Profili. Marialucia Rinaldi. L’Aquila nel cuore

L’Aquila è una città che Marialucia ha amato profondamente e che dal giorno del terremoto non è più la stessa. L’Aquila è anche la speranza, il coraggio e la determinazione che possono aversi in cuore. “L’Aquila nel cuore” è il titolo del libro di Marialucia Rinaldi, edito nel 2013 da Andrea Pacilli, che vedrà a breve una ristampa.    

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Marialucia Rinaldi
Marialucia Rinaldi, autrice del libro “L’Aquila nel cuore”, Andrea Pacilli Editore, 2013.

Marialucia è una di quelle che hanno reagito. Non si è lasciata sopraffare dal dolore che il vivere, talvolta, può portare con sé – nel suo caso, l’aver vissuto il trauma degli eventi legati al terremoto dell’Aquila e la precoce perdita di entrambi i genitori a causa di quello che definisce il “male del secolo” -, ma ha combattuto. E ha vinto. Adesso il suo libro, “L’Aquila nel cuore”, edito nel 2013 da Andrea Pacilli, è stato pubblicato anche da La Feltrinelli. Oggi Marialucia è una donna pragmatica, che sa quello che vuole. Ci racconta la sua storia senza mai cedere alle lacrime o al sentimentalismo, ma con una fede incrollabile, non solo in Dio, ma soprattutto nell’essere umano e nei propri valori. La incontriamo a casa sua, circondata dai bambini per i quali sta tenendo un laboratorio di lettura espressiva. Ci accoglie con calore e ci fa accomodare vicino al grande albero di Natale che ha allestito per queste festività.

Ci informa subito che il 29 dicembre presenterà 12421730_10208164937388983_465146656_nnuovamente il libro a Manfredonia [si allega, in anteprima, la locandina dell’evento]: in molti, infatti, non erano riusciti a esserci alla prima presentazione, al Chiostro del Comune di Manfredonia, nel settembre 2013.

Marialucia, raccontaci un po’ della tua vita. Che bambina eri?

Ero una bambina molto socievole, che è sempre stata
amante della lettura e della scrittura. Questo lo definisco “un dono” perché a me piace davvero tantissimo scrivere. Le mie prime composizioni risalgono addirittura a quando avevo poco più di sette anni. Ricordo, in particolare, di aver composto una poesia da dedicare a mio padre, per la festa del papà, perché non mi andava proprio di recitargliene una che fosse identica a quella letta da tutti gli altri bambini ai propri padri. Il mio rapporto con la scrittura è iniziato lì e da allora non si è mai interrotto.

Una volta cresciuta, ho scelto di frequentare il liceo classico COPERTINAmarialuciaRINALD (1)perché sentivo che era quella la mia propensione. Al momento di effettuare la scelta dell’università, ho optato prima per Letteratura, Musica e Spettacolo a Roma, perché mi ha da sempre interessato l’approcciarsi della letteratura con il teatro e viceversa, nonché le relazioni reciproche tra queste due forme d’arte. Successivamente, però, ho deciso di invertire la rotta ed entrare nel campo educativo. Ho deciso, quindi, di passare a Scienze della Formazione Primaria e mi sono iscritta a L’Aquila. Da questa scelta nascerà tutta la storia. Oggi mi dedico ai bambini. Oltre a essere un’educatrice, mi occupo anche di letteratura per l’infanzia.

Negli anni della formazione universitaria ti sei trovata a vivere, purtroppo, questa terribile esperienza del terremoto dell’aprile 2009 in prima persona.

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Alcuni dei danni causati dal terremoto del 2009 a L’Aquila. Da https://archiwatch.files.wordpress.com

In prima persona non è esatto perché, pur studiando a L’Aquila, quella notte mi trovavo a Manfredonia e non ho vissuto l’evento direttamente sulla mia pelle. L’ho vissuto, posso dire, “spiritualmente”, perché mi ha colpito in profondità ed è stato l’input per la stesura del testo, avvenuta in meno di due giorni, a mano, con carta e penna. Perché quando ho l’ispirazione devo “correre”. È così anche per le filastrocche che scrivo.

Raccontaci L’Aquila prima del terremoto. C’è un luogo della città a cui eri particolarmente legata?

Devo dire che L’Aquila mi ha attratto, complessivamente, un po’ tutta, ed è stato amore a prima vista.

L’ho conosciuta una volta che andai a trovare il mio fidanzato e mi è piaciuta da subito: dai vicoli più piccoli, alla piazza principale, al verde pubblico.

Venivo dall’esperienza più caotica e dispersiva di Roma, molto diversa dal clima di Manfredonia al quale ero abituata, e L’Aquila si è rivelata molto più a misura d’uomo della capitale.

In particolare, c’è un posto dove non puoi più tornare, perché non è più lo stesso dopo il terremoto?

Da http://ilcapoluogo.globalist.it/
L’Aquila. Da http://ilcapoluogo.globalist.it/

Uno dei posti in cui non posso ritornare, purtroppo, è la prima ubicazione della mia facoltà, che era in via Verdi, e non esiste più. Come anche tutti i palazzi del centro storico.

 

Dove comincia il libro?

Il libro comincia da Roma, parlo della mia esperienza in questa città, raccontando i fatti in ordine cronologico. Racconto, poi, di come ho conosciuto L’Aquila, piena di gioia, piena di vita, e di tutto ciò che questa città mi ha donato negli anni che ho trascorso lì.

Nel libro tocco anche tematiche delicate, come la malattia della mia mamma, che è morta di cancro quando avevo solo 15 anni. Ne ho scritto perché possa essere di stimolo, per chi si trova in situazioni analoghe, a reagire al dolore.

Chi ti ha sostenuta nella scelta di scriverlo? E, viceversa, sei stata criticata per tale scelta o hai incontrato completa approvazione?

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Marialucia Rinaldi

La prima persona in assoluto che ha accolto il mio libro, prima ancora che fosse pubblicato, e mi ha, anzi, quasi invogliato a svilupparlo quando era ancora poco più che un’idea, è stato mio padre, che purtroppo non c’è più. L’ha letto e riletto e da subito mi ha detto: «Marialucia, questo libro ti darà tante soddisfazioni!». Io ho seguito il suo consiglio e le sue parole si sono avverate. Non parlava di gratificazione a livello economico – si sa che, può anche esserci, ma non è facile – quanto, piuttosto, a livello emozionale e umano. Questa è stata la soddisfazione più grande.

Mi sono resa conto che il messaggio di speranza del libro, che io volevo fosse accolto come un dono, è stato davvero colto appieno da chi l’ha letto, è arrivato ai lettori proprio così come l’avevo voluto io.

Il libro è dedicato a qualcuno?

Il libro è dedicato a parecchi: ai miei genitori – perché se oggi esisto è merito loro -, in generale a tutti coloro che mi hanno sostenuta in questo progetto, a mia figlia, ai miei fratelli e a Gesù: sono molto credente, penso che se metti tutto nelle Sue mani, un sogno, se è possibile che si realizzi ed è per il bene, si realizzerà. È una filosofia di vita che non mi ha mai delusa.

Hai detto di occuparti anche di letteratura per l’infanzia. Come è stato l’approccio, invece, all’autobiografia?

Il campo della letteratura per l’infanzia è un interesse subentrato successivamente, nato su stimolo di una richiesta di mia figlia. Avevo partecipato a diversi concorsi con alcune mie poesie: vedendomi scrivere, quando aveva quattro anni, mi ha detto: «Mamma, scrivi anche qualche fiaba o qualche filastrocca!» Io ho accolto il suo desiderio e non mi sono ancora fermata.

Il tuo futuro andrà avanti nel campo della scrittura? Magari stai già lavorando al prossimo libro… o no?

Io me lo auguro, un altro libro c’è, è lì nel mio cassetto. Ma non anticipo nulla perché “L’Aquila nel cuore” merita ancora di essere seguito.

A questo scopo ho deciso di attivarmi con il book-crossing: ho iniziato a distribuire il testo ovunque, nelle metropolitane, nelle stazioni, sui treni, nelle piazze, facendomi aiutare da amici che viaggiano spesso. Di poco fa la telefonata di una ragazza che lo ha letto e mi ha ringraziata per il messaggio. Perché, anche se il testo affronta delle tematiche delicate, è un libro dalla carica molto positiva, portatore di un messaggio di pace e di speranza.

È stato definito addirittura “un inno alla vita” perché ha il coraggio di affrontare temi che, purtroppo, sono comuni a molta gente, e proprio grazie a questo coraggio è portatore di speranza, fa sentire non isolati ma vicini e infonde la certezza che tutto, pian piano, si supera.

In futuro, comunque, ci saranno anche altre pubblicazioni inerenti alla letteratura per l’infanzia. Vi terrò aggiornati!

Grazie, ti facciamo tanti auguri. Possiamo chiederti un ultimo dono? Ci piacerebbe ascoltare un brano tratto da “L’Aquila nel cuore” letto dall’autrice in persona.

[Segue il video]

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