Foggia, 23 dicembre 2017. Anche quest’anno la Caritas di Foggia organizza il pranzo di Natale al Conventino in collaborazione con la parrocchia dell’Immacolata. Si divideranno fra il pranzo e la cena. Un servizio per i poveri attivo nelle parrocchie della città durante l’anno ma che durante le feste si intensifica. Nella sede al centro della città, struttura del 1700 che ogni tanto ha bisogno di lavori di manutenzione, ogni sera la mensa ospita fra le 170 e le 200 persone, compresi bambini spesso stranieri. L’anno scorso don Francesco Catalano, direttore della Caritas, disse a Stato Quotidiano: “Sono sempre più gli adolescenti che usufruiscono della nostra mensa, una volta invitavamo 200 persone e ne venivano 160, quest’anno sono arrivati il giorno di Natale in 240”.

Gli operatori del servizio civile e i volontari
Onde evitare sorprese, la preparazione in corso prevede 300 coperti. Il cibo offerto deriva da elargizioni di privati, progetti di alcuni ipermercati, merce della comunità europea. L’8 per mille resta la principale fonte di finanziamento per questi centri che anche quest’anno hanno pubblicato il loro rapporto sulle povertà, una fotografia che riguarda i migranti e gli italiani, sempre più numerosi fra gli accolti nelle Caritas. Si legge, per esempio, che gli italiani ospitati nel Mezzogiorno sono il 68%, percentuale doppia doppia rispetto al nord. Al sud, inoltre, in base all’età, si rivolgono ai centri caritas soprattutto italiani fra i 44 e 54 anni, gli stranieri sono invece più giovani.

A Foggia la struttura del Conventino resta sempre aperta dalle 7 alle 11 di sera. “Chiudiamo solo la notte per un motivo di sicurezza”, dice Vincenzo Guadagno, operatore Caritas da quindici anni. “Qualche volta nel dormitorio capita che la convivenza sia difficile, ci sono persone di etnie diverse, il più delle volte la cosa si è risolta da sé. Certo ci sono molti poveri che non si riescono ad intercettare, alcuni clochard che per scelta fanno quella vita. Noi comunque quando qualcuno arriva non chiediamo se hanno il permesso di soggiorno, facciamo carità e basta. Ci sono cristiani, musulmani, ortodossi, alla funzione religiosa in cappella prima della cena partecipa chi vuole. Arrivano italiani, rumeni, albanesi, africani. Ci sono 12 ragazzi che fanno servizio civile e tre operatori impegnati tutta la giornata”.

La povertà italiana e straniera
Mentre parla, Vincenzo è in cucina intento a preparare il pranzo e dice a chi lo circonda di fare silenzio. “Quando ho cominciato questo volontariato gli italiani ospiti della Caritas erano 10 al massimo. Oggi tra gli stranieri sono almeno una cinquantina gli italiani. Spesso anziani che con la pensione pagano l’affitto e non possono mangiare perché devono scegliere, gente che ha perso il lavoro. Questi italiani sono rimasti sempre gli stessi nel tempo, cioè riescono con più difficoltà a risalire mentre rumeni, albanesi, africani non sono sedentari quindi loro se ne vanno e ne arrivano altri. Tra gli italiani ci sono foggiani, persone di questa e di altre province.”

Ogni tanto, fra gente che arriva alla povertà anche per problemi legati alla droga, alle dipendenze dal gioco, all’alcol, succede che qualcuno si riprenda: “E’ capitato qualche giorno fa, che un nostro ospite italiano in gravi condizioni economiche e morali abbia trovato lavoro come badante spostandosi in un paese limitrofo. E’ venuto a salutarci, una grande gioia”. Poi Vincenzo ritorna alla preparazione della cena di Natale.

A cura di Paola Lucino, Foggia 23 dicembre 2017

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