Manfredonia. Secondo appuntamento per la stagione di prosa del teatro comunale Lucio Dalla, in scena la compagnia salentina Cantieri teatrali Koreja con Il matrimonio, commedia in due atti scritta fra il 1833 ed il 1841 dal drammaturgo russo Nicolaj Gogol, ma attualizzata dal regista Salvatore Tramacere in chiave più che mai pop e contemporanea. La riscrittura non coinvolge la trama, il testo ed i personaggi, ripresi dall’originale con accuratezza quasi filologica (compresi gli altisonanti nomi russi con tanto di patronimico, appena ridicolizzati dall’aggiunta di qualche consonante). La “mezzana” Fekla Ivanovna procura ad Agafija Tichonovna, giovane e affascinante figlia di un mercante, quattro pretendenti alla sua mano, ma la ragazza, già di per sé restia a sposarsi, è indecisa per natura. Dal canto loro i pretendenti, un impiegato, un ufficiale, un mercante ed uno scapolo impenitente spinto alle nozze da un amico, più che ad Agafija sembrano interessati alla sua dote: case, botteghe, tessuti…Ai suoi tempi Gogol voleva mettere in ridicolo l’ipocrisia e l’assurdità dei matrimoni combinati. Oggi i matrimoni forse non si combinano più, ma i sentimenti (o presunti tali) molte volte restano merce da barattare in cambio di un quarto d’ora di celebrità.

La ricerca di un marito per Agafija diventa così la trama di un appassionante talk-show televisivo a puntate con tanto di risse in studio, scenate grottesche e melodrammatiche e presentatore sempre sorridente e “sul pezzo”, pronto a trasformare l’indecisione e le debolezze della ragazza in argomento di discussione per il pubblico (frequenti le incursioni degli attori in platea). Ogni tentativo di introspezione e riflessione, in cui sembra che la vera personalità dei protagonisti stia per venire fuori, velata di fragilità e tenera malinconia, viene soffocato da un jingle, dalla pubblicità o da una battuta dissacrante, che dà inizio ad un momento musicale. Varie sono infatti le canzoni pop presenti nello spettacolo (da David Bowie a Caterina Caselli, passando per Carla Bruni versione chansonniere) interpretate dagli attori in modo dinamico ed estroso, come in un musical. Questa è la televisione, the show must go on, sempre!

Un divano bianco, una bella ragazza da maritare, i suoi quattro corteggiatori, una “mezzana”, dei consiglieri, un presentatore e uno schermo tondo che sovrasta la scena, pronto ad accendersi per seguire ciò che succede al di fuori dello “studio”. Per lo spettatore il riferimento ad un famoso programma televisivo è lampante (“Uomini e donne, silenzio!” tuona ad un certo punto FeklaIvanovna spazientita), eppure quasi nulla del testo di Gogol è stato eliminato. Anche il finale è simile a quello originale: il prescelto è Podkolioskj, lo scapolo impenitente che in questa versione 2.0 della commedia partecipa al programma per pagarsi il mutuo di casa.Agafija sembra quasi innamorata, ma lui sceglie di sottrarsi ad un mondo che non gli appartiene, mandando all’aria l’ultima, attesissima, puntata dello show.

(A cura di Annapina Rinaldi – aprinaldi@alice.it)

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