Ed ecco che arriva l’8 Marzo. E vai con le solite solfe. Viva le donne. Auguri alle donne. Grandi le donne. Quanto sono in gamba le donne. Premetto che non sono una femminista e non mi piacciono gli integralismi. Ma a me ‘sto giorno nel calendario infastidisce. E non per dire banalmente che l’8 marzo è ogni giorno. Che sia così per le donne è normale. E non solo per loro, ma per ogni essere umano che lotta ogni giorno, con coraggio, contro ogni forma di violenza, pregiudizio e discriminazione. Pensiamo alle spose bambine, alle donne che vedono calpestata la propria dignità sotto un soffocante burqa, ai bambini violentati, agli uomini che hanno un animo femminile e per questo vengono considerati “diversi”.

Ecco, forse se pensassimo a tutto questo, ogni giorno, forse allora potrebbe anche esserci un giorno celebrativo nel calendario, che serva solo per farci meditare un po’ di più nel corri corri delle continue offese, e che non sia la “Festa delle donne”, ma la “Festa dell’uguaglianza e del dialogo tra le anime”. Il femminile e il maschile sono due mondi diversi, ma è dal loro incontro che si genere bellezza. Perché sì: uomini e donne sono diversi. Che poi vai a spiegare cosa significhi essere donna. Fosse facile. Gli auguri non fateceli questo benedetto 8 di marzo, non ci servono. Essere donna è troppo complicato. Ma le donne deboli non sono e lo hanno dimostrato nel corso della storia. Lottano sempre, e chi lotta non è debole.

Poi andiamo alla quotidianità, alle piccole cose dell’essere donna. Mettiamo una donna con un malu carattere. Sensibile, tenace, a tratti bisbetica o diversamente simpatica, e a dir poco stronza. Bel cocktail. Una miscela esplosiva che ti taglia al primo sorso. Mettiamo la sveglia del mattino e l’umore ballerino, l’altalena di emozioni tra un sole di maggio, un pomeriggio di settembre, e una sera gelida di febbraio. Mettiamo le corse al lavoro, la forza, la grinta. E il non arrendersi mai e il vaffanculo tutti. Ogni Santo giorno.

E l’essere intransigenti ed incontentabili, e il riconoscersi fragile, e il capire ogni tanto che non si è mica macchine. E il limite, umano, del crollo, anche emotivo mentre suona una canzone. E le metafore? Ah, le donne vivono di metafore, dietro ogni cosa c’è un mondo di altri significati latenti, sottesi, da esplorare, esplorare ed esplorare. Mettiamo poi la voglia matta di cioccolato e il viaggio dentro un romanzo, e la poesiache le commuove, e l’arte che le stringe a sé, quando si trovano davanti ad un quadro e sarebbero perfino capaci di piangere o di ridere a crepapelle. Chiamatele emozioni, chiamatele come cavolo vi pare, ne sono attraversate in ogni istante. Su e giù, belle, brutte le invadono e domarle è un lavoraccio.

Mettiamo la consapevolezza del loro essere in perenne lotta, il lungo meditare e meditare e meditare. Senza mai arrivare ad una meta definitiva e irreversibile. Mettiamo  pure un po’ di  vanità. Sì, la vanità. E la bellezza di sentirsi femmina fino al midollo. Innamorate anche di un tacco 12 e di uno champagne. E la calza che si smaglia e i capelli indomabili, se sono di cattivo umore, e quel corpo che danza con loro e con ciò che sentono momento dopo momento. Mai un po’ di tregua.

E badate, poi c’è la lotta continua nel dover mostrare che oltre al corpo, c’è ancheun’anima e magari un cervello. Una donna deve sempre mostrarlo. Ma poi di questa lotta, che dura ai giorni d’oggi (perché i cretini non si estinguono mai), le donne ad un certo punto se ne fottono. Finite le insicurezze, camminiamo coraggiose, seguono i loro istinti e amano la vita. E certo che vi includono in essa anche qualche frivolezza. Le impalcature, i gessi, le gabbie non fanno per loro.

Mettiamo la creatività, libera di volare e di solcare orizzonti senza fine, e infine, mettiamo la capacità di commuoversi, di immedesimarsi nell’altro, di comprendere, di tollerare, di trovare un punto di incontro nella estenuante ricerca del dialogo, perché ogni tassello torni al suo posto, perché ogni straccio sia ricucito, se ne vale la pensa, se no vaffanculo. Buone sì, ma fesse mai.

E poi mettiamo l’amore. Ecco qui possiamo fermarci. Non c’è essere maschile al mondo capace di amare come una donna. Ma essere donna è infinitamente bello. È il più bel viaggio che si possa fare nella vita, una continua scoperta, una continua scommessa, una continua dolce inquietudine.

Quindi oggi 8 marzo, non facciamo stupidi auguri, non mettiamoci in processione per innalzare la “vara” delle donne. Già comincia la solita ipocrita pagliacciata. E si vede di tutto. Sembra una parata. Di là, le farse e la retorica degli oratori arguti, più avanti la banda che fa zum zum zum con i piatti, e poi, più giù, in coro i soliti melensi discorsi che ricordano quasi un motivetto che fa “trottolino amoroso e du du da da da”. Questo non tollero. Mi dà noia.

Da domani cala il sipario e anche quest’ordinario 8 di marzo si svuota di ogni significato. Come tutte le cose fatte tanto per aver qualcosa da fare. Preferiamo che non ci sia una festa così, preferiamo che le donne, così come i bambini, e gli uomini che vivono nel disagio sociale siano ascoltati da chi, apparentemente più forte, oggi sbatte i piatti della banda, fa festa, e si riempie la bocca di belle parole per poi tornare, domani, all’indifferenza e all’arroganza.

Auguri alle mie amiche, alle mamme, nonne, insegnanti, manager, scienziate, scrittrici, medici, missionarie, alle donne a cui di piacere al mondo oggi non importa. Né di tutto ‘sto “scruscio” inutile. Né tanto meno di dimostrare quanto siano forti. Non ce n’è bisogno. Forti lo sono già. Ogni Santo giorno.

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Francesca Landolina, giornalista e da due anni ideatrice del blog www.fashioncooking.it Passione sfrenata per i viaggi, la fotografia, la moda, il buon cibo e per tutto ciò che di bello può narrarsi. Soffre di estasi da buon cibo (se cucinato divinamente); ama scrivere, il mare, la Sicilia, il cioccolato (ne è assolutamente dipendente), il fitness (per scontare i peccati di gola). La sua filosofia di vita: crea, inventa, sii libera. I suoi press tour tra cantine e città sono una ghiotta occasione per scrivere sul suo blog. Fashioncooking.it è infatti mix di racconti filtrati da sensazioni personali sui loghi visitati. Ma anche una sorta di magazine con interviste a personaggi che a vario titolo danno sfogo alla loro creatività. Francesca scrive inoltre per giornali di enogastronomia e si occupa di spettacolo e turismo.

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