Manfredonia. A poche settimane dal referendum, le prospettive sulla questione Energas a Manfredonia secondo il Sindaco Angelo Riccardi (vd. Intervista video completa)

L’INTESA REGIONALE… CONTA?. La questione è legata, riferisce il Sindaco, alla Legge di Stabilità 2016, la quale contempla, tra l’altro, la cassazione delle intese regionali: le Regioni non devono più esprimere un’intesa su un progetto strategico. Secondo ‘la maggior parte dei giuristi’, tale legge non sarebbe retroattiva, quindi dovrebbe valere, nella vicendaEnergas a Manfredonia, la mancata intesa della Regione Puglia nei confronti del progetto di installazione del deposito.

LA SPESA VALE…. LA DEMOCRAZIA. La spesa per il referendum, a detta del Sindaco, si attesterebbe intorno ai 71 mila euro: ‘una somma assolutamente normale’, secondo la sua opinione, in cambio dei vantaggi che deriverebbero alla cittadinanza dal coinvolgimento democratico in una questione che ‘pone in maniera tassativa anche le prospettive di sviluppo della città’.

NON COME NONNO LIBERO. Chi pensa che indire il referendum consultivo sia stato un modo ‘pilatesco’ per poter dire, un giorno, ‘Noi abbiamo fatto il possibile’, secondo il Sindaco,‘è vecchio e dovrebbe starsene a casa a guardare ‘Nonno Libero’: insomma, dedicarsi ad altre attività. Il riferimento è al personaggio della serie ‘Un Medico in Famiglia’ interpretato da Lino Banfi, attore di recente coinvolto, com’è noto, in uno spot televisivo dell’Energas al centro di grandi polemiche.

A esempio ammonitore circa l’importanza della consultazione popolare a Manfredonia, il Sindaco Riccardi porta la questione salentina della TAP, dove non vi è stato alcun referendum consultivo ma solo il voto dei sindaci dell’area coinvolta:nonostante il voto congiunto per il no, ‘Renzi non ne ha tenuto conto: la Tap si farà’. Ha poi rivolto un appello alla cittadinanza: ‘Più siamo, più andiamo a votare, più il voto referendario avrà un peso politico.’

SE AL REFERENDUM VINCE IL MOSTRO? . ‘Se dovesse vincere il sì vuol dire che io non ho capito niente, e molti come me. Si pone un problema di rapporto tra la città e le forze politiche che la governano. C’è chi addirittura dice che abbiamo raccolto le firme e abbiamo già i numeri per poter dire che quell’impianto la città non lo vuole… devo presupporre che il sì non vincerà neanche ‘se viene la fine del mondo’. Sempre se verrà la fine del mondo’.

NON SPARO AGLI UCCELLI SE NON LI VEDO PASSARE (L’AMMINISTRAZIONE SI ESPRIME SU ATTI AMMINISTRATIVI). ‘Allora il tema non era ISOSAR SI’- ISOSAR NO – parla di quando, circa vent’anni fa, erano stati avanzati interessi da parte di Energas, che allora si chiamava Isosar, a Manfredonia, ed egli, non ancora sindaco, era comunque assessore in una giunta di centro-sinistra. ‘La Regione l’aveva costituita come un’area in cui non era possibile nessun tipo di intervento, bloccando ogni progetto sul nascere. Le vicende si sono complicate con il passare degli anni perché Isosar ha impugnato i provvedimenti regionali sia al Tar che al Consiglio di Stato, vincendo’.

‘L’amministrazione e la politica sono due cose diverse: l’amministrazione pubblica siesprime su atti amministrativi. Esprimo un parere pubblico se qualcuno me lo chiede formalmente: non sparo agli uccelli se non vedo passare gli uccelli’. ‘Quando sono stato chiamato ad esprimere il mio parere ho fatto il necessario per sabotare l’iniziativa Isosar. Forse, come ho detto altre volte, abbiamo trattato l’argomento con un po’ di leggerezza, ma da qui a dire che siamo stati complici, che abbiamo agito tardivamente… ma tardi rispetto a cosa? C’è una necessità che cade oggi’.
E, più avanti: ‘Menale [Diamante Menale, presidente del C.d.A. Energas, N.d.R.] ha utilizzato mezzi che non si utilizzano in queste circostanze, giocando una partita sottobosco, usando mezzi discutibili. Se abbia stretto accordi economici con parte della città o con alcuni imprenditori della città io non ne so nulla’.

SE SARA’ IL GOVERNO A DIRE Si’ A ENERGAS…. La data della discussione in Consiglio dei Ministri ancora non si conosce. In vista di quella, l’appello del Sindaco Riccardi al Governo si esprime in questi termini: ‘C’è una battaglia in corso da parte di un’intera comunità che non vuole l’impianto gpl di Energas. Credo che, da persona avveduta, Renzi dovrà prendere atto e tener conto della volontà che la cittadinanza di Manfredonia esprimerà’.

Se, invece, il progetto dovesse essere autorizzato le prospettive sono quelle dello scontro duro: ‘Il Governo deve sapere che in questa città abbiamo fatto un’altra battaglia. È stata difficile, ma abbiamo vinto. Se ritiene che debba riproporsi, scenderemo in piazza e faremo tutto il necessario per impedire che si faccia qui un deposito di 60 mila metri cubi di gpl.’

(A cura di Valentina Sapone – valentina_sapone@libero.it – Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA)

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