San Giovanni Rotondo. Davide avrebbe compiuto 39 anni questo mese. Poco prima del malore aveva detto a sua moglie Mina, “ho mal di schiena, prendo un antidolorifico e vado a riposare”. «Poi l’ho ritrovato a terra, privo di sensi – ci ha raccontato lei -. Abbiamo chiamato subito i soccorsi e un’ambulanza ci ha prelevati da Rodi Garganico, dove stavamo trascorrendo le vacanze con le nostre figliolette. Prima il trasferimento all’ospedale di San Severo, da dove, dopo i primi esami, l’hanno trasportato d’urgenza alla Casa Sollievo della Sofferenza».

Il suo quadro è parso da subito grave: la diagnosi parlava di un aneurisma cerebrale.«Poco prima dell’anestesia, prima di essere intubato, ha provato a chiedermi delle bambine con quel po’ di forze che gli rimanevano, poi mi ha stretto la mano per tre volte. É stata la nostra ultima comunicazione». Dopo il decesso, i medici dell’Unità di Anestesia e Rianimazione II le hanno proposto di autorizzare il prelievo di organi. Lei ha acconsentito. «Non ne avevamo mai parlato, non si pensa a queste cose quando si è in vita», ci ha spiegato Mina. «Perché l’ho fatto?Perché lui lo avrebbe fatto sicuramente. Era un uomo molto generoso, sempre disponibile e altruista con gli altri, era il nostro orgoglio!».

Dopo l’ok della famiglia, il prelievo degli organi ha reso disponibile cuore, fegato, reni e cornee. Il primo è stato trapiantato a Verona, su una giovane donna; il fegato ad un bimbo di 10 mesi in una clinica romana e ad un paziente di un ospedale di Bari. Stessa destinazione per i reni, mentre le cornee sono state cedute alla Banca degli Occhi di Mestre che provvederà ad individuare un paziente idoneo.

Davide non c’è più, ma la sua vitalità e la sua generosità continueranno a vivere. «I suoi organi daranno speranza a qualcun altro. Il nostro Davide – ha concluso Mina – resterà comunque sempre con noi, continueremo ad amarlo sempre».

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