Pari Opportunità a Manfredonia: qual è la situazione oggi? Cosa è cambiato e cosa è in programma per il futuro? A rispondere Sonia Calabrese, assessore con delega agli “Affari generali e Personale” presso il Comune di Manfredonia. La sua delega comprende anche quella al Comitato Unico di Garanzia, il quale combatte tutte le forme di discriminazioni che possono avvenire sul luogo di lavoro, legate, quindi, non soltanto al genere, ma anche all’età, alla disabilità, all’origine etnica, alla lingua, alla razza e all’orientamento sessuale.

Assessore, come giudica la situazione Pari Opportunità a Manfredonia? Qual è il maggiore ostacolo contro cui le donne stanno combattendo?

Parlando di Pari Opportunità a Manfredonia posso prendere ad esempio la situazione, che mi è meglio nota, del personale comunale. Gli abitanti di Manfredonia sono circa 57 mila, con percentuali non troppo diverse tra uomini e donne, tra i dipendenti comunali vi sono 141 uomini e 44 donne, escludendo i numeri dei lavoratori socialmente utili, tra i quali la percentuale è equilibrata. È vero che c’è tanto da fare, come si vede dai numeri, ma credo che siamo sulla buona strada, posso dire che la percentuale femminile, comunque, non è bassa all’interno del Comune, dove trovo anche che ci sia un grande rispetto per le donne, e che le Pari Opportunità siano ben garantite, come si vede dal fatto che donne vi ricoprono anche ruoli molto importanti.

Io stessa sono manifestazione dell’attenzione alle Pari Opportunità, grazie alle “Quote Rosa” previste anche all’interno della Giunta Comunale. Poi, oltre a essere una donna sono anche la più giovane, quindi una rappresentante sia delle donne, che dei giovani: insomma, una bella responsabilità! Inoltre, non dimentichiamo che la stessa Costituzione italiana sancisce l’uguaglianza tra cittadini, non solo a livello di Pari Opportunità. Quindi siamo ben tutelati dalle nostre leggi e dai principi della Costituzione.

A Manfredonia vengono denunciati casi di mobbing sul lavoro subiti da donne?

Devo dire che non si risente molto di questo tipo di problema, la discriminazione sembra abbastanza dissipata. Per esempio, al Comune è impiegato addirittura un numero “in esubero” di disabili, 11 piuttosto che 9, le donne disabili sono ben inserite e integrate, delle grandi lavoratrici.

Non posso dire di aver mai assistito a fenomeni di mobbing. Sempre c’è da fare, ovviamente, per quanto riguarda le cosiddette “azioni positive”, le misure volte alla rimozione degli ostacoli, non ci si può mai dire soddisfatti appieno della realizzazione delle Pari Opportunità.

Quanto influisce il contesto sociale di provenienza e la condizione di svantaggio economico di una donna in questo senso? Si può dire danneggiata di più da una situazione non equa in termini di Pari Opportunità, per esempio, una manager o una donna che esercita una professione di livello economico e sociale inferiore?

Non si può negare come situazioni discriminatorie esistano anche nel 2016, come esistono ancora alcuni pregiudizi. Ma noi donne “sappiamo il fatto nostro”: anche nel caso in cui fossimo soggette a discriminazioni e si privilegiassero colleghi uomini in quanto tali, cosa che non deve succedere ma che purtroppo qualche volta avviene, noi donne saremmo capaci di dissipare subito i dubbi e di farci valere. Siamo multitasking, siamo capaci di fare tante cose contemporaneamente. Io, oltre all’incarico che ricopro, sono una mamma, sono una donna, sono una cittadina.

Quali sono i più importanti interventi che si sono fatti a Manfredonia negli ultimi anni a favore delle donne?

Per fare un esempio prendendo spunto dal periodo dell’anno in cui ci troviamo, il Carnevale stesso, che, a Manfredonia, si può dire portato avanti da donne. È vero, oggi l’amministratore dell’Agenzia del Turismo è un uomo, in passato questo ruolo è stato anche rivestito da donne, ma mi riferisco al livello artigianale, alle tante bravissime sarte senza le quali non si potrebbe far sopravvivere una festa che fa parte della nostra cultura.

A proposito del Bilancio di Genere introdotto dalla Legge regionale sulle Pari Opportunità: è in programma a Manfredonia? Lei è favorevole alla sua introduzione? Quali sono oggi le difficoltà all’attuazione?

Non le so ancora rispondere perché non ho ancora affrontato il problema. Comunque, in tal senso, non vedo difficoltà ma piuttosto una mentalità aperta e disponibile, penso quindi di trovare un atteggiamento positivo nei confronti delle mie proposte future.

Nel triennio 2011-2013 sono stati introdotti diversi nuovi strumenti in materia di Pari Opportunità nell’ambito del Patto Sociale di Genere, grazie ai fondi regionali. Penso all’Ufficio degli Spazi e dei Tempi, al forum “Focus Group”, allo stesso Comitato Univo di Garanzia. Si stanno rivelando efficaci sul lungo periodo? Quante donne li conoscono e li utilizzano?

Penso proprio che possano dirsi efficaci, anche perché fanno conoscere una realtà prima ignorata. Oggi molte più donne parlano di Pari Opportunità, e questo è il segnale del fatto che il lavoro informativo, realizzato grazie anche a questi strumenti, è stato efficace. Inoltre, va sottolineato come, in un’era tecnologica come la nostra sia importante avvalersi delle potenzialità offerte da Internet; anche grazie alla rete le donne sono più informate rispetto al passato. E l’informazione è fondamentale perché ci si possa sentire tutelate, anche nella nostra stessa privacy, e si abbia conoscenza anche di quanto il territorio offre in termini di tutela delle Pari Opportunità.

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