Roma. IL 23 maggio 2017 Andrea Pazienza avrebbe compiuto 61 anni. Fumettista e pittore italiano, era nato a San Benedetto del Tronto. Nella notte del 16 giugno 1988 morì improvvisamente a Montepulciano.

Andrea Pazienza Ha vissuto in fretta, lasciandoci in eredità un talento ineguagliabile che ha preso forma in una mole impressionante di disegni, storie, vignette. Il microcosmo della canzone italiana lo ha sempre ammirato, non mancando di tributarlo con ricordi sinceri“.

Andrea Pazienza – Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. « Il mio primo disegnino riconoscibile l’ho fatto a 18 mesi, era un orso, questo testimonia quanto era forte in me il bisogno di disegnare » (Andrea Pazienza, Il segno di una resa invincibile, Corto Maltese, novembre 1983)

Biografia
Pazienza nacque a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, il 23 maggio del 1956, figlio di Enrico Pazienza, professore di educazione artistica, e di Giuliana Di Cretico. Cresce a San Severo, in provincia di Foggia, la città natia del padre. All’età di dodici anni, Pazienza si trasferisce per studio a Pescara, tornando quasi ogni fine settimana a San Severo, dove continua a frequentare gli amici di sempre e a lasciare tracce della sua genialità, tra l’altro realizzando le scenografie di alcuni spettacoli presso il Teatro Verdi. Nella città abruzzese si iscrive al liceo artistico e stringe amicizia con l’autore di fumetti Tanino Liberatore.

In questi anni crea i suoi primi fumetti, in parte tuttora inediti, e realizza una serie di dipinti; collabora, inoltre, col Laboratorio Comune d’Arte “Convergenze”, che dal 1973 espone i suoi lavori in mostre sia collettive sia personali. Nel 1974 si iscrive al DAMS di Bologna che lascia a due esami dalla laurea. Vive gli anni della contestazione bolognese legata al Movimento del ’77, che fanno da sfondo al fumetto Le straordinarie avventure di Pentothal, primo lavoro di Pazienza pubblicato (Alter Alter, 1977).

In quella facoltà incontra altri artisti e scrittori come: Pier Vittorio Tondelli, Enrico Palandri (scrittore), Gian Ruggero Manzoni, Freak Antoni, Francesca Alinovi. Nel 1977 con Filippo Scòzzari entra a far parte del gruppo che realizza la rivista «Cannibale», fondata da Stefano Tamburini e Massimo Mattioli, a cui si unirà in seguito Tanino Liberatore. Dal 1979 al 1981 collabora col settimanale di satira Il Male. Col gruppo di Cannibale e con Vincenzo Sparagna, fonda nel 1980 il mensile Frigidaire, sulle cui pagine fa la sua comparsa Zanardi.

La collaborazione con Frigidaire rivela un Pazienza prolifico, per quanto insofferente alle scadenze e alle pressioni editoriali. Nel soli primi mesi di vita della rivista realizza soggetti e disegni per decine di storie in bianco e nero, a colori, e con tecniche miste. Tra i personaggi, Francesco Stella, L’investigatore senza nome, Pertini (per un albo speciale “disegnato in tre giorni” – dice Pazienza). Realizza anche copertine di dischi, un calendario, alcuni poster, e spot grafici. Inoltre omaggia Tamburini e Scòzzari di collaborazioni, e illustra articoli e racconti su richiesta del direttore Sparagna. Nelle proprie storie, collabora inoltre con autori meno noti (Nicola Corona, Marcello D’Angelo).

Si dedica anche all’insegnamento, dapprima presso la Libera Università di Alcatraz (Santa Cristina di Gubbio) di Dario Fo (coordinata dal figlio Jacopo). Quindi nel 1983 partecipa a Bologna alla Scuola di Fumetto e Arti Grafiche Zio Feininger, fondata da Brolli e Igort in collaborazione con l’Arci locale, e insegna a fianco di Magnus, Lorenzo Mattotti, Silvio Cadelo e altri. Qui tiene un corso fino al giugno del 1984 (tra gli allievi Francesca Ghermandi, Alberto Rapisarda, Enrico Fornaroli e Sauro Turroni), raccontando quell’esperienza di insegnante qualche anno più tardi nel romanzo grafico Pompeo.

Senza limitarsi al fumetto, Pazienza firma in questi anni manifesti cinematografici (tra i quali quello della Città delle donne di Fellini nel 1980, e quello per Lontano da dove, regia di Stefania Casini e Francesca Marciano, nel 1983), videoclip (Milano e Vincenzo di Alberto Fortis e Michelle dei Beatles per il programma di Rai 1 Mister Fantasy), copertine di dischi (come Robinson di Roberto Vecchioni e S.o.S brothers di Enzo Avitabile) e campagne pubblicitarie. Lavora anche per il mondo del teatro, realizzando scenografie e ideando locandine.

Si cimenta anche nella pittura, esponendo nuove opere sia nel 1982, in occasione della rassegna Registrazione di Frequenza presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, sia nel 1983, presso la galleria milanese Nuages e alla mostra Nuvole a go-go presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma (con Francesco Tullio Altan e Pablo Echaurren). Inoltre, decora con pitture murali l’aula del Polo Didattico della Facoltà di Lettere di Genova, e realizza il gigantesco Zanardi equestre a Cesena.

Se in questi anni Pazienza incontra una grande fama grazie al suo lavoro, contemporaneamente si avvicina alle droghe, in particolar modo all’eroina, alternandosi tra periodi in cui riesce a distaccarsene, e periodi in cui non riesce a farne a meno.

È proprio a causa di ciò che ben presto viene bollato come “tossico”, (anche se lui stesso, come testimonia una video-intervista a Red Ronnie del 1984, amava scherzarci sopra), lavora di meno e viene abbandonato dalla fidanzata storica, Elisabetta Pellerano, che aveva iniziato una relazione con l’amico comune Marcello Jori.[3] Trasferitosi a Montepulciano nel 1984 e apparentemente disintossicato, nel giugno 1985 conosce la fumettista Marina Comandini e, un anno dopo, la sposa. Nel frattempo continua a collaborare con le più importanti riviste italiane del fumetto, tra cui Linus, e partecipa alla creazione del mensile Frizzer (che si affianca a Frigidaire).

Collabora inoltre alla rivista Tempi Supplementari e, dal 1986, anche con «Avaj», supplemento al mensile Linus, con «Tango», supplemento del quotidiano L’Unità, con Zut, rivista satirica diretta da Vincino, e con Comic Art. Nel 1987 firma la scenografia dello spettacolo di danza Dai colli del coreografo Giorgio Rossi, e collabora alla sceneggiatura de Il piccolo diavolo[senza fonte] di Roberto Benigni (il comico non accredita il contributo di Pazienza, ma gli dedica l’intero film, uscito postumo). È a Montepulciano che nascono opere legate alla sua crescente passione per la poesia e la storia: Pompeo, Campofame da un poema di Robinson Jeffers, Astarte.

Nella notte del 16 giugno 1988 muore improvvisamente a Montepulciano. La moglie Marianna Comandini disse che il marito si chiuse nel bagno della loro abitazione la notte precedente e, dopo circa venti minuti, sarebbe stato trovato morto. Secondo Sergio Staino, a seguito di un soggiorno in Brasile per disintossicarsi, era tornato in Italia (apparentemente riabilitato), chiedendogli però con un espediente un’ingente somma di denaro. Ottenutala, avrebbe comprato dell’eroina morendo il giorno successivo per overdose. La causa ufficiale della morte non fu però mai rivelata dalla famiglia, lasciando intendere che fosse deceduto per un malore improvviso dovuto a cause naturali.

Pochi giorni dopo la sua scomparsa, si apre a Peschici la prima mostra che avrebbe dovuto tenere insieme al padre Enrico. È sepolto nel cimitero di San Severo. Aveva detto al padre: “Se mi dovesse succedere qualcosa, voglio solo un po’ di terra a San Severo, e un albero sopra”. Questo desiderio, più volte espresso, fu ricordato durante l’orazione funebre dalla madre di Pazienza.

Filmografia
Nel 2001 Stefano Mordini realizza il film documentario Paz’77, dove ci presenta un Pazienza alle prese con Pentothal, la sua prima opera. Il documentario, presentato al Torino Film Festival, è andato in concorso alla Triennale di Milano. Nel febbraio 2002 è uscito il film Paz!, diretto da Renato De Maria, che ha per protagonisti alcuni dei personaggi più importanti di Andrea Pazienza, tra i quali Pentothal e Zanardi, un’operazione legittimata dal fatto che già lo stesso Pazienza aveva sceneggiato un film su Zanardi (esiste una registrazione audio con l’artista che recita stralci della sceneggiatura). Fra i fumetti che ispirarono il film vi è Giorno.[senza fonte]

Omaggi d’arte
Roberto Benigni, legato da amicizia nei confronti dell’artista, dedica a Pazienza e a Donato Sannini il film Il piccolo diavolo (1988)
Nel libro di poesie Ballate del 1991 di Stefano Benni compare la poesia Zanardi (per Andrea Pazienza)
Il nome di Andrea Pazienza compare in due libri di grande tiratura come Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi, Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia e nel brano Presente di Piero Pelù. Nel primo si fanno espliciti riferimenti alla collaborazione di Pazienza alla rivista Frigidaire e il nome di Pazienza è citato nella dedica del libro, benché solo con le iniziali, assieme a quello di Pier Vittorio Tondelli. Nel secondo, il protagonista Step racconta di essersi introdotto nottetempo in una casa editrice per rubare alcune tavole originali di Paz. Inoltre, un fumetto-ritratto di Zanardi appare sulla copertina di Bastogne, il secondo romanzo di Enrico Brizzi
Nell’albo di Dylan Dog Il numero duecento fa la sua apparizione un personaggio fino a quel punto mai comparso nella continuity di Dylan Dog: Virgil, il figlio dell’ispettore Bloch, che non è altro che la trasposizione sclaviana dello Zanardi di Pazienza. Alla pagina 68 dello stesso albo un personaggio secondario ha le sembianze dello stesso Pazienza: un “cammeo a fumetti” con il quale gli autori della collana hanno voluto rendere ulteriore omaggio all’artista. Rimanendo nell’universo di Dylan Dog, nel videogioco Gli uccisori fra i quadri presenti all’interno della villa compare un ritratto di Zanardi.
In una storia a fumetti di Cattivik titolato “Danceteria” (Silver-Lusso-Sommacal), appaiono Zanardi e i suoi compagni. La storia è dedicata alla memoria di Andrea Pazienza. Ancora tra i fumetti della Sergio Bonelli Editore, Gea, protagonista della serie omonima di Luca Enoch, frequenta il Liceo “Paz”
La canzone “1977” dei Bisca cita Pazienza tra i ricordi dell’Italia del 1977
Un busto di Zanardi è stato eretto nei giardini pubblici di Fusignano
Il 5 agosto 2008 il cantautore italiano Vinicio Capossela si è esibito al Carpino Folk Festival in un concerto omaggio ad Andrea Pazienza a coronamento della rassegna Vite im Pazienti (organizzata dal Comune di Vico del Gargano con mostra di tavole al Palazzo Della Bella), rassegna dedicata al fumettista
Viene citato il nome di Pazienza nel film Ovosodo di Paolo Virzì, dove è anche ripresa una scena tratta da un suo fumetto
Nell’album Controverso, uscito nel 2000, del gruppo rock Gang gli viene dedicata la traccia numero nove (Paz)
Andrea condivide parte della sua gioventù con l’artista Pescarese Antonio Matarazzo al quale ha dedicato diversi fumetti, uno dei quali si evince anche nella pellicola PAZ! e precisamente nella scena in cui Zanardi e i suoi compagni entrano nel bagno della scuola con l’intento di mandare tutti i presenti fuori, ma uno di loro si rifiuta di uscire dicendo: “Se c’era Matarazzo, non lo cacciavi fuori ” e Zanardi risponde ” No, se c’era Matarazzo no, lui non è tipo da farsi sbattere fuori, tu si! Fuoriii !”
Sulla copertina del libro Se trovo il coraggio, di Dario Buzzolan, del 2013, è presente un disegno di Andrea Pazienza, che viene citato anche nei ringraziamenti dell’autore

Luoghi ed edifici intitolati a Pazienza
La targa sul Lungomare di San Menaio (FG) intitolato all’artista il 20 luglio 2008

San Menaio, frazione di Vico del Gargano (FG): il lungomare.
Bologna: una targa sull’edificio in via Emilia Ponente nº223 ricorda gli anni vissuti a Bologna (dal 1975 al 1984)
San Severo: un centro di documentazione permanente SPLASH! Archivio ‘Andrea Pazienza’ presso il MAT Museo dell’Alto Tavoliere, una scuola elementare e una piazzetta nel centro storico, nei pressi della sua abitazione
San Benedetto del Tronto: la piazza della vecchia pescheria nel centro cittadino
Roma: una piazza nella zona di Mezzocammino[10]
Vittorio Veneto: una scuola materna
San Nicandro Garganico: un istituto d’arte
Cosenza: sale espositive della Casa delle Culture
Napoli: una via del quartiere Scampia
Cremona: il Centro Fumetto “Andrea Pazienza”: un’associazione che gestisce una ricchissima biblioteca di fumetti, pubblica nuovi autori e organizza molte altre attività[11]
Fusignano (RA), nel Parco Piancastelli: busto di Zanardi, storico personaggio di Andrea Pazienza. Realizzato da Luca Tarlazzi e da Stefano Trentini, il busto, venne inaugurato il 23 aprile del 1994 durante l’esposizione dedicata alle opere di Pazienza negli spazi del centro culturale Il Granaio di Fusignano,[12] il busto è andato distrutto ed è in riparazione.
Pescara: Micro Biblioteca Sociale della SO.HA GiovaniCittadiniAttivi
Pescara una Via Andrea Pazienza in zona Naiadi
Spilamberto (MO): Anfiteatro
Foggia: Palazzetto dell’arte
Foggia: Istituto Tecnico Economico “Blaise Pascal”- Aula Multimediale
Pescara: Centro aggregativo giovanile “Lo sPaz” a cura di Collettivo studentesco Pescara, associazione universitaria 360 Gradi e SO.HA

Opere
La più completa edizione delle opere di Pazienza è Tutto Pazienza pubblicata in venti volumi, tra il 18 giugno e il 1° ottobre 2016, nella collana Biblioteca di Repubblica-l’Espresso. Prodotta da Fandango libri a cura di Giovanni Ferrara e Oscar Glioti, con la consulenza editoriale di Luca Raffaelli, la collana ripropone tutte le opere pubblicate dall’autore e una vasta selezione delle opere postume tra cui alcuni inediti.

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