Ilsol24ore, “in particolare, il massimo consesso della giustizia amministrativa chiedeva la garanzia che il possesso di più apparecchi non comporti a regime il pagamento ripetuto del canone, che i dati dei cittadini siano trattati secondo la normativa sulla privacy e che «la remunerazione delle aziende elettriche» per il servizio non vada «ad aumentare la bolletta elettrica»”.

CODACONS: MA RIMANE CAOS. ANCORA POCHE INFORMAZIONI E I DUBBI DEI CITTADINI RESTANO SENZA RISPOSTA. Nonostante il parere favorevole del Consiglio di Stato alla riforma del canone Rai, permane ancora una situazione di generale caos sul fronte del pagamento in bolletta. Lo afferma il Codacons, che spiega: “A 3 mesi dall’entrata in vigore del canone in bolletta le informazioni rese agli utenti sono ancora scarse – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Tanti sono ancora i dubbi sulle modalità di riscossione, sulle esenzioni, sugli obblighi per gli utenti connessi alla nuova misura. I cittadini non hanno ancora capito chi è tenuto al pagamento del canone, per quali apparecchi e per quante abitazioni, e veri e propri dilemmi si aprono nel caso di conviventi, coinquilini, badanti, colf, studenti fuori sede, ecc. Il Governo deve provvedere a rendere informazioni capillari e precise altrimenti, anche in presenza del parere favorevole dei Consiglio di Stato, l’inserimento del canone Rai in bolletta dovrà essere rimandato” – conclude Rienzi.

UNC: ORA PERO’ EMANATE SUBITO IL DECRETO. DATA DICHIARAZIONE VA SPOSTATA AL 31 MAGGIO. Dopo l’ok del Consiglio di Stato al decreto del ministero dello Sviluppo Economico il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, ha riconosciuto il costruttivo contributo dato dal Consiglio di Stato. “Bene, meglio tardi che mai. Ora, però, il ministero dello Sviluppo economico deve immediatamente emanare il decreto, così da dare certezze ai consumatori, sia sulla voltura del canone tra vecchio abbonato Rai e utente elettrico, sia sul pagamento del canone in unica soluzione entro il 31 ottobre per i non titolari di utenza elettrica” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione ricorda, comunque, che sono ancora molte, troppe, le cose che vanno chiarite. Ecco perché nel decreto sarebbe bene spostare i termini per presentare la dichiarazione al 31 maggio. L’Agenzia delle entrate, infatti, non poteva unilateralmente stabilire termini successivi al 16 maggio, visto che entro il 31/5 deve comunicare i dati all’Acquirente unico. Il Mise, invece, può spostare di 15 giorni entrambi i termini che sono contenuti, appunto, nel decreto che era stato bocciato dal Consiglio di Stato.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO