Nilde Iotti, all’anagrafe Leonilde Jiotti, è stata una politica italiana, prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati, nonché prima donna nella storia d’Italia a ricoprire una delle cinque più alte cariche dello Stato. La sua elezione a Presidente della Camera dei Deputati (prima donna ad occupare l’incarico) avvenne il 20 giugno 1979 e ricoprì questa carica fino al 1992, conseguendo un primato finora incontrastato nell’Italia repubblicana. Rimase orfana del padre Egidio (ferroviere e sindacalista socialista) nel 1934. Si laureò in lettere all’Università Cattolica di Milano. Ebbe tra i suoi professori Amintore Fanfani e fu per qualche tempo insegnante ma decise di abbandonare la professione quando maturò un profondo spirito antifascista che la convinse ad occuparsi di politica. Dopo l’ 8 settembre 1948 si iscrive al PCI e partecipa alla resistenza, svolgendo inizialmente la funzione di porta-ordini, poi aderendo ai Gruppi di difesa della donna, formazione antifascista del PCI, diventando organizzatrice e responsabile. Fu presidente dell’Unione Donne Italiane di Reggio Emilia.

Nel 1946 viene candidata dal PCI e viene eletta all’assemblea costituente. Nell’assemblea costituente, Nilde Iotti fa parte della Commissione dei 75 della camera dei deputati incaricata della stesura della Costituzione. Rieletta nel 1948 alla Camera dei Deputati la Iotti, siede tra i banchi di Montecitorio ininterrottamente sino al 1999 per lungo tempo ne presiede l’Assemblea: viene infatti eletta Presidente della Camera dei Deputati per tre volte consecutive, ricoprendo così quella carica per 13 anni, dal 1979 al 1992. Nessuno nella storia d’Italia ha ancora raggiunto il suo primato. Nel 1987 ottiene un incarico di governo con mandato esplorativo da parte del Presidente della Repubblica Cossiga che si conclude senza esiti; è la prima donna e la prima esponente comunista ad arrivare così vicino alla Presidenza del Consiglio. Nel 1991, a seguito di indiscrezioni secondo le quali lo stesso Cossiga voleva nominarla senatore a vita, fece sapere di non essere interessata preferendo rimanere presidente della Camera. Nel 1992 è inoltre la candidata di sinistra alla Presidenza della Repubblica. Durante la sua vita ricevette inoltre numerose mansioni di prestigio quali: la presidenza della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali costituita il 9 settembre 1992 (dal marzo 1993, subentrando al dimissionario Ciriaco De Mita, sino al 7 aprile 1994), la presidenza della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (1996 – 1999), di cui fu anche vicepresidente nello stesso periodo.

Rinunciò a tutti gli incarichi il 18 novembre 1999 a causa di gravi problemi di salute. La Camera dei deputati accolse le sue dimissioni con un lunghissimo applauso; il futuro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, suo vecchio compagno di partito, scrisse nell’occasione una lettera pubblica, e tornò a ricordare la Iotti nel 2006, nel discorso pronunciato alle Camere durante il giuramento per la Presidenza della Repubblica: «E ancora, abbiamo da contare – mi si lasci ricordare la splendida figura di Nilde Iotti – sulle formidabili risorse delle energie femminili non mobilitate e non valorizzate né nel lavoro né nella vita pubblica: pregiudizi e chiusure, con l’enorme spreco che ne consegue, ormai non più tollerabili.» Nilde Iotti morì pochi giorni dopo le sue dimissioni, il 4 dicembre 1999, per arresto cardiaco alla clinica Villa Luana di Poli, presso Roma. I funerali furono tenuti con rito civile secondo sue disposizioni, poiché era atea. È sepolta presso il Cimitero del Verano di Roma.

Marilina Ciociola

(A cura di Marilina Ciociola, Manfredonia 20.06.2016)

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