Roma – L’allarme lo ha lanciato pochi giorni fa lo Spi-Cgil: le pensioni di reversibilità non possono essere messe sullo stesso piano di una prestazione assistenziale e dunque ancorate all’Isee, come prevede il ddl in materia di povertà approvato dal Consiglio dei Ministri alla fine di gennaio. Si incorrerebbe, infatti, nel rischio di limitarne, in futuro, l’accesso, solo a chi ha un reddito molto basso.

Il ddl prevede, infatti, una “razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi”: la pensione di reversibilità sarebbe, così, motivata dallo stato di bisogno della famiglia piuttosto che dai contributi versati.

Contro le polemiche avanzate, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, che ha affermato: “Per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità; tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale.”

La deputata PD Maria Luisa Gnecchi, ribadendo che “Il Pd non permetterà che venga tolto neanche un solo euro dalle pensioni” ha sottolineato: “Solo se fossimo in un mondo in cui dalla culla ci fossero pari opportunità tra uomini e donne, si potrebbe pensare di modificarla. In quel caso, infatti, ognuno potrebbe contare sul proprio lavoro, sulla propria retribuzione e sulla propria possibilità di fare carriera arrivando a una pensione dignitosa. Ma fino a quando le donne sono a part-time per accudire figli, genitori, suoceri e mariti, fino a quando guadagnano di meno, hanno meno possibilità di carriera, la pensione di reversibilità non può essere messa in discussione: è il minimo compensativo per assicurare un minimo di giustizia e dovranno passare sul cadavere di molti di noi prima di toccarla”.

Attualmente la pensione di reversibilità è “pari al 60% della pensione del familiare deceduto se va solo al coniuge, all’80% se c’è anche un figlio e al 100% se ci sono due o più figli.” “E’ tagliata del 25% se il reddito è superiore a 1.500 euro mensili (tre volte la pensione minima), del 40% se supera 2000 euro (4 volte), e del 50% se supera i 2.500.” (La Repubblica)

Fonti:

Pensioni, Poletti: la polemica sulla reversibilità è totalmente infondata

http://www.repubblica.it/economia/2016/02/15/news/battaglia_sulle_pensioni_di_reversibilita_-133460693/?ref=drl

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