Roma – Questo pomeriggio gli orologi di chi è sceso in Piazza del Pantheon a Roma a manifestare hanno trillato. E con essi anche quelli di tutti coloro che, in più di cento piazze italiane, hanno deciso di scendere in strada per unirsi alla battaglia per il riconoscimento dei pieni diritti delle coppie omosessuali tra cui la reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, la possibilità di subentrare nei contratti, il diritto di ereditare i beni del partner, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i figli di due mamme o di due papà.

Gli orologi e le sveglie hanno suonato, secondo quanto si legge sul comunicato ufficiale della manifestazione, per “svegliare” l’Italia e far capire ai governanti che il tempo è scaduto. La scelta della data non è casuale: il 28 gennaio, infatti, è prevista, com’è noto, la discussione sul testo sulle unioni civili in Senato.

Già prima delle 15:00 Piazza del Pantheon era inonandata da un bagno di folla: in gran parte giovani, omosessuali, trans, ma anche un alto numero di etero.

Organizzatrici della manifestazione le principali realtà associative di cultura omosessuale della Capitale (Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Famiglie Arcobaleno e Gay Center). La manifestazione ha raccolto l’adesione, oltre che di numerose associazioni, anche della CGIL e di una sezione romana del PD.   

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