Manfredonia. Si pensava che fosse sufficiente ammazzare. Si pensava che fosse sufficiente a placare l’odio o un torto subito crivellare di colpi, rendere irriconoscibile un corpo. Invece no. Si vuole far sparire il corpo, ritenerlo non degno di un funerale, di essere compianto, punire anche la famiglia, lasciandola nella incertezza per mesi e anni. Il seppellimento dei corpi è una delle radici dell’umanità. Fin dall’antichità la furia della vendetta si doveva fermare di fronte a un corpo senza vita. “Antigone”, la tragedia di Sofocle, ci consegna uno dei più grandi ritratti femminili. Due fratelli Eteocle e Polinice si erano uccisi a vicenda per il dominio sulla città di Tebe. Creonte, il nuovo padrone della città, per il primo stabilisce sepoltura e onoranze funebri, per il secondo no. Antigone, sorella a entrambi, disubbidisce. E lo fa con chiarezza, determinazione, semplicità, senza alcuna intenzione di compiere un atto eroico. Disprezza ogni invito alla cautela e alla prudenza.

Di fronte a Creonte… “Non credevo che i tuoi divieti fossero tanto forti da permettere a un mortale di sovvertire le leggi non scritte, inalterabili…. Quelle che non da oggi, non da ieri vivono, ma eterne: quelle che nessun uomo sa quando comparvero. Potevo io per paura di un uomo, dell’arroganza di un uomo, venir meno a queste leggi davanti agli dei?… Subire la morte quasi non è un dolore per me. Sofferto avrei senza misura se avessi lasciato insepolto il corpo morto di un figlio di mia madre. Agisco da folle, chi mi accusa di follia è forse lui folle”.

Vico fa derivare l’etimologia di uomo da humus, la terra, la sepoltura. Per Foscolo la nascita della umanità, la civiltà è quando le “belve umane” si mostrano pietose di se stesse e degli altri, seppellendo i morti e sottraendoli alle intemperie e alla voracità degli animali. Il rispetto del corpo, gli onori funebri appartengono a tutte le culture.

Priamo si recò da Achille, in ginocchio baciava le mani all’assassino del figlio e chiedeva il corpo di Ettore. Achille si commosse, pensò al padre suo e piansero insieme. Fece lavare il corpo di Ettore, rivestire e lo consegnò al re Priamo, concedendo 11 giorni di tregua perché fossero resi gli onori a un suo nemico acerrimo.

La stessa immagine (un vecchio che chiede il riscatto del corpo di un guerriero) si trova su una stele daunia. Una immagine che porta l’archeologo Silvio Ferri a dire che ci troviamo di fronte allo stesso racconto. Dall’Egeo sono venuti Diomede e i Dauni, portando idee e sentimenti sulla vita, la morte e sul culto dei defunti. Forse bisogna riprendere questi racconti, per ristabilire il senso delle cose.

Ci sono processi di assuefazione, si fanno discorsi cinici… “Si ammazzano tra loro”. Qui ci troviamo di fronte ad altro. Si parla di quattro persone scomparse nel territorio di Mattinata! A Manfredonia (vicenda Romanzo criminale) si fece sparire un corpo (e si tentò di bruciare altri due), poi fu ritrovato perché qualcuno parlò. Se non c’è cadavere, non c’è reato. Ma c’è solo un calcolo criminale utilitaristico? Hai sgarrato e la sola morte non basta, di te non deve restare niente. Si vuole cancellare una vita, come se non fosse esistita.

Nel 1970 scomparve un famoso giornalista, Mauro De Mauro. Per anni e per decenni si parlò, si facevano ipotesi. A fine degli anni settanta fui commissario per gli esami di stato a Palermo. E lì mi dissero: Non sarà più trovato, è murato, in un pilastro o sotto l’asfalto. Non è mai stato trovato. Ho letto che a Mattinata ci sono letture, racconti durante l’estate… Nessuno ha pensato di leggere Antigone, i poemi epici, Sciascia o altro? Antigone è ancor oggi una forma vera e immortale di teatro civile. O rileggere la storia di Ettore Fieramosca, la leggenda del ritrovamento di ferraglie e dei resti di un cavallo e di un uomo…

(A cura di Paolo Cascavilla, fonte futuriparalleli.it)

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