L’accompagnamento alla chitarra di Marco Di Sabato e la conduzione di Felice Sblendorio hanno animato l’incontro culinario “Pane e politica” di ieri sera, al Centro Culturale Peppino Impastato di Manfredonia, organizzato da Donne Dem e introdotto da Michelina Quitadamo. Presenti in sala diversi esponenti del mondo della politica, assieme un pubblico partecipativo ed eterogeneo.

La cucina, luogo di “potere esclusivo delle donne” , è stato trattato in maniera simbolica, per la convivialità, la condivisione, la possibilità di stare insieme e di conoscersi che in essa normalmente si esprime.

Nient’affatto simboliche, invece, le ricette messe a punto dallo Chef Lucio Mele, che ha guidato in cucina quattro donne-pilastro della nostra comunità: Rosa Porcu, fondatrice del Centro Ricerca e Documentazione Donna di Foggia e Manfredonia e protagonista nel 1988-89 del Movimento Cittadino Donne di Manfredonia; Francesca Brancati, portavoce di “Equality Italia” per la Capitanata; Stefania Marrone, co-fondatrice della Compagnia “Bottega degli Apocrifi” e gestore del Teatro “Lucio Dalla” di Manfredonia; e infine Amina Bella, mediatrice interculturale con esperienze presso il consultorio di Molfetta e centro accoglienza di Manfredonia.

Fatta eccezione per Rosa Porcu e Francesca Brancati, le donne invitate non sono impegnate in politica. O forse si? Lontane dalle fonti del potere, ma presenti ovunque ci sia cura della condivisione, impegno per la solidarietà e cultura, le donne fanno parte della politica quotidiana, alimentando quel lievito alla partecipazione che si fa base di ogni ricetta per una comunità appagata.

Ed è a base di pane la ricetta che scegliamo di riportare, oltre ad essere il piatto più nobile della Puglia: pane e pomodoro, sulla base di un suggerimento di Francesca Brancati per la scelta dell’ingrediente-chiave, il limone.

“Il limone è sempre presente a casa mia. Aiuta con i mal di pancia. E poi è giallo, come il sole!”

Preparate dunque un carpaccio di pesce spada marinandolo nella scorza di limone.

Di origini partenopee, Francesca vive a Manfredonia da tempo. La sua vita, fatta “di pane e diritti civili”, vede il suo impegno all’interno delle rete Equality Italia, dove Francesca porta avanti la sua battaglia per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, “non adeguatamente regolamentata dal ’47 in poi”.

Mentre ci riflettete, preparate una crema che otterrete frullando quanti pomodorini volete con un pizzico di zucchero, sale, origano e basilico. Tenete a parte degli altri pachino tagliati a spicchio, e due mozzarelline di bufala. Non dimenticate la finezza di aggiungere un filo d’olio sul carpaccio di spada che tenete a parte.

Com’è noto, dal punto di vista normativo è il ddl Cirinnà che ha ripreso il discorso lasciato a metà dall’articolo 3 della Costituzione. Dopo aver disposto gli spicchi di pachino su dei piccoli crostini di pane tagliati a dadini, condite il tutto con la cremina frullata in precedenza, e mescolate. Tagliate a fettine la bufala.

Francesca ha diversi progetti per la città, dove vive con Angelica, la sua compagna: “Noto un’apertura nella comunità manfredoniana, non mi sono mai capitati episodi spiacevoli a causa della mia condizione. A qualche amico, si, ma sempre in maniera marginale.”

Presentate la pietanza disponendo su un piatto fondo qualche cucchiaio di crema di pomodorini, inserite una formina cilindrica all’interno della quale disporrete le fettine di bufala e i crostini, creando degli strati.

“Proprio una persona di 60 anni ci ha chiesto di recente quando potrà ricevere i confetti del nostro matrimonio, mio e di Angelica. Gli ho risposto che siamo lontane da quel traguardo. Allora ci ha chiesto a quando un bambino: per quello siamo ancora più lontane!”

Nella convinzione che “anche gli sguardi nemici vadano accolti con altri sguardi, perché per mettere a nudo una persona basta guardarla negli occhi”, coprite la composizione, da cui avrete tolto la formina metallica, con una fettina del vostro carpaccio. L’Assessore Antonella Varrecchia, presente in sala, è stata eletta ad assaggiatrice.

Nel frattempo, il ddl Cirinnà non ha reso del tutto soddisfatta Francesca Brancati, che vuole però “prendere le distanze dall’inutile sfruttamento di argomenti che non hanno niente a che fare con la legge, che non è un trampolino di lancio per la maternità surrogata. Non vorrei essere nei panni di Tobia Antonio (il bambino di Nicky Vendola appena nato ndr) perché abbiamo scritto una delle pagine più squallide della storia italiana. Io però voglio realizzare i miei sogni in questo paese, dal quale non scappo.”

Se anche voi siete contrari alla maternità surrogata, ma credete che debba aprirsi una via all’adozione, potete a questo punto, se lo gradite, aggiungere sulla vostra composizione una fogliolina di basilico e un filo d’olio.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO